L’ombra lunga di Alba dorata sul voto greco

DIMITRI DELIOLANES
Condividi
PDF

[ATENE]

L’ombra di Alba Dorata pesa minacciosamente sopra le elezioni politiche del 21 maggio. Quello che rimane del gruppo nazista, condannato e disciolto come “organizzazione criminale”, dà battaglia per essere presente nelle urne, anche se con un altro nome e un altro gruppo dirigente. L’ha annunciato circa un mese fa Elias Kassidiaris, ex delfino del fuhrer Michaloliakos, ora capo dal carcere di una nuova formazione nazista denominata “Greci per la Patria” [nell’immagine di copertina]. Agli inizi dell’anno il parlamento aveva approvato una legge che non permette il voto a formazioni politiche con la leadership in galera. Un ostacolo che i nazisti hanno superato con grande disinvoltura. Il nuovo leader dei “Greci per la Patria”, almeno sulla carta, è un certo Tasos Kanellopoulos, un pensionato ex magistrato dell’Areo Pago (la Cassazione greca), il quale ha dichiarato festosamente di condividere in tutto le idee hitleriane di Kassidiaris.

La svolta ha messo in allarme il partito di Mitsotakis. Secondo i sondaggi (in Grecia poco attendibili) sono più del quattro per cento gli elettori di Nuova Democrazia pronti ad abbandonare il premier Kyriakos Mitsotakis per spostarsi verso formazioni fasciste e naziste. Dal momento che la differenza di consensi tra la destra al governo e Syriza si aggira attorno al quattro per cento, Mitsotakis si è dato da fare per sbarrare la strada agli eredi di Alba Dorata. Con attenzione però. Al suo governo ci sono almeno tre ministri di provenienza nazionalsocialista o comunque di estrema destra e Nuova Democrazia aspira non solo a conservare ma anche a raccogliere l’elettorato nazista rimasto disperso.

Kyriakos Mitsotakis

Per non deludere questi elettori e i ministri estremisti, la soluzione migliore era scaricare questa patata bollente al tribunale supremo, l’Areo Pago. Ecco quindi che una settimana fa il ministro alla presidenza del Consiglio Giorgos Gherapetritis invita il vice presidente dell’Areo Pago Christos Tzanerikos a un caffè ateniese. Nell’incontro riservato gli propone di sollevare il governo da questa responsabilità e far legiferare la corte suprema, in modo da proibire “leader di comodo” al partito nazista. Tzanetakos, al primo incontro, si è limitato a un cortese rifiuto. Ma al secondo incontro, quando un esponente del governo rimasto ignoto gli ha promesso in cambio del “favore” la presidenza di un ente pubblico, l’alto magistrato è andato su tutte le furie. Ha subito presentato le sue dimissioni e ha denunciato pubblicamente il tentativo di corruzione.

Christos Tzanerikos

Panico al governo, che sfortunatamente è incappato nell’unico forse magistrato onesto e rispettoso delle istituzioni di tutta la Grecia. Così, la settimana scorsa Mitsotakis ha dovuto presentare in parlamento la sua legge. Il governo non ha voluto accogliere la proposta della sinistra di vietare i partiti fascisti e nazisti. Così ha proibito ai “Greci per la Patria” di partecipare alle elezioni in base al fatto che il leader è “di facciata”.

In assenza del premier, l’arduo compito di difendere in aula la legge è stato assunto dal ministro dell’Interno Makis Voridis, leader squadrista all’università e, dopo la laurea, fondatore e capo di un partito filo colonnelliano. Voridis ha avuto così il difficile compito di accusare l’opposizione di sinistra di “fare l’occhietto” ai nazisti, provocando sonore risate in ogni angolo del paese.

La parte più interessante del dibattito parlamentare riguardava le attività di Kassidiaris dal carcere “di massima sicurezza” di Domokos. Dove dispone, come si è scoperto, di cellulari e connessioni Internet a volontà e organizza a distanza congressi del suo partito, invia video con comizi e istruzioni ai seguaci, rimanendo del tutto indisturbato. Mitsotakis fin dai primi giorni del suo governo ha sottoposto le carceri al ministero dell’ordine pubblico, diretto da un ex dirigente comunista che si è distinto per aver alimentato  la brutalità poliziesca e la diffusa corruzione. Ora si scopre che favorisce pure i nazisti incarcerati.

Ecco quindi la minacciosa ombra di Alba Dorata che sotto il regno di Mitsotakis ritorna d’attualità, pronta a tornare in Parlamento. È vero che la soluzione del leader occasionale non può più funzionare ma il buon nazista Kanellopoulos conosce a fondo i trucchi legali e i partiti fascisti rimangono del tutto tollerati dal codice. La porta del parlamento rimane quindi aperta.              

L’ombra lunga di Alba dorata sul voto greco ultima modifica: 2023-04-26T23:59:49+02:00 da DIMITRI DELIOLANES
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento