Fuori le navi, dentro i lancioni. Provocazione? È la realtà

YTALI
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Già dieci anni fa si commentavano sui giornali i possibili effetti generati dalle varie soluzioni proposte a seguito dell’estromissione delle grandi navi dalla laguna, delineando scenari cui oggi stiamo assistendo. Si temevano allora gli effetti causati dall’assenza di una progettualità capace di fornire una strategia realmente sostenibile. Ed ecco che hanno preso il sopravvento soluzioni estemporanee, in un’attesa nient’affatto “sprovveduta” nella speranza che il fenomeno faccia il suo corso, o meglio, che gli “interessi“ si riorganizzino in modo autonomo.

Seguendo questa tendenza, l’attracco delle grandi navi a Porto Marghera è “un posto qualunque” dove poche navi scelgono di andare non essendovi infrastrutture o servizi tali da associare quelle aree all’idea di Porto. La Marittima (o meglio l’ex) a Venezia è ormai un parcheggio, estensione del Tronchetto, e che replica quel modello accogliendo bus turistici e lancioni gran turismo. Le opzioni off shore passano dalle più recenti immagini di mirabolanti stazioni, con collegamenti metropolitani sublagunari, a patetici attracchi in rada. Fantasticherie nel mezzo di difficili e complesse realtà.

Infatti, in modo alquanto autonomo e con un preoccupante effetto di auto adattamento, alcune compagnie si sono riorganizzate con modalità che incidono in modo diverso ma comunque impattanti nel sistema lagunare veneziano.

Da un lato si punta verso destinazioni alternative più o meno vicine (Chioggia, Trieste, altri porti adriatici), trasferendo i loro ospiti verso Venezia mediante viaggi di “incursione” a San Marco su vari “strumenti” e barche gran turismo; dall’altro le grandi navi si avvicinano alla città “parcheggiando” all’esterno delle Bocche di Porto.

Entrambe le soluzioni non fanno altro che generare un ulteriore carico di mezzi (lancioni) che entrano ed escono dal Bacino di San Marco passando per il Canale della Giudecca o per la Bocca di Porto del Lido.

Ricordando le stime già viste nel 2013, una sola nave, che trasporta circa quattromila passeggeri, non attraccando in laguna riversa in queste direttrici acquee circa venti lancioni gran turismo al giorno. Questo numero considera un loro carico dichiarato di recente di circa duecento persone, una quantità che conteggia un buon affollamento in barca e che potrebbe essere anche minore (generando ulteriori mezzi aggiuntivi), visto che le compagnie presentano questi mezzi, nelle loro brochure, come “tender”. Definizione patinata per barche da trasporto di massa per lo più datate che, nell’immaginario di chi conosce poco l’età media e la qualità dei mezzi acquei lagunari, evocano eleganze e comodità del tutto inesistenti.

Ma tornando ai numeri, questo nuovo fenomeno genera quotidianamente almeno quaranta spostamenti di lancioni aggiuntivi in bacino San Marco (andata e ritorno) per ogni nave in rada. Numeri che si sommano ai tantissimi sbarchi giornalieri che assediano l’area della Riva degli Schiavoni fronte caserma Cornoldi, in tal modo raddoppiando o triplicando simili pesanti movimentazioni in base alle navi ormeggiate in rada. Ovviamente, non escluse quelle di Porto Marghera che al momento, non avendo infrastrutture adeguate, usano modalità simili nello “scaricare” gli ospiti a San Marco o lungo le Zattere.

Come si capisce, si tratta di numeri che aggravano da tempo la durissima condizione del moto ondoso nel Canale della Giudecca e nel Bacino San Marco, che già oggi è in costante situazione di “maremoto”: allagando e sfasciando le rive della città mentre si scaricano a terra degli inconsapevoli visitatori. Fenomeno sempre più insostenibile a proposito di salvaguardia o di tutela ambientale, un insieme che alza di molto l’immagine degradata di una città verso cui non si ha alcun “rispetto” e che ridicolizza chi vorrebbe una Venezia capitale mondiale della sostenibilità.

Studi, progetti, pubblicazioni, convegni, addirittura più leggi, sono “passate” nel corso di più e più decenni, da un secolo all’altro, ma Porto Marghera e la sua vastissima area industriale e postindustriale è ancora uno scatafascio sia sul piano economico che ambientale che portuale. A quando una volontà politica e culturale in grado di realizzare il più affascinante e sostenibile waterfront del mondo per una autentica Venezia capitale mondiale della sostenibilità in ogni campo?

immagine di copertina: estate 2022, una nave della Norwegian Cruise Line, 1500 passeggeri, ancorata al largo del Lido di Venezia, prova il trasporto passeggeri via lancioni con Venezia

Fuori le navi, dentro i lancioni. Provocazione? È la realtà ultima modifica: 2023-04-18T15:56:09+02:00 da YTALI
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