Il pianeta disorientato. L’arte e i sogni di Rosa Porasso

Un libro che è un invito a prendere in considerazione i nostri sogni, a prestare attenzione alle immagini che provengono dal profondo, e al tempo stesso è una testimonianza storica preziosa dell’inconscio collettivo in pandemia.
ALESSANDRA GABRIELA BALDONI
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Oggi si vuol sentire parlare di grandi programmi politici ed economici, ossia proprio di quelle cose che hanno condotto i popoli a impantanarsi nella situazione attuale. Ed ecco che uno viene a parlare di sogni e di mondo interiore (…) Se le cose grandi vanno male è solo perché i singoli individui vanno male, (…) per essere ragionevole, l’uomo dovrà cominciare ad esaminare se stesso (…) È fin troppo chiaro che se il singolo non è realmente rinnovato nello spirito neppure la società può rinnovarsi poiché essa consiste nella somma degli individui.
(C.G.Jung)

A distanza di tre anni dall’inizio della Pandemia da Covid 19 queste parole sembrano parlare di ciò che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo. In questo contesto di urgenza nasce il libro Il pianeta disorientato – Sogni in pandemia di Rosa Porasso, psicanalista junghiana e meltzeriana e arteterapeuta. Scrive l’autrice:

Mi auguro (…) che l’emergenza dello studio d’arte, intesa non solo come arte figurativa, ma come base poetica della mente, trasformi l’emergenza sanitaria in capacità di metamorfosi creativa, io, nel mio piccolo ho tentato di farlo usando come bussola le parole di Hillman: Noi non sappiamo che cosa possa essere salvato e cosa no e su cosa sia follia applicarsi. Ma io mi ci applico. E mi piace farlo.

Rosa Porasso

Porasso, in effetti, ci offre una bussola e una testimonianza di ciò che è accaduto nel nostro inconscio personale e collettivo e ci connette fornendoci strumenti e spunti di riflessione per riuscire a guardare meglio in noi stessi. Nel libro sono stati raccolti sogni personali, di pazienti e di amici «con lo scopo di creare una rete di sognatori che costruisse un filo di senso». Il materiale è stato organizzato in ordine cronologico: i Prodromi, ovvero i sogni prima del lockdown, quelli durante il confinamento e quelli di uscita, ma anche ordinato per tematiche e nuclei archetipici: la paura, il pericolo, lo sperdimento, la distanza, la morte, gli animali, la terra, l’acqua, la bellezza, a costruire un climax per aspera ad astra che coinvolge e dona possibilità di significato al lettore.

Come di nuovo ci ricorda Jung, “Dobbiamo condurre l’individuo in una zona oscura […] e dobbiamo farlo seguendo una via che è stata abbandonata da tempo, riconosciuta come illusione, […] quella zona non è altro che il sogno e la via è la comprensione del sogno. Occuparsi dei sogni significa prendere coscienza di sé”. Del resto, il viaggio iniziatico esordisce sempre con una discesa e l’autrice ci conduce nella terra dei sogni in prossimità dell’Averno, all’ingresso del regno dei morti, sulla scorta di Omero, Virgilio, Dante. Anche Gérard de Nerval scrisse che: “I primi istanti del sonno sono l’immagine della morte: un opaco torpore si impossessa del nostro pensiero (…) è come un tenebroso sotterraneo che a poco a poco si rischiara (…) poi il quadro prende forma, un chiarore nuovo illumina.”

Pontormo, Visitazione, 1528-1530 circa, conservato nella propositura dei Santi Michele e Francesco 

Poiché il sogno e la morte sono da sempre strettamente collegati, ed è nel buio della notte che si risvegliano le nostre più profonde paure, si incontra l’Umbra Mundi (possibile metafora del Covid), irrompe il perturbante: incubi, immagini terrificanti iniziano ad agitare le lunghe notti di pandemia, quando più ci siamo trovati disorientati e incerti sul futuro. Ciascuno è seguito da un’ombra che va letta e decifrata e della quale è importante divenire pienamente coscienti sia a livello personale che collettivo. Quante volte durante il confinamento ci è stato ripetuto lo slogan “Tutto questo ci renderà migliori”. Senza dubbio, da una grande crisi possono sorgere grandi rinascite, in tanti hanno sperato in un cambio di paradigma, che la società ne uscisse trasformata, che la quotidianità diventasse meno stressante, più gentile. Grandi speranze possono però portare a grandi disillusioni, soprattutto quando si proiettano il problema e la soluzione al di fuori di sé, quando ci si pone come spettatori.

Siamo riusciti a fare nostri i contenuti dell’inconscio? Abbiamo lavorato sui traumi insorti e riaffiorati in pandemia? Abbiamo attuato il cambiamento che tanto speravamo per noi stessi e per la società? Questo libro è un invito a prendere in considerazione, con serietà, i nostri sogni, a prestare attenzione alle immagini che provengono dal profondo e rappresenta al tempo stesso una testimonianza storica preziosa dell’inconscio collettivo in Pandemia. Ancora Jung: “Grande è la responsabilità umana verso le immagini dell’inconscio, sbagliare a capirle o eludere la responsabilità morale che abbiamo verso di esse, significa privare l’esistenza della sua interezza.”

I sogni sono le storie che ci vengono sussurrate dalla nostra anima, le parole e le immagini originarie della nostra vera natura dimenticata, e che invece occorre portare a consapevolezza, poiché risvegliarsi è ricordare. E ricordare, innanzi tutto, che in ognuno di noi è presente l’ipotesi creativa: i sogni sono racconti, fiabe straordinarie, interpretate da incredibili attori, capaci di commuoverci come di farci rabbrividire, sono quadri surrealisti che sembrano creati da artisti geniali. Non siamo più solo spettatori, del sogno siamo anche artefici. E il tema dell’arte è caro a Rosa Porasso, che nel suo libro mette in dialogo i sogni con espressioni artistiche di ogni tempo, da Botticelli a Anselm Kiefer da Jan Vermeer a Berlinde de Bruyckere.

Anselm Kiefer, La scala di Giacobbe

È nell’arte, rammenta Porasso, che l’uomo può dare corpo e concretezza alle immagini inconsce, e cerca di riparare e dare senso alle proprie fratture interiori con un generoso e coraggioso gesto di intima condivisione. E questo fare guarisce e fa guarire, porta alla luce. E così, gli incubi possono trasformarsi strada facendo in sogni nei quali si insinua la speranza che fa insorgere le domande: chi ci salverà? La natura? Il cielo, la terra, gli animali, l’acqua? Fino a trovare la via d’uscita cui anelano secondo un vero e proprio processo d’illimpidimento che conduce alla bellezza che salva.

Probabilmente, ognuno individuerà una propria chiave di lettura, ma dal libro emerge in modo chiaro che, a prescindere dalle forme e dai modi adottati, sarà la bellezza consapevole che ci permetterà di raggiungere il nostro centro e di riappropriarci della nostra interezza. Come scrive Lella Ravasi Bellocchio nella sua lettera introduttiva, “il regalo del libro” è quello di una “trasformazione possibile, una cura creativa che va oltre il buio, oltre il male”. È di questo che abbiamo bisogno oggi.

Immagine di copertina: Max Ernst, L’Ange du foyer ou le Triomphe du Surréalisme, olio su tela, 1937, collezione privata.

Il pianeta disorientato. Sogni in Pandemia
di Rosa Porasso. Prefazione di Lella Ravasi Bellocchio
Moretti&Vitali editori, 2022
Prezzo: Euro 15

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Il pianeta disorientato. L’arte e i sogni di Rosa Porasso ultima modifica: 2023-04-12T18:45:36+02:00 da ALESSANDRA GABRIELA BALDONI
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