Hey Jude

Bellingham, il fuoriclasse che farà ancora più grande il Real Madrid
ROBERTO BERTONI BERNARDI
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Ha vent’anni ma sembra già un veterano. È partito da Birmingham, per poi approdare in quel magnifico vivaio che è il Borussia Dortmund, fino a quando mezza Europa non si è accorta del suo talento cristallino e il Real Madrid ha avuto la meglio, versando nelle casse del club della Vestfalia la bellezza di centotré milioni di euro più bonus. Giovedì 29, dunque, Jude Bellingham festeggerà un compleanno speciale, alla vigilia di una stagione che lo vedrà protagonista nella compagine più gloriosa e titolata al mondo, per giunta con indosso la maglia numero 5 che, a suo tempo, fu di un certo Zidane. Altri si sarebbero spaventati per un simile accostamento, lui no.

Se c’è un aspetto che rende il centrocampista inglese un portento è, infatti, proprio questa sua sfrontatezza, che gli permette di essere sempre nel vivo del gioco, di affrontare ogni avversario a viso aperto, di sfidare costantemente il destino senza aver paura e di non sembrare mai né arrogante né presuntuoso. Del resto, siamo al cospetto di un potenziale fenomeno, di un ragazzo che dovrà fare i conti con una concorrenza che ha segnato la storia non solo del Real Madrid ma del calcio contemporaneo: campioni come Kroos e Modrić, per intenderci, artefici di un decennio che ha portato nella già nutrita bacheca della Casa Blanca la bellezza di cinque Champions League e altrettante Supercoppe europee e Mondiali per club, oltre a non pochi trofei in ambito nazionale. Senza contare la presenza di altri giovani dal sicuro avvenire: Camavinga, Tchouameni, Dani Ceballos e Valverde, che devono reinventarsi in altri ruoli o accomodarsi, talvolta, in panchina, solo perché stiamo parlando di una compagine che può permettersi di annoverare tutto questo ben di Dio che, naturalmente, altrove sarebbe titolare fisso.

A Bellingham, tuttavia, non bisogna insegnare cosa sia il Real Madrid: se i dirigenti lo hanno scelto, è perché sanno che non avrà problemi di adattamento, se non la fisiologica necessità di prendere le misure in un contesto che non ha eguali. L’aspetto sorprendente di questo ragazzo è che non sbaglia un colpo: in campo e nella vita. Sa sempre come comportarsi, quali parole utilizzare, dove disporsi sul terreno di gioco e come muoversi in base alle esigenze della squadra. Non a caso, è già una colonna della Nazionale inglese, con la quale ha disputato da protagonista i recenti Mondiali in Qatar, in un centrocampo che non ha poi molto da invidiare a quello delle merengues. Insomma, abbiamo a che fare con un ventenne che, per maturità ed eleganza, sembra avere dieci anni in più, oltretutto dotato di una personalità straripante e di una propensione a superare ogni ostacolo senza lasciarsi impressionare.

Certo, di fronte alle quattordici coppe dalle grandi orecchie che campeggiano in bella mostra nella sala trofei del Madrid, anche lui è rimasto a bocca aperta, quasi in soggezione. Ma se le cerimonie di presentazione dei nuovi arrivati si svolgono proprio lì ci sarà un motivo, e la ragione è il desiderio madridista di ribadire ogni volta la propria grandezza, la propria superiorità e la propria volontà di spingersi oltre. Appena arrivato, pertanto, Bellingham ha capito di non essere stato ingaggiato per ammirare le coppe già conquistate ma per conquistarne di nuove, e questo è il suo preciso intento.

L’ambizione non gli manca, l’impegno neppure e meno che mai la capacità di fare gruppo. Ha davanti a sé una carriera che potrebbe rivelarsi straordinaria, a patto che rimanga com’è, senza montarsi la testa, allenandosi con umiltà e portando in campo la sua classe indiscutibile. Diciamo che a Madrid sono stati, ancora una volta, lungimiranti, disegnando una compagine giovane e tendenzialmente fortissima, destinata ad arricchire una bacheca già mostruosa e a egemonizzare anche il prossimo decennio. Il che dimostra che non si può mettere sullo stesso piano chi ha solo tanti soldi da investire e chi, invece, ha alle spalle una storia, una tradizione e dei valori che fanno la differenza. Nei momenti decisivi e nella scelta dei giocatori migliori, i quali sanno distinguere fra la vera nobiltà e l’arroganza dei parvenu.

Hey Jude ultima modifica: 2023-06-27T17:44:00+02:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI
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