Il grande balzo in avanti lo fa l’India

Verso la metà di aprile avrà una popolazione più numerosa della Cina. Il sorpasso è il risultato di due lunghe diverse traiettorie di sviluppo demografico – cinese e indiano – foriero inoltre di conseguenze planetarie, non certo solo asiatiche.
VITTORIO FILIPPI
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Verso la metà di aprile, più precisamente il 14, l’India avrà una popolazione più numerosa della vicina Cina, arrivando a 1.425.775.850 abitanti. Così secondo le stime delle Nazioni Unite. Il sorpasso non è però una semplice curiosità statistica, ma è il risultato di due lunghe diverse traiettorie di sviluppo demografico – cinese e indiano – foriero inoltre di conseguenze planetarie, non certo solo asiatiche.

Cominciando dalla Cina: lo scorso anno vi è stata una flessione di 850 mila abitanti, ed è la prima volta che ciò accade dal lontano 1961 (l’anno del “grande balzo in avanti” maoista, che però portò ad una terribile carestia). La flessione, che evidenzia un declino ormai iniziato da tempo, è la sommatoria perversa del calo delle nascite, dell’invecchiamento e di una pandemia senza controllo che produce 1.600 morti al giorno, soprattutto anziani. E gli anziani sono ormai circa duecento milioni, mentre la natalità è calata del 18 percento. Il problema, per una Cina che vede il suo Pil indebolirsi fino a raggiungere i livelli di quarant’anni fa, è l’invecchiamento della popolazione lavorativa unito a un sistema di pensionamento ormai troppo generoso (si va in pensione a 54 anni) per l’attuale demografia. Aggiungiamo, si parva licet componere magnis, che tali tendenze sono in Italia fin troppo note: ora davvero “la Cina è vicina”, per usare il titolo di un vecchio film di Bellocchio. Almeno demograficamente.

Diversa la tendenza in India, dove il baby boom viene associato a venti di grandi speranze economiche, politiche, perfino diplomatiche: difficile ignorare, ad esempio, la richiesta indiana di avere un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. Ma soprattutto il cosiddetto dividendo demografico – ossia il fatto di avere una popolazione in età lavorativa superiore a quella in età non lavorativa arrivando nel 2036 ad essere pari a ben due terzi della popolazione complessiva – sarà il propellente umano che spingerà la crescita economica dell’India, già oggi la quinta potenza economica del mondo (superando anche la sua ex potenza colonizzatrice, la Gran Bretagna). Inoltre la denatalità è scongiurata dall’ottima fertilità degli Stati del nord e dell’est del paese, anche se comunque permangono, all’interno di questo vasto subcontinente, disuguaglianze abissali.

La popolazione degli stati dell’India in rapporto a quella di altre nazioni del mondo.

Una ventina di anni fa si pensava o si temeva (vedi Limes del 2005) che “Cindia” – Cina e India, ovvero il dragone e l’elefante – divenisse il nuovo gigantesco baricentro del pianeta. Di sicuro oggi sappiamo che in questi inizi del secolo la demografia ha silenziosamente ridisegnato e diversificato lo scenario, divenendo un serio problema per lo sviluppo cinese obbligando altresì la Cina a sviluppare una inedita politica assistenziale per gli anziani.

With the expansion of the scale of disabled and mentally handicapped elderly and the increasing demands of the elderly for social services and medical resources, the long-term care support policy for the elderly has changed from an informal system arrangement to a formal system arrangement. As a result, the state began to explore and construct the long-term care security system, focusing on the tax or financial payment mode on the one hand, and the insurance mode on the other. China is gradually developing a long-term care insurance system: ISPI, The Old Dragon: Population and Policies in China, 12 gennaio 2023).
[Con l’espansione dello scaglione degli anziani disabili e con handicap mentale e la crescente domanda di servizi sociali e risorse mediche da parte degli anziani, la politica di assistenza a lungo termine rivolta agli anziani è passata da un sistema informale a un sistema formale. Di conseguenza, lo stato ha iniziato a esplorare e costruire un sistema assistenziale a lungo termine, concentrandolo su modalità di pagamento fiscale o finanziario, da un lato, e su una modalità assicurativa dall’altro. La Cina sta gradualmente sviluppando un sistema di assicurazione per l’assistenza a lungo termine.]

Viceversa in India la demografia appare funzionale allo sviluppo (il 25,8 percento degli abitanti è sotto i quindici anni, contro il 17,3 percento della Cina), avendo un capitale umano giovane e consistente e non zavorrato dal depopolamento e dall’invecchiamento. È vero ciò che diceva (sembra) il positivista Comte un secolo e mezzo fa: la démographie c’est le destin.

Il grande balzo in avanti lo fa l’India ultima modifica: 2023-01-24T20:49:00+01:00 da VITTORIO FILIPPI
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