L’eternità dell’antichità

Il nostro rapporto con gli antichi, fil rouge della mostra “L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi” al Museo Nazionale Romano che sarà inaugurata il 4 maggio.
LUNA MOLTEDO
Condividi
PDF

Nonostante la distanza temporale e culturale che ci separa dagli antichi, ci sembrano allo stesso tempo vicini e lontani anche perché in ogni città, paese o borgo c’è quasi sempre un bene culturale che ci ricorda le nostre origini. Il nostro rapporto con gli antichi, oggetto di studi e di riflessione nel corso del tempo, sarà il fil rouge della mostra L’istante e l’eternità. Tra noi e gli antichi al Museo Nazionale Romano che sarà inaugurata il 4 maggio.

Attraverso circa trecento pezzi eccezionali tra opere greche, romane, etrusche e italiche, medievali, moderne e contemporanee, si esplora il rapporto complesso e variegato con l’antichità.

Per l’occasione riaprono al pubblico alcune delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano che ospitarono nel 1911 la Mostra Archeologica nell’ambito delle celebrazioni per il primo cinquantenario dell’Unità d’Italia e che conservano, ancora oggi, parte dell’allestimento storico degli anni Cinquanta. 

La mostra è promossa dal Ministero della cultura italiano e dal Ministero della cultura e dello sport della Grecia (Eforato per le Antichità delle Cicladi) e testimonia la centralità e l’importanza della collaborazione tra i due Stati. L’evento espositivo, organizzato dalla Direzione generale Musei e dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con Electa, è ideato e curato da Massimo Osanna, Stéphane Verger, Maria Luisa Catoni e Demetrios Athanasoulis, con il sostegno del Parco Archeologico di Pompei e la partecipazione della Scuola IMT Alti Studi Lucca e della Scuola Superiore Meridionale.

Eforia

L’antichità ha tramandato un’inesauribile varietà di modi di rappresentare l’individuo, dalle potenti statue-stele neolitiche alle raffinate composizioni classiche ed ellenistiche. Una scelta significativa di queste raffigurazioni sarà visibile alla mostra. Spiccano in particolare la monumentale statua femminile di Santorini, una della più antiche di tutta la scultura greca, esposta per la prima volta in assoluto al grande pubblico, la statua in bronzo dell’arringatore e uno dei giganti sardi di Mont’e Prama. 

In questo percorso di scoperta e confronto accompagnano il visitatore alcune opere straordinariamente rappresentative provenienti non solo dai principali musei italiani ma anche da importantissimi istituti della Grecia. Molte delle opere in mostra sono presentate al pubblico per la prima volta: nuove scoperte, come il carro da parata di Civita Giuliana e la statua di Ercole del Parco Archeologico dell’Appia Antica, nuove acquisizioni, come la Tabula Chigi del Museo Nazionale Romano, e soprattutto numerosi capolavori solitamente conservati nei depositi dei musei dell’Italia e della Grecia, come la statua di Santorini. Dal mito si passa alle rappresentazioni antiche dello spazio e del tempo, che prendono la forma di divinità, di personificazioni e di entità astratte che hanno dato origine alle nostre categorie spaziali e temporali. 

Questa mostra rappresenta così un’ulteriore opportunità per il progetto Depositi (Ri)scoperti, ideato e promosso dal Museo Nazionale Romano, permettendo non solo di proseguire l’iniziativa, ma anche di incrementarla con la realizzazione di nuove tappe espositive negli istituti della Direzione Regionale Musei Lazio a Nemi e a Sperlonga. Un vero e proprio museo nel museo perché i magazzini del Museo Nazionale Romano custodiscono un ricchissimo patrimonio di sculture, mosaici, affreschi, reperti in terracotta, marmo e bronzi.

L’eternità dell’antichità ultima modifica: 2023-04-24T11:57:36+02:00 da LUNA MOLTEDO
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento