La giungla dei tavolini

“Le strade di Venezia”, la questione dei plateatici vista con gli occhi della difesa degli spazi pubblici. Campi e campielli sono a esclusiva disposizione di bar e ristoranti o restano spazi per passeggiare, sostare, incontrarsi?
MARIO SANTI
Condividi
PDF

Le strade di Venezia* si presenta nel sottotitolo ”documentario inchiesta sugli spazi di vita veneziani”. È stato messo a punto e realizzato da un gruppo che si è trovato a lavorare sulla questione dei plateatici [spazi destinati a tavolini e sedie di bar e ristoranti], nel momento in cui questi hanno invaso calli e campielli, grazie alla concessione di “nuovi spazi” per consentire a bar e ristoranti di “recuperare” i danni provocati delle chiusure per Covid.   

Per farvi fronte si è ritenuto necessario porre il problema dello spazio pubblico e del suo ruolo.  

Capire e spiegare come e perché si tratta di uno spazio “di vita”, prezioso e da salvaguardare se si vuole che Venezia sia e continui ad essere città.  

Il documentario è animato da due voci narranti, che ci guidano in sei minuti di considerazioni, animate dalle immagini.   

Franco Mancuso ci guida alla scoperta di una Venezia di cui già Le Corbusier identificava la qualità urbana impagabile, derivante dalla separazione tra le due viabilità. Quella pesante “d’acqua” dove passano trasporti e commerci, quella più lieve di terra dove le persone non possono non incontrarsi e sono naturalmente portati alla chiacchiera e alla relazione: nei campi, nelle calli nella fondamente.  

Mariolina Toniolo richiama la funzione dei campi come “luoghi” dello spazio pubblico, che a Venezia svolgono la funzione che i parchi hanno in altre città.  Ed ecco allora che la sottrazione di parti sempre maggiori di questi spazi destinati a tavolini e sedie non è soltanto un serio intralcio alla circolazione pedonale, ma anche una perdita dello spazio pubblico.  Cioè di quella possibilità di incontro, relazione, contatto che a Venezia sono per tutt* la regola quando “si esce” (non “si va a”). Ed è questo che rende altissima la qualità della vita urbana in città.

Mentre il documentario fa ben capire quali siamo stati gli effetti sulla vivibilità urbana di una invasione che rende inagibili ampie parti di città, l’Amministrazione comunale ha recentemente predisposto nuove misure in tema di plateatici, addirittura considerandole una “rivoluzione copernicana destinata non solo a spazzar via le concessioni straordinarie (da Covid), ma a mettere ordine a tutto il settore delle concessioni spesso stratificate negli anni e alle volte rilasciate in luoghi inopportuni o inadatti. 

Questo perchè non vi saranno più “occupazioni permanenti” di suolo pubblico da parte di sedie o tavolini, ma solamente concessioni annuali rinnovabili, a partire dal 2023.

Con le nuove regole:

  1. il 31 dicembre 2022 scadono definitivamente le concessioni in ampliamento “da Covid”
  2. dal 1° gennaio 2023 si ritorna alla situazione ex ante, sulla base dei pianini
  3. non esistono più plateatici concessi “per sempre”, ma le concessioni vanno rinnovate ogni anno (a partire dallo stesso 2023)
  4. chi aveva un plateatico deve presentare domanda di rinnovo, con la documentazione necessaria (e, implicitamente, dimostrando durante l’anno di aver osservato le regole);
  5. chi non lo aveva può presentare domanda, sempre accompagnata dalla documentazione necessaria) 
  6. l’osservanza delle regole diventa criterio dirimente per il rinnovo della concessione 

Bisognerà ora vedere se e quanto l’Amministrazione vorrà far rispettare queste regole.

È facile, infatti, parlarne mentre Venezia sembra almeno in parte tornata una città percorribile (tra novembre e Natale i turisti almeno un po’ ancora calano, anche se per le feste sono ricomparsi alla grande e in questi giorni si torna a faticare a circolare, in certe zone e in certe ore…) e quando l’inverno limita in modo metereologico e perciò automatico la possibilità di stare seduti all’aperto. 

Bisognerà vedere se alle ondate di turisti che arriveranno al risalire delle temperature in primavera (ma già prima in questi giorni di vacanza o per il Carnevale) baristi e ristoratori staranno nei limiti e se eventualmente l’Amministrazione li richiamerà al loro rispetto. 

Perché anche in questi giorni a cavallo di Capodanno si vedono tanti tavoli fuori …

Insomma, è necessario un passo VERO (non formale, tipo dichiarazione di intenti, non verificabile) verso il ritorno a spazi dedicati ai plateatici conformi alla natura delle città e verso la rottura del patto tra consociati, con evidenti conflitti di interesse che vede un assessore al commercio titolare di esercizio pubblico.

Casualmente? Forse no, dato che non è la prima volta in questa come in giunte passate (di destra e/o di sinistra che fossero) che l’assessorato al commercio è retto da un commerciante o da un esercente. Semmai è la prova che Venezia è governata dai principali portatori di interesse presenti in città anche quando questi interessi confliggono con quelli dei cittadini comuni … 

Come riequilibrare? Semplice: non dico facendo prevalere, ma almeno facendo contare i rappresentanti dei cittadini, in un gioco di equilibri che riconosca la legittimità degli interessi economici presenti in città, ma consenta anche ai cittadini di mettere dei limiti.  

Solo così si può raggiungere quell’equilibrio che fa di una città un organismo urbano vivente e non uno spazio monoculturale dominato dalla rendita.    

Nello specifico dei plateatici, questo significa che alle riunioni (oggi semi carbonare) nella quale Comune e Sovrintendenza discutono di pianini ed esaminano le richieste di plateatici siano invitati non solo i rappresentanti degli interessi economici (le associazioni di albergatori, esercenti e commercianti) ma anche quelli degli interessi diffusi della popolazione.  

Sono solo gli abitanti che, ben conoscendo le zone che frequentano, possono rappresentare le esigenze di viabilità, passaggio e di spazio per relazioni che a Venezia sono insiti in ogni campo e ogni calle.    

Bene quindi potersi sedere al bar o al ristorante in campo o in calle, giusto garantire alle categorie economiche il diritto a plateatici della giusta dimensione; ma solo dopo che si sia garantito il diritto di tutte e tutti a vivere lo spazio urbano.

Allora anche a non pensar male (rispetto ai conflitti di interesse sopra ricordati) ci sono motivi per pensare che il nuovo sistema di regole sia fatto di misure troppo deboli e che non affrontano il nodo del problema.  

L’affollamento di tavoli e sedie lungo la pubblica va in certi casi e in certi momenti veramente al di là di ogni limite.   

Non sarebbe opportuno fissare a monte un limite quantitativo alla loro espansione? 

Non a livello Comunale ma per ogni zona; in relazione alle caratteristiche urbanistiche dei sestieri a Venezia, degli ex quartieri in terraferma, si potrebbero stabilire i quantitativi massimi di plateatici e anche le distanze minime da monumenti e  punti di interesse architettonico, storico ed artistico. 

Queste decisioni, di concessioni e modifiche sui plateatici, i rifacimenti e le modifiche ai cosiddetti “pianini”, dovrebbero passare per procedure di partecipazione vere.  

Una volta che le decisioni vengono istruite da Amministrazione comunale e Sovraintendenza esse dovrebbero essere condivise e discusse non solo con i rappresentanti delle categorie (del commercio e dei pubblici esercizi), ma anche con quelli dei cittadini.  Ci sono riversi modi di farlo. In ogni zona di una città dove (come a Venezia) ci sono “più associazioni che abitanti” non mancano soggetti collettivi che intervengono sul e conoscono bene il territorio e sanno come intervenire su di esso.  Magari nell’occasione potrebbero organizzarsi dando vita a “comitati plateatici”.  

È un modo per mettere le conoscenze del territorio e le migliori esperienze di intervento sul suo tessuto sociale al servizio di chi (in questo caso l’Amministrazione comunale) deve prendere le decisioni.  

A decidere sarà sempre l’istituzione che è titolata a farlo, in questo caso il Comune. 

Ma se fosse capace di ascoltare prima la voce degli abitanti, le sue decisioni avrebbero un peso diverso e il sistema di regole una maggiore probabilità di essere osservato. Magari non solo per dovere ma per convinzione.  

Certo servirebbe non solo invitare i soggetti della società civile ad una riunione, ma avere la volontà e le capacità di ascoltarli e di confrontarsi con le loro istanze.

La presentazione del documentario Le strade di Venezia a un pubblico fatto delle associazioni veneziane – in programma a MicroMega a San Maurizio per martedì 10 gennaio 2023 alle 18 – potrebbe essere l’occasione per lanciare questo percorso e discutere sulla gestione dei plateatici, rispetto alle nuove posizioni del Comune. 

Ci si chiederà se va bene passare dall’assegnazione una volta per tutte al rinnovo annuale delle concessioni, in modo da tener presente i comportamenti durante l’anno, escludendo chi si allarga oltre i limiti e commette abusi e infrazioni.

Si valuterà se sia utile (o no) fissare un limite per zona di possibile presenza ed estensione dei plateatici, oltre che una distanza minima da monumenti e punti di interesse architettonico, storico e artistico. Se sono un servizio alla città non dovrebbero avere un dimensionamento quantitativo – sul modello degli standard urbanistici, in riferimento non agli abitanti ma all’occupazione dello spazio pubblico? 

Ed ecco allora che bisogna capire come introdurre in modo reale e formale nell’assunzione delle decisioni sui plateatici il peso delle posizioni “portatore di interesse” che difendono l’uso dello spazio pubblico, cioè i cittadini, accanto e in bilanciamento a quelle dei portatori di interesse economici (commercianti ed esercenti).

E infine merita un ragionamento la diffusione del documentario, che verrà proiettato, perché possa essere visto e far discutere (e magari raccogliere qualche riconoscimento …) 

  • Ideato e coordinato da: Silvia Baldan, Ottavio Barbanente, Pierandrea Gagliardi, Alberto Madricardo, Claudio Madricardo, Mariolina Toniolo, Mario Santi; riprese e montaggio di Giulio Nardocci, regia di Pierandrea Gagliardi, Con la partecipazione attiva di Franco Mancuso, Mariolina Toniolo, Donna  Serbe Davis e della Comunità della Vida.
    https://fb.watch/hhkdI61I6w/
La giungla dei tavolini ultima modifica: 2023-01-01T20:05:33+01:00 da MARIO SANTI
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento