Silvio e The Donald, due gocce d’acqua molto diverse

GUIDO MOLTEDO
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Un archetipo. Un role model. Silvio Berlusconi modello per il thailandese Thaksin Shinawatra, l’argentino Mauricio Macri, il francese Bernard Tapie, l’americano Donald Trump. E per il lagunare Luigi Brugnaro. Imprenditori, miliardari, uomini dell’industria dello spettacolo diventati capi politici. Se agli esordi si vantava di essere uno che aveva lavorato nella sua vita, diversamente dai politici “di professione”, il Cavaliere, in realtà, non era né si sentiva un personaggio di rottura con la politica. Diceva di esserlo, ma non lo era. Era stato a lungo un politico prestato agli affari che da lì sarebbe passato alla politica a tempo pieno. Per restarci. Mantenendo intatto il legame con gli affari. Ed è stato per questo sulla scena per quasi tre decenni. Non una traiettoria effimera, la sua, come quella dei suoi emuli. A parte Trump. Che infatti, come Berlusconi, si è sempre mosso in un territorio ambiguo e senza confini visibili tra affari e politica, grande finanziatore di esponenti di spicco del Partito democratico – gli stessi Clinton – e molto dentro le dinamiche della politica, specie newyorkese.

I due sono per tantissimi aspetti due gocce d’acqua. Su di loro potrebbe essere scritto un capitolo moderno delle Vite parallele. Eppure il Berlusconi originale respingeva seccamente ogni accostamento alla sua imitazione americana. Il “Berlusconi di New York” non piaceva a Silvio, che non sentiva alcun feeling nei suoi confronti e tifava per Hillary, non per il suo clone. In un certo senso, però, considerava “suo” il successo di Trump. Un risarcimento. Se solo si pensa al rimbalzo oltre Atlantico delle sue vicende libertine e giudiziario-sessuali, al rimbombo planetario del bunga bunga, alle prese in giro, ai sorrisetti sarcastici nei suoi confronti di capi di stato e di governo. Ma poi l’America avrebbe finito per scegliere un Berlusconi alla sua guida. Sì, per Silvio il successo di The Donald è stato anche una sorta di risarcimento di una narrativa per lui distruttiva.

Senza dimenticare, il Cavaliere, gli attacchi di bassa lega di Trump e dei suoi accoliti contro “i miei amici Bill e Hillary”, le insinuazioni continue sull’affaire Lewinski. Sentiva l’eco di qualcosa di molto “personale” in quegli attacchi che entravano nell’intimità della vita degli altri. Gli ricordava, questa campagna, quella che lo aveva travolto e che non l’avrebbe mai mollato.

Il palazzinaro di Arcore non vedeva sé stesso specchiandosi nel suo omologo di Manhattan. Non si ritrovava nella sua misoginia volgare e ostentata, il tratto prevalente del repubblicano, del suo linguaggio, del suo stile, del modo di essere macho, del suo essere fascistoide (e infatti Trump piace a Salvini, osservavano gli amici di Berlusconi). Sì, il pluriprocessato per reati a sfondo sessuale, quello delle battute tipo “dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze” per contrastare gli stupri in aumento e “meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay”, si considerava un affascinate latin lover che seduce le donne e che non si permetterebbe mai di insultarle (naturalmente dimenticando battute come “la signora Bindi è più bella che intelligente”). Si sentiva l’opposto del rude cowboy di New York che si vanta pure dei suoi abusi sessuali.

Dunque, Silvio e The Donald avevano molto in comune ed erano molto diversi tra loro. Entrambi non erano, e se ne vantavano, professionisti della politica per diventarlo a tempo pieno, mantenendo abilmente un rapporto permanente con l’attività imprenditoriale. Entrambi hanno incrociato tempi di antipolitica, cavalcandola, rivolgendosi direttamente alla gente. Per diventare un pezzo eminente dell’establishment. Entrambi hanno costruito una relazione speciale, personale con Putin.

Ma, a confermare la reciproca diffidenza, i due non hanno mai avuto modo né fatto in modo d’incontrarsi, né si ricordano commenti pubblici dell’uno sull’altro.

Immagine di copertina: Silvio Berlusconi in un ritratto di George W. Bush

Silvio e The Donald, due gocce d’acqua molto diverse ultima modifica: 2023-06-12T17:13:13+02:00 da GUIDO MOLTEDO
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