Prosecco de Santiago

CARLO NIZZERO
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Quando il presidente Zaia ebbe la geniale idea di inaugurare, presenti i potenti della Repubblica, il passante autostradale col Prosecco anziché con lo Champagne, plaudimmo al risparmio di denaro pubblico (il denaro dei contribuenti in una accezione ristretta, ma significativa) e soprattutto a un atteggiamento da interpretare come superamento della secolare reverenza veneta riservata al “sior paròn” della terra e ai “foresti distinti”. 

Da alcuni decenni il Veneto non è più quello degli stereotipi del cinema a vocazione romanocentrica, né tanto meno quello degli emigranti più o meno bene accolti all’estero. Fino a qualche generazione fa, il Veneto era noto alle masse distratte e “foreste” soprattutto per l’esportazione di “servette” a Milano (le più fortunate, in Svizzera) e di manovali, di cui molti morirono nella miniera di carbone di Marcinelle (Belgio, 1956). I contadini che erano capaci di prodursi quasi tutto, poiché non potevano comprarsi quasi nulla, sono diventati abili operai e anche vivaci imprenditori, talvolta ricchi; hanno vissuto una traiettoria evolutiva che li ha portati da produttori locali di maglieria, calzatura, occhialeria, arredamento fino a livelli di eccellenza mondiale, e dalla meccanica di base alla componentistica meccanica sempre più pregiata (Mercedes, BMW…), ai software e sistemi di controllo computerizzato per tanti campi di applicazione tra cui la mobilità elettrica, la componentistica per l’industria spaziale e nucleare (francese), le biotecnologie, stabilendo progressivamente connessioni con l’attività di ricerca di prestigiose Università venete e non.

Sono esempi limitati al mondo produttivo, tecnologico e del lavoro; potranno altri meglio narrare le storie di luci e ombre di tanti settori dell’umano sviluppo del Veneto.

Il tracciato del Prosecco

Il sito Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, censito da UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, si trova in una zona collinare a fortissima vocazione enologica della provincia di Treviso, con incantevoli paesaggi. Ben venga quindi il nuovo Cammino delle colline del Prosecco, compatibilmente con gambe e fiato, nel desiderio di (ri)percorrerne tratti nella bellezza mutevole del Soligo e delle sue ramificazioni. Molto apprezzabile il progetto che prevede, oltre a integrazioni con GPS e media (per chi gradisce), la ricca guida di Giovanni Carraro dal titolo Alla scoperta delle Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Ottima l’idea di non dotarlo di cestini per i rifiuti, a seguito della lapidaria formula di Zaia “la propria spazzatura si porta a casa”, richiamo virtuoso alla responsabilità personale, concetto e pratica oggi desueti.

Sarà essenziale, dopo gli inizi festosi, che le strutture associate al Cammino siano ben dotate in partenza e poi monitorate affinché rispettino ciò che un turismo civile e moderno esige, nel loro stesso interesse e anche del nostro buon nome di… Veneti così spesso nominati nella propaganda regionale. Le fonti del successo, per i turisti e per noialtri, saranno i comportamenti delle persone dei titolari e dei collaboratori, lo stato dei servizi, l’equilibrio di qualità-prezzo delle funzioni ricettive, di ristoro, di servizio. 

Il nostro presidente Luca Zaia, in buona fede come quasi sempre, ha glorificato (giornali locali del 9 luglio) la meritoria e bella iniziativa come “il nostro Santiago”. Dimentica (forse) che in fondo al Camino de Santiago ci sono una meta, un’idea, una storia. Il Veneto di Zaia è invece un pieno che è anche un vuoto: gli schei e la roba di chi li ha, il quieto vivere e i piccoli vantaggi e i piccoli abusi di altri, l’emigrazione annuale – nonostante i progressi di cui si è detto – di varie migliaia di giovani molto qualificati verso confinanti regioni italiane più motivanti o verso l’Europa e oltre. Ci sono anche tante altre forze civili, economiche, culturali, perfino politiche, vive e vitali o quiete o dormienti o nascoste o timide. 

Ci sono buone ragioni per costruire e coltivare senza vanità, ma con serena coscienza, una identità veneta all’interno di un solido disegno nazionale ed europeo, che non si esaurisca nella ripetizione un po’ stucchevole di “parole identitarie”; è necessario trarre dal progresso reale e dai connessi errori dei decenni passati un incitamento a costruire un nuovo e migliore assetto del sistema veneto. 

Auguriamoci che il progetto e la sua attuazione, estesamente pubblicizzati, portino finalmente la Regione Veneto a bloccare il micidiale disboscamento che avanza verso le cime delle “Colline UNESCO” (sic) per far posto ad arditi vigneti in quota, il quale da tempo induce frane e deturpa la splendida vista; l’attesa alta frequentazione turistica dovrà portare anche a ulteriori radicali miglioramenti nella tipologia di antiparassitari impiegati per le viti e nella riduzione delle dosi applicate.

In Cammino, dunque! 

PS. Da Veneto dotato di iniziativa, mi sono affrettato a registrare il marchio “Prosecco de Santiago”.

Prosecco de Santiago ultima modifica: 2023-07-10T12:38:17+02:00 da CARLO NIZZERO
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1 commento

Tiziano Gomiero 24 Luglio 2023 a 12:59 Reply

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