L’importanza di Actv per i veneziani…

…. e la mancanza di una vera prospettiva, per chi ci lavora e per chi ne utilizza i servizi.
MARIO BASSINI
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Actv (Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano) è quella che i veneziani chiamano da sempre e non a caso “l’azienda”: svolge infatti un ruolo cruciale per ogni cittadino e ne influenza la quotidianità in maniera molto rilevante. Meriterebbe un rispetto e una valorizzazione di assoluto rilievo nelle prospettive della città. Ragionamento valido per le migliaia di persone cui offre un lavoro e per le decine di migliaia cui offre un servizio indispensabile, soprattutto per quanto attiene la navigazione.

Negli ultimi giorni se n’è parlato nelle nostre pagine. Avendo personalmente avuto l’onore e la fortuna di occuparmi di “risorse umane” (HR) in Actv per dodici anni, normale che la mia attenzione ne sia stata attratta: sono stato responsabile della direzione del personale per tutto quel lungo periodo e vedere in quali condizioni versa oggi la gestione del “capitale umano” di cui è detentrice, e non solo quella, da un lato mi demoralizza, dall’altro mi irrita profondamente.

In virtù della lunga militanza e grazie anche all’interesse che ho mantenuto per la mia vecchia “maglietta”, mi prendo il rischio della presunzione di poterne parlare con un minimo di cognizione di causa.

In Actv è ormai da tempo del tutto assente un progetto di gestione e di valorizzazione delle persone e delle loro competenze: anzi, si lavora per affermare il contrario e far scendere ai minimi storici il valore di questo capitale.L’obiettivo sembra essere quello di poterne conseguentemente svalutare il costo, non comprendendo che questa logica illogica e autolesionista finisce per danneggiare il valore intangibile che competenze e servizio possono offrire anche a livello di conto economico, quindi tangibilissimo.

La modalità di conduzione della vicenda dell’azzeramento dei contratti integrativi, ne rappresenta l’emblema ma è solo la punta dell’iceberg. Il fattore umano è ridotto a puro dato economico quantitativo, da gestire al più basso livello possibile. La modalità arrogante e unilaterale con il quale la vicenda è stata impostata e condotta, ne è la conferma: e infatti la questione rimane irrisolta dopo ormai tre anni di trattative inutili perché sostanzialmente fasulle.

Ad aggravare la situazione, da quasi due anni non c’è più un responsabile della direzione HR: chi la occupava precedentemente è stato allontanato da chi pure l’aveva scelto (dopo aver allontanato il sottoscritto a fine 2012, ndr). È stata quindi bandita una regolare selezione, che non ha prodotto risultato alcuno dopo mesi di lavoro, perché la persona prescelta ha rinunciato in dirittura d’arrivo e nessuno delle decine di candidati alternativi è risultato essere idoneo. La verità è che non c’è un progetto “vero” per le risorse umane di Actv e questo scoraggerebbe qualunque buon candidato dotato di senno. Tutto ciò, ha avuto e sta avendo un costo enorme ma nessuno se ne preoccupa, con buona pace tra l’altro di possibili ragionamenti in tema “sperpero di denaro pubblico”!

Questa deriva parte da molto lontano ed è assolutamente trasversale: pensata dalla giunta Cacciari, messa in opera da quella Orsoni, proseguirà e accentuata da quella Brugnaro. Conseguentemente viene da sorridere quando si sente affermare da chi oggi è all’opposizione (se così si può dire) che ha un “progetto nuovo per Actv”: forse conveniva pensarci prima, per esempio quando un degnissimo presidente come Valter Vanni consegnò le proprie dimissioni a Cacciari, proprio perché voleva con quel gesto prendere le distanze da un’impostazione che era stata valutata come del tutto inadeguata e tra l’altro non dovuta normativamente, nonostante quello che si sosteneva nelle stanze dell’amministrazione comunale. La creazione di Avm (Azienda Veneziana della Mobilità) e il conferimento alla stessa della partecipazione in Actv ne ha svuotato il ruolo e la piccola ma importante autonomia e proattività faticosamente costruite dopo la trasformazione in Spa: l’obiettivo era palesemente quello di renderla suddita obbediente della volontà politica comunale. Ci siamo riusciti.

Chi oggi “governa” Avm e Actv (e occupa anche la poltrona di direttore HR, ad interim, il che la dice lunga sull’alta considerazione del ruolo e della funzione che è chiamato a svolgere) è perfettamente in linea con questa trasversalità politica: scelto da Orsoni, è stato confermato e riconfermato da Brugnaro, situazione che si commenta da sola.

Tornando un po’ indietro nel tempo – anche se non sarebbe buona norma citare se stessi – ricordo di aver avuto la fortuna di parlare con qualche protagonista di quello che è stato e di fissare alcuni contributi in un ormai vecchio libro (Persone e cambiamento nel trasporto pubblico locale. Il caso Actv, 2004, Marsilio Editore), che a quasi vent’anni di distanza potrebbe ancora essere utilizzato per cercare “nuove” risposte alla situazione attuale: 

– un ruolo veramente centrale di Actv nella mobilità veneziana, 

– il recupero di spazi e “corsie preferenziali”, migliorando servizi, copertura e tempi di percorrenza

– un’attenzione alla qualità del servizio, che parta dalla qualità delle persone selezionate, valorizzate, formate e promosse, nonchè adeguatamente retribuite anche con strumenti di incentivazione sul merito

– una scuola interna all’azienda, focalizzata sui principali mestieri di Actv, che sfugga alla logica dellecorporazioni e delle tante (troppe) associazioni di categoria (per non parlare delle logiche di scambio e promozione di perimetro sindacale, pure potentissime se lasciate libere di agire).

Per fare questo servirebbero un minimo di autonomia e autorevolezza, evitando continue ingerenze e delegittimazioni, accettando di contro la sfida di essere misurati sulla base dei risultati concreti, non solo quantitativi. Purtroppo non mi sembra di vedere all’orizzonte qualcuno veramente interessato a un simile progetto, di cui peraltro ci sarebbe enorme bisogno e che molte delle donne e degli uomini che si arrabattano quotidianamente in quello che sembra sempre più un carrozzone rassegnato, meriterebbero di avere. Se invece così non fosse, allora si potrebbe seriamente iniziare a parlarne: servono però… persone serie!

Nelle immagini che illustrano l’articolo la creazione di Fabio Biesso, selezionata tra oltre un migliaio di quelle presentate al concorso internazionale della Lego: la riproduzione nei mattoncini colorati di un vaporetto.

L’importanza di Actv per i veneziani… ultima modifica: 2023-07-17T17:14:50+02:00 da MARIO BASSINI
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8 commenti

Michele 18 Luglio 2023 a 10:07

Tante belle parole dall’autore, che purtroppo non cancellano quello che lui è stato, ossia il primo deumanizzatore di Actv, supino alla strapotenza sindacale, e supremo portavoce del “Io so io, e voi no siete un c***o”.
Nulla veniva investito nel personale fino al 2012, e nulla viene investito oggi, seguendo il filone ben preciso della etichettatura del dipendente, che smette di essere un essere umano ma diventa numero di matricola di Fantozziana ma mai così vera memoria.

Reply
Leonardo 18 Luglio 2023 a 12:58

Convengo con quanto scritto.
ACTV non è più dei Veneziani anzi sono non graditi
La città è allo sbando oVertourism in primis ,moto ondoso,controllo del territorio,
manutenzione della città.
Quanto durerà? Dove finiscono gli enormi incassi della tassa di soggiorno
La città viene usata come immagine non come bene da preservare
Non continuo ma …… la lista sarebbe lunghissima
Grazie all’amministrazione!!

Reply
Piero Fontana 18 Luglio 2023 a 14:52

Quando in Actv si faceva formazione del personale anche con mezzi non convenzionali. Un esperimento serio anche con il sorriso sulle labbra…
https://youtu.be/_ctniKYjOmk

Reply
Matteo Tiraoro 18 Luglio 2023 a 15:01

A tal proposito riporto un Comunicato SGB (Sindacato Generale di Base) che rispondeva alle solite dichiarazioni fuori luogo dell’assessore Zuin:

L’assessore Zuin continua a vivere su un altro pianeta. In parte lo capiamo perché deve
difendere l’ormai famoso Piano Economico Finanziario che insieme ai sui collaboratori del
comune e all’azienda hanno formulato per mantenere il servizio del TPL “in house”.
Un piano, per noi, del tutto fuori contesto e del tutto poco credibile in quanto dichiara, per
esempio, che, per tornare ai flussi di “utenza turisti” e per tornare ai livelli dei flussi di
“utenza residenti” pre-pandemia dovremo attendere il 2032. La realtà sul campo, come
sempre in questi mesi, smentisce queste simulazioni, smentisce le sue dichiarazioni, ed è
sotto gli occhi di tutti che la situazione dei trasporti e dei collegamenti in città non regge.
Ma l’assessore sembra abitare in un altro posto, evidentemente perché per spostarsi non
usufruisce puntualmente dei mezzi pubblici. Invitiamo anche lui, oltre al direttore
dell’azienda, qualche mattina a salire nella linea 4L o sulla linea 6 (per citarne solo un
paio) che portano a Venezia, oppure a imbarcarsi a qualsiasi ora del giorno su qualche
linea della navigazione cercando di sopravvivere all’esperienza.
La logica dei numeri e degli incassi lo porta a commettere un grave errore e cioè a quello
di sentirsi in diritto di decidere come devono viaggiare i cittadini e i turisti nei mezzi di
trasporto PUBBLICO Locale a Venezia.
Continua a paragonare gli incassi odierni con quelli del 2019 che fu un anno record per
l’azienda e si inseriva in contesti in cui a fine bilancio avanzavano 30 milioni di euro da
“regalare” al comune, senza dimenticare che, nel frattempo, diverse biglietterie sono
state chiuse.
Continua a farneticare sul “Bosco dello sport” e sul contributo d’accesso come se queste
fossero le sue uniche preoccupazioni. D’altronde, in parte lo capiamo anche qui dato che,
in più occasioni, era presente agli incontri a cercare una risoluzione alla vertenza aperta in
azienda e sentiva il Direttore dichiarare che: del servizio, della qualità del servizio, della
quantità del servizio, non gliene frega nulla. Hanno dichiarato più volte che: la priorità è la
salvaguardia della finanza pubblica e dei piani economici.
Piani economici che hanno studiato a tavolino per assassinare il TPL.
Piani che come primo obbiettivo hanno quello di peggiorare sia la qualità della vita dei
lavoratori riducendo fortemente il personale e contemporaneamente peggiorare la qualità
del servizio.
Piani economici che non guardano in faccia alla realtà e girano la testa dall’altra parte di
fronte ai cittadini ed ai lavoratori trattati come bestie.
Non dimentichiamo per esempio che ormai l’autista e il pilota della navigazione insieme al
suo marinaio o al suo equipaggio (nelle unità più grandi), sono impiegati su linee e turni
che ormai troppe volte non danno nemmeno la possibilità di liberarsi dei propri bisogni
fisiologici. Considerando che sono anche sempre più presenti le donne in cui il problema
diventa ancora più di primo piano la situazione diventa sempre più vergognosa. Forzare le
percorrenze e ridurre il numero dei conducenti e gli equipaggi a condizioni inumane di
lavoro mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri.
Costringere cittadini e turisti a viaggiare in condizioni pietose dimostra come questi signori
giochino al risparmio sulla pelle delle persone. Scaricando sempre la colpa sui costi e sui
lavoratori questa azienda e questa giunta comunale pensano di svincolarsi da
responsabilità imperdonabili che sono quelle che hanno portato alla situazione attuale.
Anni di mala-gestione e di inadeguatezza che ora stanno facendo pagare ai cittadini e ai
lavoratori.
Intanto esce l’ennesimo bando di concorso alla ricerca urgente di personale a
dimostrazione di come il peggioramento della vita in azienda sia diventato tale da
scoraggiare anche i più volenterosi a venire a lavorare nel settore.
Con il sovraffollamento della città storica legato ai mesi caldi ci aspettano nuovi mesi di
sofferenza e disagio. Ma a questi signori non interessa e non lo considerano un problema
o una priorità.
Questo “modus operandi” che dura ormai da troppo tempo, ha portato ad un cortocircuito
in cui si deve difendere l’indifendibile (vedi il Piano Economico Finanziario) anche a costo
di dichiarare cose che non esistono. La flessibilità e la produttività diventano i nuovi
mantra perché il fine è la costante ricerca di nuovi schiavi che vengano a mendicare uno
stipendio assolutamente inaccettabile per le condizioni proposte nei nuovi assetti
contrattuali.
Un recente studio identifica, ancora una volta, come le mansioni degli addetti al Trasporto
Pubblico siano tra le più usuranti e stressanti, per questo motivo paragonate al pari dei
piloti d’aereo o dei chirurghi…
Nonostante l’azienda fatichi a trovare personale si persevera sulla strada del
peggioramento delle condizioni nel nome dei piani economici.
I lavoratori (automobilistico/navigazione) chiedono solo di lavorare in condizioni umane e
di essere trattati da “persone”.
Consci della responsabilità che hanno alla conduzione dei mezzi e consci di aver sempre
fatto il loro dovere nonché la loro parte onestamente.
I cittadini chiedono a gran voce di viaggiare in modo dignitoso.
L’assessore di questo dovrebbe rendere conto, di questo dovrebbe preoccuparsi e di
questo dovrebbe mettere all’ordine del giorno la priorità. Magari togliendosi le bende dagli
occhi.
Venezia 23 giugno 2023

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Vincenzo lo mastro 18 Luglio 2023 a 15:02

Mario, hai ragionissimo!!! Hai colto nel segno lo sprofondare di questa azienda che era il fiore l’occhiello del nord e d’Italia qualche anno fa’ !!!?!? 😭😭😭

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Luca 18 Luglio 2023 a 20:18

Signor Bassini Mario sono un pilota Actv ed ho letto queste sue affermazioni in riguardo a questa e quella dirigenza in cui lei ha lavorato per noi essendo venuto da esterno e poi preso in organico da lei stesso. Questo per farle capire che conosco lei e chi c’è ora ma una sola cosa le devo dire :” Troppo facile andarsene senza lottare ” . So benissimo che la politica ti può tagliare fuori e che è più semplice accettare di andarsene con un lauto compenso e rivestendo altre cariche invece di essere eliminati politicamente , ma è anche troppo facile criticare chi è ora al comando . Detto ciò confermo che chi è al comando ora non ha nessun interesse a fare del bene a questa mia azienda come la chiama lei e che ha lasciato senza combattere . Spero solo che queste righe che ha scritto non siano solo parole ma che le tramuti in fatti per il bene di tutta la cittadinanza veneziana e di tutti i lavoratori Actv che stanno ancora lottando dopo tre anni con turni massacranti con riduzione dei riposi e soprattutto con un salario fermo da anni.

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MARIO STEFANI 19 Luglio 2023 a 9:05

In tutte le informative e le osservazioni non vedo nessun riferimento ai passeggeri trasportati come se l’azienda fosse un trasporto merci. Non c’è alcun rapporto personale operante/passeggeri. Nessuna considerazione al trattamento offerto nei mezzi della navigazione senza aria condizionata e d’inverno con riscaldamento precario eppure il turista paga tariffe che altre società si sognano. È certamente importante il benessere degli operatori ma se non si offrono servizi adeguati al costo sostenuto salta la baracca. Riflettiamoci e teniamo vivi i collegamenti con le isole per fare sopravvivere i pochi residenti che eroicamente abitano

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mario bassini 21 Luglio 2023 a 17:42

Il mio scopo era quello di suscitare un dibattito e noto con piacere che sembra perlomeno essere iniziato.
Siccome poi c’è qualcuno che si rivolge direttamente a me, credo sia giusto e doveroso un minimo di replica (anche a chi, e mi domando il motivo, non si firma per esteso nel suo commento…).
Aver evidenziato la situazione attuale di ACTV dal mio punto di vista, non significa affatto che fosse ineccepibile in passato, in particolare quando anch’io facevo parte di questa famiglia professionale: solamente, ho notato negli anni un decadimento e un deterioramento e sono convinto che questo dipenda anche e soprattutto dalle situazioni che ho brevemente descritto. Sarebbe semplicemente arrivato il momento di risolvere queste situazioni, ci sono fior di professionisti (umanizzatori e motivatori) in grado di farlo e altrettanti professionisti in grado di sceglierli appropriatamente, basta volerlo veramente e avere un progetto.
E’ chiaro, direi che è una logica conseguenza, che lo scadimento nella gestione complessiva dell’azienda e del presidio del capitale umano in particolare, porti con sé un decadimento del servizio: i veneziani (tra cui il sottoscritto) lo vedono tutti i giorni. Il mio focus era sulle persone di ACTV ma ben venga allargare il discorso alla qualità del servizio offerto. Per un’azienda di servizi, svolti tra l’altro a contatto diretto con il pubblico, il fattore umano è determinante, e in grado di fare la differenza, molto di più che in qualsiasi altra attività di tipo manifatturiero (con tutto il rispetto per chi ci lavora, sia chiaro!). Semplicemente impensabile che il servizio migliori se si fa troppo poco per valorizzare il fattore umano che ne rappresenta l’esplicitazione più evidente, mi sembra ovvio.
Il contratto di un dirigente prevede la facoltà per il datore di lavoro di licenziarlo se ritiene non sia più confacente al ruolo, anche senza un giustificato motivo (ovviamente, in questo caso, è previsto un importo a compensazione della perdita del posto di lavoro): quando scegli di intraprendere una carriera dirigenziale, ti assumi questo rischio consapevolmente. E quando ti viene consegnata una lettera di licenziamento, sei fuori e basta, c’è poco da lottare (a parte la lotta per la sopravvivenza, credo comprensibilmente) ed è tutto assolutamente normale.
Da veneziano spero anch’io che questo genere di scambi, e questa finestra che Ytali mette a disposizione, possano servire a scrivere una pagina nuova per la città: al momento l’unica possibilità che abbiamo è farci sentire, sicuramente anche con opinioni e posizioni divergenti ma con l’energia di una comunità che non si rassegna e non si arrende, anche di fronte al totale silenzio da parte di chi ACTV oggi rappresenta. Grazie!

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