Vincere la sconfitta

“Sventura” un lungometraggio di Serena Nono interamente girato in laguna. Racconta di Jaffier, il capo dei congiurati che voleva conquistare Venezia nel 1618 e che, dopo aver fallito l’impresa, vive su un’isola da eremita, dovendo affrontare ogni giorno la propria sconfitta. 
YTALI
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Il film “Sventura” di Serena Nono (2023) svolge una riflessione su un tema centrale del pensiero di Simone Weil, il malheur, parola colta della lingua francese, resa di solito nelle traduzioni italiane con “sventura”. Sia per Weil che per Nono questa parola racchiude una complessa concezione del male.
Pensato come sequel di Venezia salva (2013), come già la riduzione cinematografica della pièce della filosofa francese, anche “Sventura” è, a cominciare dal titolo, una pellicola tutta intessuta di temi weiliani tra loro intrecciati, quali il cattivo uso della libertà, lo sradicamento, la bellezza, la morte.
[Isabella Adinolfi, dalla Presentazione del film “Sventura” all’Università Ca’ Foscari di Venezia]

Se sapessi sparire, ci sarebbe davvero unione perfetta di amore tra Dio e la terra sulla quale io cammino, il mare che odo…
[Simone Weil, da “L’ombra e la grazia”]

Sventura, sequela di Venezia salva, è un lungometraggio nel cui ambito si sviluppa  la riflessione sui temi di Venezia salva, la piéce di Simone Weil da cui il film Venezia salva (del 2013) era stato liberamente tratto. La piéce Venezia salva racconta di una congiura ordita dagli Spagnoli contro Venezia, nel 1618, che non si realizza poiché il capo dei congiurati, Jaffier, non riesce a concretizzare l’attacco su Venezia; è colpito d’un tratto dalla bellezza della città e s’accorge che la città esiste, i cittadini esistono, facendo così fallire l’impresa e denunciando la congiura al governo di Venezia. 

“Sradicare i popoli conquistati è sempre stata e sempre sarà la politica dei conquistatori”, a questo principio e a questa azione, Jaffier, non per debolezza, ma per pietà, si ribella.

Jaffier non si uccide, non viene ucciso, ma approda su un’isola e deve accettare la sconfitta, l’umiliazione, convivendoci. 

Non dovrà più cercare di conquistare qualcosa, in questo caso la vittoria sul dolore, ma dovrà accettare la propria fragilità, l’ingiustizia subita, le ingiustizie che ha causato egli stesso.  

Egli arriva persino alla conclusione che l’uomo è destinato e forse votato a scegliere la via della distruzione, inesorabilmente. Chi sogna il potere, fosse anche potere per salvare, incorre nella forza ingannatrice e schiacciante della potenza. E di conseguenza  nell’annientamento.

Le scene di Jaffier esiliato sono state girate sull’isola di Poveglia, isola della laguna di Venezia contesa tra imprenditori e associazioni ambientalistiche che vogliono rendere l’isola un parco pubblico per la cittadinanza. 

L’isola è anche conosciuta per alcune leggende sulla sua infestazione da fantasmi per cui risultava naturale immaginare che in tal luogo Jaffier sia a contatto quotidiano con i propri fantasmi che popolano la sua realtà.

Liberamente ispirato a Venezia salva di Simone Weil, questo film è in qualche modo sperimentale per la particolare scelta di voci, immagini e suoni. Per esprimere una riflessione che nasce da temi contenuti in Venezia salva.

L’uomo può salvare o solo distruggere? Come si può convivere con i propri fallimenti? Cos’è la grazia? Può la bellezza aiutare l’uomo a rinunciare alla violenza? Il desiderio di potere distrugge? 

L’impossibilità di portare avanti una azione violenta di guerra quando ci si rende conto che l’altro da noi, il nemico, esiste come noi.  

Questo film non è un film storico filologico, ma una messa in scena di questi concetti con tutta la libertà necessaria. 

L’estetica è quella dell’impotenza, non quella del prodotto commerciabile, finito e perfetto, poiché la forma incarna il pensiero del film. La narrazione in punta dei piedi, l’incertezza, l’insicurezza: tutto ciò che è contrario al successo, all’affermazione, al potere.

[note di regìa di Serena Nono]

Il film, che è stato presentato in anteprima al Trieste Film Festival a gennaio 2023, sarà in proiezione:

  • il 24 febbraio al cinema Rossini a Venezia, ore 19;
  • il 1 marzo al cinema Dante a Mestre, ore 19.

Sventura 

Personaggi e interpreti: Nicola Golea Jaffier; David Riondino Il segretario del Consiglio dei Dieci e il suo fantasma; Roxana Kenjeeva Violetta; Domenico Palazzo Renaud e il suo fantasma; Giovanni Benzoni, Il Marchese di Bedmar e il suo fantasma; Nuria Schoenberg Nono, La mendicante e il suo fantasma.

Prodotto da Giano Produzioni in collaborazione con Rai Cinema

Vincere la sconfitta ultima modifica: 2023-02-16T12:23:59+01:00 da YTALI
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