La scommessa degli elettori Pd

Se nelle primarie precedenti il voto popolare ha confermato e rafforzato quello degli iscritti, quello di domenica lo ha ribaltato. Ora si tratta di vedere se Elly Schlein e la dirigenza che l’affiancherà saranno all’altezza del voto ricevuto. Se sapranno sciogliere i nodi che via via si presenteranno in modo da mantenere una rotta sicura e autorevole.
ADRIANA VIGNERI
Condividi
PDF

Qualche giorno fa Guido Moltedo scriveva su questo giornale (che dirige) che

oggi gli elettori potrebbero vedere in Schlein una forza di grande rinnovamento, più in lei che nel vincitore dei congressi del partito. Lo confermerebbe un sondaggio di Winpoll: la deputata è al 56,3 per cento tra i potenziali elettori del Pd, contro il 43,7 del presidente dell’Emilia Romagna.

Quei sondaggi sono stati confermati (ANSA). Ancor prima di conoscere i dati finali Stefano Bonaccini ha riconosciuto la vittoria di Elly Schlein.

Mentre nelle primarie precedenti il voto popolare ha confermato e rafforzato quello degli iscritti, quello di domenica lo ha ribaltato. Che cosa è successo è presto detto: chi ha votato alle primarie ha ribaltato il punto di vista, la prospettiva dalla quale hanno fatto la scelta: non un punto di vista interno, la guida di un partito con le caratteristiche del Pd, anche se in una prospettiva di rinnovamento, bensì il punto di vista della competizione politica nei confronti della destra – il trauma delle ultime politiche – guidata da una donna determinata e capace. Cui si è voluto contrapporre una donna altrettanto determinata e capace, che raccoglie vecchie bandiere della sinistra – la scuola pubblica, la sanità pubblica, da un bel pezzo trascurate, quanto meno come strumenti di battaglia politica. Il contesto certamente nuovo in cui questo voto è avvenuto – con la destra-destra solidamente al governo – spiega ampiamente l’esito del voto. Una donna capace di tener testa a un’altra donna. Ci sarà tempo per approfondire.

In fila per le primarie all’ingresso del circolo del Pd A. Vivian, San Barnaba, Venezia (©Luna Moltedo)

Per ora diciamo che – paradossalmente – questo esito, la “correzione” del voto dei circoli mediante il voto degli elettori, è esattamente ciò che si è voluto potesse accadere quando ci è deciso per questo meccanismo elettorale (che è stato molto criticato, ricorderete l’esempio della bocciofila), con una apertura agli “elettori” ampiamente giustificata dalla limitatezza del numero degli iscritti (180.000, credo, a fronte di più di un milione di elettori, nel 2019 sono stati 1.582.000). Dal punto di vista delle regole, istituzionale, diciamo, nulla è successo.

In fila per le primarie all’ingresso del circolo del Pd A. Vivian, San Barnaba, Venezia (©Luna Moltedo)

Dal punto di vista politico è successo moltissimo. Riprendo intanto quanto aveva già osservato Guido Moltedo:

Dovesse davvero andare così, il divario tra partito ed elettorato sarebbe vistoso e non privo di serie conseguenze, con un’assemblea nazionale che non riflette i dati dei congressi, un corpo del partito che è espressione del candidato sconfitto, e un segretario minoritario in quella sede ma scelto dalla maggioranza degli elettori. La possibilità di una scissione sarebbe una spada di Damocle permanente sul segretario così eletto.

Tutti questi elementi di crisi sono presenti, e l’esito di una scissione non può essere del tutto escluso. Ora si tratta di vedere se la dirigenza del Pd sarà all’altezza dei suoi elettori. Se saprà sciogliere i nodi che via via si presenteranno in modo da mantenere una rotta sicura e autorevole.

Un mini poster di ytali. (© Paul Rosenberg) nel circolo del Pd A. Vivian, San Barnaba, Venezia
La scommessa degli elettori Pd ultima modifica: 2023-02-27T10:33:04+01:00 da ADRIANA VIGNERI
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento