A sostegno di Francesca Albanese

Una lettera di Franco Danieli, già Vice-ministro degli Affari esteri, al presidente della commissione Esteri del Senato, Giulio Terzi di Sant'Agata, che ha sollecitato il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani a chiedere una presa di posizione su Francesca Albanese, relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani dell'Onu sulla situazione nei territori palestinesi occupati.
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Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Franco Danieli, già Vice-ministro degli Affari esteri, al presidente della commissione Esteri del Senato, Giulio Terzi di Sant’Agata. Terzi ha sollecitato il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani a chiedere una presa di posizione su Francesca Albanese, relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani dell’Onu sulla situazione nei territori palestinesi occupati. L’iniziativa del senatore di Fratelli d’Italia avviene dopo che due ong si sono rivolte al Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk per esprimere il loro totale sgomento e l’indignazione per le disgustose dichiarazioni rilasciate dalla signora Francesca Albanese… sulla scia dell’ondata di terrore perpetrata contro i civili in Israele la scorsa settimana [in cui è morto anche l’italiano Alessandro Parini, e per chiederne] l’immediata destituzione.

Gentile senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, 

lasci perdere i termini “imparzialità e obiettività” che ha usato per chiedere a Tajani, un intervento finalizzato alla destituzione di Francesca Albanese “Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian Territory occupied since 1967” poiché rischia di incorrere in insanabili contraddizioni. 

Nell’attività del suo mandato la dott.ssa Albanese ribadisce consolidate norme di diritto internazionale che alcune note organizzazioni negano su basi discriminatorie; il suo lavoro si pone in perfetta continuità con quanto già attestato nel corso degli ultimi trent’anni dai rapporteur ONU che si sono succeduti, incluso il giudice John Dugard che da sudafricano era molto ferrato sul concetto di apartheid; tutti costoro erano di parte? Mancavano di obiettività?  Sono infondate le denunce di apartheid avanzate Amnesty International e Human Rights Watch? 

Senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, Lei che “come Ambasciatore d’Italia in Israele dal 2002 al 2004 si è concentrato sul rafforzamento delle relazioni bilaterali e dei legami tra Israele e l’Unione Europea” è membro dell’UANI (United Against Nuclear Iran).  

Una organizzazione che si definisce bipartisan non profit e non politicamente schierata, ergo per definizione “imparziale e obiettiva” ma che è imbottita, per la gran parte, di personalità che sono sicuramente “partisan”, ne vogliamo citare qualcuna: Meir Dagan, è stato il Co-fondatore di UANI, ex direttore generale del Mossad israeliano e Presidente onorario del Board “Black Cube” (un’agenzia di intelligence privata fondata nel 2010 dagli ex ufficiali israeliani Dan Zorella e Avi Yanus), Alan Goldsmith, consulente per i Repubblicani USA, Otto J. Reich, ex vicesegretario di Stato di Colin Powell e George W. Bush con delega alla difesa per la lotta alle armi di distruzione di massa dal settembre 2004 al settembre 2006, (ricordo quando Colin Powell si presentò al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con una fialetta di polvere bianca per giustificare la necessità dell’attacco all’Iraq) e  ancora: Graeme Agnello, ex direttore delle forze speciali britanniche e comandante dell’esercito da campo britannico, Charles Guthrie, ex capo di stato maggiore delle forze armate britanniche, Frances Fragos Townsend, ex consigliere per la sicurezza interna degli Stati Uniti del presidente George W. Bush, Jeb Bush che non ha bisogno di presentazioni, John Bolton, anche questo è noto, Tamir Pardo, ex direttore generale del Mossad israeliano, Zohar Palti, ex capo dell’Ufficio politico-militare presso il Ministero della difesa israeliano ed ex direttore dell’intelligence del Mossad, Norman Roulé, dirigente della CIA ed ex direttore dell’intelligence nazionale per l’Iran, Mark Wallace, ex ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite nominato dal presidente George W. Bush. Mi pare pertanto che si tratti di un think-tank che definirei “fortemente caratterizzato”.

Una delle attività strategiche, nella società dei social media, svolta dei servizi di intelligence, ufficiali o informali che siano, è la gestione delle informazioni; questo al fine di contrastare i potenziali pericoli per le istituzioni ma anche per selezionare e orientare l’informazione stessa condizionando in tal modo la pubblica opinione. Il rischio che tutti corriamo è quello di essere soggetti più o meno inconsapevolmente condizionati. Per evitare questa trappola allora è necessario stare sempre dalla parte della oggettività dei fatti, soprattutto se univocamente acclarati e sedimentati nel corso dei decenni.

Si adoperi, Lei che è così attento alle “…norme del diritto internazionale vincolanti per tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite”, affinché siano applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite sulla “questione palestinese” rectius: “questione israeliana”, rammentandole che nel 2023 l’Assemblea generale dell’Onu ha dato mandato alla Corte internazionale di giustizia di valutare le conseguenze legali dell’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele. Le colonie sono illegali e sono un crimine di guerra ex “Convenzione IV relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra” del 1949, perseguibile ai sensi dello Statuto Di Roma Della Corte Penale Internazionale, e va richiamata poi, tra le altre, la risoluzione 2334 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con cui si richiede a Israele la fine degli insediamenti nei territori palestinesi dal 1967, compresa Gerusalemme Est. 

Infine, nel suo ruolo di Presidente della Commissione Affari Europei del Senato della Repubblica, svolga un’azione efficace affinché l’Unione Europea si possa rendere protagonista di un effettivo processo di pace nella regione, a partire, anche in questo caso, dalla applicazione delle risoluzioni già adottate come,  tra l’altro, ricordato recentemente dall’alto rappresentante a nome dell’Unione europea, in occasione del Consiglio dell’UE del marzo 2023:

…Gli insediamenti sono illegali ai sensi del diritto internazionale. Israele deve fermare l’espansione degli insediamenti, impedire la violenza dei coloni e garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Le operazioni militari devono essere proporzionate e in linea con il diritto internazionale umanitario. Occorre porre immediatamente fine agli attacchi terroristici, che dovrebbero essere condannati da tutti, e alle pratiche che li sostengono. La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza richiede un ulteriore allentamento delle restrizioni. Occorre preservare lo status quo dei luoghi sacri, in linea con le intese precedenti e tenendo conto del ruolo speciale della Giordania, così come è necessario mantenere una coesistenza pacifica tra cristiani, ebrei e musulmani.

La costante violazione delle norme del diritto internazionale e delle risoluzioni ONU con la progressione delle occupazioni territoriali da parte di Israele vanifica nei fatti l’obiettivo espresso dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale dei: “due Popoli – due Stati”; di Stato ne resterà solo uno e in quanto al popolo…  

Faccia sentire la sua voce. Esiga il rispetto delle norme del diritto internazionale. Chieda l’applicazione delle risoluzioni ONU e dell’Unione Europea. Si attivi nella consapevolezza che il trascorrere del tempo non giova al raggiungimento della pace ma solo al consolidamento, nel migliore dei casi, dello status quo.

Franco Danieli [Già Vice Ministro degli Affari Esteri]

LETTERA AL DIRETTORE DE LA REPUBBLICA

Caro Direttore, 

come soggetti che sostengono il rispetto dei diritti umani, esprimiamo la nostra forte condanna per la richiesta di destituzione della Relatrice speciale ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, la dott.ssa Francesca Albanese, da parte dall’ex Ministro Giulio Terzi,  riportata dal Suo giornale. Attaccare la Relatrice, esperta tecnica indipendente con vent’anni di riconosciuta esperienza a difesa dei diritti umani e importanti pubblicazioni scientifiche, il cui mandato impone di esprimersi in punto di diritto internazionale sulla situazione nel territorio occupato, è un atto di irresponsabilità politica senza precedenti.  

Con la sua richiesta al Ministro degli Esteri Tajani di fare pressione sull’ONU per rimuovere la dott.sa Albanese, Terzi si accoda a una campagna internazionale promossa da organizzazioni espressione del Ministero degli Affari Strategici israeliano come International Legal Forum (che nega lo status di territorio occupato della Palestina, giustifica l’espulsione dei palestinesi dalle proprie case, e difende l’annessione israeliana del territorio occupato) e da Amichai Chikli, Ministro degli Affari della Diaspora israeliano, che sostiene che il conflitto israelo-palestinese sarà risolto “quando l’identità nazionale palestinese cesserà di esistere”.   

Riteniamo che le ennesime accuse diffamatorie contro la Relatrice speciale ONU siano infondate, unilaterali e in contrasto con principi fondamentali di imparzialità che, proprio in quanto tali, possono basarsi solo sul diritto internazionale, parte integrante dell’ordinamento costituzionale. La richiesta di Terzi denota infine un allarmante grado di analfabetismo istituzionale, visto che gli esperti indipendenti ONU sono, per definizione, protetti da pressioni di qualsiasi governo, incluso ovviamente il governo del proprio stato. 

Primi firmatari (associazioni)Amnesty International Italia, Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale (AOI), Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (ARCI), Assopace Palestina, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Piattaforma delle ONG Italiane in Mediterraneo e Medio Oriente 

Primi firmatari (parlamentari): Stefania Ascari, Laura Boldrini, Susanna Camusso, Ilaria Cucchi, Eleonora Evi, Nicola Fratoianni, Chiara Gribaudo, Tino Magni, Arturo Scotto 

Primi firmatari (singoli)Roberta De Monticelli, già Università Vita e Salute San Raffaele; Micaela Frulli; Università degli Studi di Firenze; Domenico Gallo, Presidente di Sezione Emerito, Corte di Cassazione; Luisa Morgantini, già Vice Presidente Parlamento Europeo; Alberto Negri, Giornalista; Nurit Peled Elhanan, Hebrew University Gerusalemme; David Yellin Academic College; Ruba Salih, Università di Bologna; Mauro Volpi, Università di Perugia  

A sostegno di Francesca Albanese ultima modifica: 2023-04-24T11:32:00+02:00 da YTALI
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