Il volo del Pellicano

Storia di una libreria indipendente, nel quartiere Casalotti di Roma, che prova a resistere alla crisi che dal 2016 ha costretto alla chiusura 2300 rivenditori di libri in tutta Italia.
MARCO CINQUE
Condividi
PDF

Un vecchio proverbio recitava: “ogni anziano che muore è come una biblioteca – o anche una libreria – che brucia”, ma il problema è che le librerie sono realmente quasi in via di estinzione, a prescindere dal fatto che poi gli anziani muoiano comunque. Infatti, molte librerie storiche, da Einaudi a Feltrinelli, da nord a sud, stanno chiudendo i battenti in tutta Italia e la crisi non risparmia neanche quelle alternative, tra le quali la libreria Odradek, aperta a Roma 25 anni fa. Un vero stillicidio che, dal 2016, ha falcidiato oltre 2300 luoghi di divulgazione culturale, per la disperazione di migliaia di lavoratori e lavoratrici, in un Paese che ormai precipita a grandi falcate verso nuove e inedite forme di ignoranza.

 

Beppe Costa, Lidia Popa e Uke Buçpapaj



In questo desolante panorama, dove con la cultura “non si mangia”, c’è però qualcuno che ancora resiste, pur tra mille difficoltà, come la storica libreria indipendente Pellicano, fondata a Roma da Beppe Costa (poeta, scrittore, editore e traduttore) e oggi gestita con passione dal figlio Dante Costa. Già il fatto di osare aprire una libreria nell’estrema periferia della capitale, nel quartiere Casalotti, oltre il raccordo anulare, è stata un’idea tanto folle quanto coraggiosa. Ma una libreria come Pellicano, in realtà, è stata e continua a essere un vero e proprio crocevia di incontri e di scambi interculturali, con presentazioni, concerti, recital e quant’altro, attraverso cui si sono coinvolti attivamente sia il tessuto sociale sia gli istituti scolastici del territorio.

Nicola Alesini



Tra gli scaffali della Pellicano, in una capiente sala per gli incontri, si sono visti passare nomi del cinema, della letteratura, della musica, dell’informazione, della cultura e delle arti in generale: da Monica Vitti ad Arnoldo Foà, da Dario Bellezza ad Anna Maria Ortese, da Fernanda Pivano a Dacia Maraini, da Silvano Agosti a Don Backi, da Barbara Alberti a Naim Araidi, da Fernando Arrabal a Sandro Curzi, da Marcos Vinicius a Nicola Alesini, da Anita Madaluni a Giuseppe Natale da Adele Cambria a Lia Levi e ancora tantissimi altri ospiti speciali, per la gioia di un pubblico sempre tanto numeroso quanto affezionato.

Di Beppe e Dante Costa si potrebbe dire che sono piccoli nelle risorse ma grandi, anzi immensamente impagabili, nello spessore culturale e nella qualità artistica e letteraria che offrono. Alla radice della libreria c’era (e se tutto va bene sta tornando) la febbrile attività della casa editrice Pellicanolibri, fondata da Beppe, che ha avuto il merito di lanciare fior di autrici e autori sconosciuti, o meglio, non riconosciuti dal mercato editoriale e dalla critica letteraria prezzolata. Tra loro figurano Amelia Rosselli, Goliarda Sapienza, Anna Maria Ortese, Dario Bellezza (che curava tra l’altro la collana “Inediti rari e diversi” di Pellicanolibri), Luce D’Eramo, Leo Ferrè, Léopold Sédar Senghor, Gregory Corso, Mario Vargas Llosa e tantissimi altri nomi della Poesia e della Letteratura, quelle con le iniziali maiuscole, incluso Manuel Vázquez Montalbán, all’epoca ancora ignorato dalla strabica editoria italica. 

il pubblico della serata. Nell’immagine di copertina gli ospiti della serata

Tranne che nella nefasta parentesi dell’emergenza sanitaria a causa del Covid, la libreria ha offerto regolarmente i suoi spazi per incontri assieme a classi di bambini e ragazzi, con molti istituti scolastici lungimiranti che hanno aperto le porte a un’interazione assidua. E così, alunni e studenti, vanno regolarmente alle iniziative in libreria, mentre gli autori e le autrici di Pellicanolibri vengono ospitati dalle scuole. In tal modo, sia la libreria sia la scuola diventano realtà non più chiuse ma aperte alla reciprocità, necessarie realtà interattive, speciali luoghi vivi e vivaci di interscambio e crescita sia umana che culturale.

Scordatevi però le presentazioni ingessate e, spesso, mortalmente noiose offerte da molti spazi culturali, per lo più élitari. Dimenticatevi le cattedre e i piedistalli di personaggi autoreferenziali che guardano il pubblico dall’alto in basso. Non aspettatevi nemmeno tenzoni letterarie, gare poetiche o puerili guerricciole tra primattori. Da Pellicanolibri nessuna distanza è permessa, nessun muro tra chi parla e chi ascolta, tra chi dona e chi accoglie.

Marcos Vinicius



La percezione che si ha della libreria Pellicano è infatti quella di stare in una grande famiglia umana, dove ciascuno può sentirsi al centro di un cerchio vitale fatto di talenti, esperienze, vissuti e dove con umiltà e nessuna pretenziosità si celebra la bellezza in tutte le sue coniugazioni. Puoi essere il più povero del mondo, ma torni a casa infinitamente più ricco di quando sei arrivato. Non sei più semplicemente identificato e considerato come l’ospite da una parte e il pubblico dall’altra, ma un tutt’uno dove ruoli e titoli nobiliari non contano, al contrario, ti fanno contare per quello che realmente sei, al di là delle etichette e ti danno la sensazione di esserci, anche se in uno spazio che somiglia sempre più a una piccola, inestimabile oasi, in un deserto che sta fagocitando tutto e tutti.

Le ultimissime attività realizzate negli spazi della libreria Pellicano sono stati il recital musicato contro la guerra SigniorNò, tratto dall’omonima raccolta poetica (curata dal sottoscritto e da Vito Davoli, attualmente curatore della collana PellicanoCult) di veterani statunitensi, refusenik israeliani e autori nazionali e internazionali, ma anche un recente incontro che ha visto la partecipazione di ospiti straordinari come il grande maestro brasiliano della chitarra classica Marcos Vinicius, il  sassofonista Nicola Alesini, i poeti Uke ed Era Buçpapaj da Tirana, assieme a molti altri ospiti di rilievo della “famiglia Pellicano”.



Tra le tante altre cose importanti, vale la pena evidenziare che diverse tra le ultime pubblicazioni di Pellicanolibri hanno pure un’importante connotazione non profit: i diritti d’autore di SignorNò, ad esempio, sono interamente dedicati alla causa di Gazzella Onlus, un’associazione che si occupa delle cure e riabilitazione di bambini palestinesi feriti da armi da guerra, prevalentemente nella striscia di Gaza.

Insomma, stiamo parlando di un piccolo grande patrimonio dell’umanità che andrebbe preservato, seguito e supportato, assieme ai pochi altri rimasti. D’altronde è bene ricordare che già Beppe Costa, assieme alla sua amica Adele Cambria, era stato l’artefice della Legge Bacchelli, non sarebbe quindi male se si pensasse all’eventualità di una legge che permettesse la sopravvivenza di realtà importanti come sono le librerie indipendenti. È vero, con la cultura “non si mangia”, nel senso che intendono le logiche consumistiche e del profitto, ma di certo si respira un’aria più pulita di quella a cui si sta condannando il mondo.     

Il volo del Pellicano ultima modifica: 2023-01-31T17:01:00+01:00 da MARCO CINQUE
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento