Addio, Maestro Pouchard

Una vita poliedrica, quella di Ennio Pouchard, in cui spiccava una passione per l’arte che sarebbe diventata la sua professione: critico, curatore, giornalista, egli stesso artista. Negli ultimi anni è stato assiduo collaboratore di ytali.
ADRIANA VIGNERI
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Ennio Pouchard non c’è più. Ci ha lasciato a 94 anni. La storia della sua vita l’ha scritta lui stesso, in un’autobiografia (Rolando e… Una vita dall’Istria al Mondo, Mazzanti Editore, 2022) che avrebbe presentato a Treviso, dove viveva ormai da molti anni, la prossima primavera.
Se l’essere umano è le sue opere, le sue scelte, le persone che ha incontrato, già da questi dati si comprende facilmente che Ennio Pouchard era una persona fuori dal comune. Non si è accontentato di essere pilota di aerei, prima militare, poi civile. Quando gliene è stata offerta la possibilità è diventato critico d’arte, scrittore, giornalista, egli stesso artista e curatore di mostre. Una passione per l’arte, di cui era un grande conoscitore, che nella sua seconda vita, quella nell’arte, ha coltivato con la moglie Anna, anch’essa un’artista. E nell’ultima vita – dopo essere rimasto vedovo – con l’attuale moglie Elsa Dezuanni, anch’essa esperta d’arte.

18 giugno 2018. Pola, l’Arena e il campanile di Sant’Antonio in vista sullo sfondo, Ennio Pouchard con la moglie Elsa, nel giorno del novantesimo compleanno.

Ha frequentato a Venezia Emilio Vedova, Armando Pizzinato, i galleristi Ravagnan e De Marco, e una lunga serie di artisti, di cui citiamo soltanto Virgilio Guidi. E poi a Roma, a Parigi, a Londra, dove ha conosciuto persone ricche di stimoli. A Treviso ha collaborato con il Gazzettino per 43 anni come critico d’arte. Dal 2017 è stato collaboratore assiduo della nostra rivista (i suoi articoli possono essere letti QUI).

Ed Ennio prese il volo di ytali
Ennio Pouchard, l’arte dell’amicizia di Giampaolo Sbarra

Tante vite, tanti incontri e amicizie profonde, tante case, città, lavori, passioni, come ha ben scritto Chiara Pavan. Tutto questo, e molto altro – per cui rimandiamo alla sua autobiografia – ci parla di una persona di straordinaria vivacità intellettuale. 

Non ci fa ancora capire che uomo era. Il suo viso dice già qualche cosa di più. Ma era il suo carattere che conquistava. Affabile, alla mano, lontano da qualsiasi altezzosità. Una persona che non ti fa pesare che tu sei molto da meno rispetto a chi era abituato a frequentare – che anzi forse neppure lo pensa – che è comunque curioso della tua umanità, che è aperto ad accoglierti. Mica facile. Niente affatto frequente.

Una persona generosa di sé, e che aveva molto da dare.

Addio, Maestro Pouchard ultima modifica: 2023-01-16T12:37:19+01:00 da ADRIANA VIGNERI
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