Una cover story senza storia

Dov’è la notizia? Dov’è lo scandalo? Che Elly Schlein è andata su Vogue, come si usa dire, dove vorrebbero andare tutti? Che si preoccupa minimamente di come si veste in un’epoca che presta così tanta attenzione ai fatti estetici (nessuno ha mai commentato come si vestiva Tina Anselmi), ma non va da Armani che le risolva tutti i problemi?
ADRIANA VIGNERI
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Di prima mattina ascolto d’abitudine le radio, Radio Radicale e Rai3, che hanno delle ottime rassegne stampa. Poi leggo anche qualche giornale, ma soltanto su temi che mi interessano. Così dell’immagine di Elly Schlein sulla copertina di Vogue ho saputo soltanto dalla lettura radiofonica dei giornali. E così pure della sua assistente di immagine, non avevo capito se una consulente per gli acquisti dei suoi vestiti (personal  shopper), o soltanto una consulente per i colori (armocromista). Dai resoconti uditi mi aspettavo una foto glamour del viso della nuova segretaria del Pd. E mi chiedevo se fosse opportuna un’immagine di questo tipo per una persona seria che ha un’impegnativa carica politica.

Poi ho visto la copertina di Vogue. Sulla copertina c’è Elly, al naturale, così come siamo abituati a vederla, con addosso un trench grigino-celestino, che sarà anche di taglio sartoriale ma a me è parso molto maschile. Niente di che. Anzi, Toscani ha detto che le foto sono brutte. Ma sarà una ripicca professionale. La Elly di sempre, con la sua aria schietta e simpatica, niente a vedere con le immagini di donne immagine (per non dire di donne oggetto) che il nome Vogue ci evoca.

E ho letto l’intervista, tutta sui temi politici che Elly affronta quotidianamente. È vero che le chiedono anche che cosa pensa del power dressing, lei non sa cos’è e non risponde ma dice che ha una consulente, un’armocromista (stiamo imparando parole nuove e nuovi mestieri), su come vestirsi, lei non ne capisce e non ha tempo. Quanto le costi non l’ha detto – ma le hanno fatto ugualmente i conti in tasca. L’armocromista da parte sua ha detto – da professionista quale è – a quanto ammontano le sue tariffe.

Copertine di Vogue, USA, con le icone della sinistra americana

Dov’è la notizia? Dov’è lo scandalo? Che è andata su Vogue, come si usa dire, dove vorrebbero andare tutti? Che si preoccupa minimamente di come si veste in un’epoca che presta così tanta attenzione ai fatti estetici (nessuno ha mai commentato come si vestiva Tina Anselmi), ma non va da Armani che le risolva tutti i problemi? Quanto costano gli abiti di Armani, che giusto pensavo di comprarmene uno?

A tutti piacerebbe comparire sulla copertina di Vogue, anche agli uomini (pensate se vi fosse comparso Calenda, ma poverino non ce n’era motivo). Vogue non è Playboy. La verità è che lei, Elly, non è nata in provincia di Treviso e non è provinciale, piace ai nostri giovani perché è come loro. Vuole essere libera.

La base del Pd è tradizionalista? Può essere, ma alla base del Pd Elly Schlein piace così com’è, come si presenta. E sulla famosa copertina Elly compare esattamente come è.

Che poi da quella copertina, da quel trench celestino si deduca l’una o l’altra linea della sua segreteria (gli elettori delle ZTL? Anzi no, delle zone pedonali!) è pura aggressione politica, c’è chi è infastidito dal recupero di voti cui assistiamo. È un’apertura di credito, lo sappiamo, l’aspetta un duro lavoro.

Una cover story senza storia ultima modifica: 2023-04-30T00:17:00+02:00 da ADRIANA VIGNERI
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