Berlino, Camerun

GERD CONRADT
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[BERLINO]

Quando andavo a scuola, a Erfurt, nella Rdt, nel 1953, passavo tutte le mattine davanti a un panificio. C’era qualcosa di magico nel profumo che emanava dai prodotti appena sfornati. Ogni volta mi fermavo e guardavo quanto era in mostra in vetrina: striscioni appesi che esaltavano l’amicizia eterna con la gloriosa Unione Sovietica, il lavoro, la lotta per la pace. Accanto c’era la foto di una commessa del negozio. Aveva avuto il riconoscimento di attivista esemplare per il lavoro socialista. Sotto la foto c’era scritto: Lavora con noi, pianifica con noi, governa con noi! Una volta entrai nel negozio e comprai un Kameruner per cinque pfennig, un dolce di pasta frolla. Una frittella ripiena di marmellata di prugne sarebbe costata dieci centesimi. Mi misi a sedere sui gradini del duomo godendomi la magia di questa prelibatezza.

Due volte alla settimana – indossavo una sciarpa blu – raccoglievo materiali scartati col collettivo dei pionieri: carta, vetro, metallo. I nostri tesori erano poi pesati a scuola e ogni mese il peso veniva pubblicato su un giornale murale. I più diligenti erano premiati, per lo più con biglietti per eventi sportivi o culturali socialisti. I migliori dell’anno erano invitati a visitare un campo di pionieri. Una volta mi trovai a essere uno di loro.  Così, nel campo dei pionieri Thomas Müntzer, a Rathsfeld am Kyffhäuser, conobbi dei bambini provenienti dall’Africa.

Erano alloggiati nella parte internazionale del campeggio. La nostra routine quotidiana era scandita da un programma fisso, dall’appello mattutino con l’alzabandiera dei pionieri – poi sport, gruppi di lavoro, escursioni, valutazioni giornaliere – all’ammainabandiera. Nel raro tempo libero passavo vicino al campo internazionale, ero meravigliato dalle bandiere che sventolavano lì, dagli abbigliamenti diversi, e ascoltavo lingue straniere.

Il duomo di Erfurt

Thomas Müntzer era un nome che mi aveva fatto una profonda impressione. Divenne il mio eroe! Era lui che, nel maggio 1525, guidava i contadini ribelli nella lotta contro i nobili latifondisti. Lui e i suoi compagni furono sconfitti. Thomas Müntzer fu catturato e successivamente decapitato. Lo scontro aveva avuto luogo proprio sul terreno dove si trovava il nostro accampamento. Nei nostri giochi campestri nella foresta, ci sentivamo vicini ai contadini ribelli. Perché noi giovani pionieri combattevamo contro i “guerrafondai d’America”. Erano loro, adesso, i cattivi.

Thomas Müntzer

C’erano diversi spazi dove si potevano lanciare palloni o sparare con fucili ad aria compressa alle sagome del presidente degli Stati Uniti, ma anche ad Adenauer, il cancelliere della Repubblica Federale. Quando la sera ci sedevamo intorno al fuoco, cantavamo canzoni di battaglia socialiste. Vedevamo aeroplani nel cielo. Ci era detto che gli scarafaggi della patata del Colorado venivano lanciati da questi aerei americani, col proposito di distruggere il nostro raccolto di patate. Certo, il giorno dopo eravamo ancora più ansiosi di raccogliere questi parassiti dalle strisce gialle-nere e dalla testa rossa, nemici del socialismo.

Venivano organizzati incontri tra la nostra parte e quella internazionale del campo, ad esempio allo scopo di creare amicizie di corrispondenza epistolare. Mi sarebbe piaciuto fare amicizia con un ragazzo africano, ma ero troppo timido per farlo. Non sapevo nemmeno se i miei genitori l’avrebbero permesso. L’Africa non solo era lontana, ma anche così sconosciuta che – oggi direi – sarebbe stata un obiettivo troppo grande per me. Africa, lo straniero sconosciuto.

Albert Schweitzer

I miei genitori adoravano Albert Schweitzer, il “dottore della giungla” che aprì un ospedale in Gabon, nell’Africa centrale, lungo un grande fiume nella boscaglia, dove la gente soffriva particolarmente della malaria, una malattia tropicale. Era anche un missionario. Faceva ricerche su Gesù Cristo ed era un eccellente suonatore di organo. Il suo motto era: Ama il prossimo tuo come te stesso I miei genitori mi diedero queste parole da portare con me quando due anni dopo, nel 1955, mi trasferii da Erfurt a Berlino Ovest, cosa che all’epoca era possibile senza problemi. La mia nuova casa era diventata una scuola evangelica a Berlino-Schlachtensee, a sud di Berlino. Zona residenziale uno, come la chiamavano i berlinesi.

Un giorno del 1967 vidi un manifesto su un palo pubblicitario, il disegno di un edificio che sembrava un UFO. Come colpito da un fulmine, mi fermai davanti al poster e capii che quello era il futuro. Quando scoprii che il mio UFO era un regalo degli americani ai berlinesi occidentali, dovetti riconsiderare i miei sentimenti nei confronti di persone sul conto delle quali avevo imparato solo cose brutte nella RDT. Volevo essere amico di chiunque facesse regali del genere.

La HKW Haus der Kulturen der Welt (“La casa delle culture del mondo”)

Allora, quando prendevo la S-Bahn in città, tutto quello che vedevo erano case distrutte, rovine annerite dalla fuliggine del fuoco – spettrale come un pianeta inabitabile. Diventai fotografo, studiai cinema. Ebbi la mia prima stanza come subaffittuario vicino alla stazione della metropolitana Onkel-Toms-Hütte. Avevamo letto il libro da cui prende il nome questa stazione quando insegnavamo ai cristiani nella RDT. Sii onesto, fedele e cristiano com’era lui, e ricorda la tua libertà ogni volta che vedi la capanna dello zio Tom! Fui catturato da queste parole. 

La scorsa settimana sono andato a Kameruner Strasse a Berlin-Wedding, nel quartiere africano. In effetti, sono riuscito a comprare un Kameruner per 1,30 euro al Kiez-Back-Cafe. Potrebbe finire qui la storia, ma non è così, anzi, ricomincia tutto da capo, proprio come il tempo, che non finisce mai.

Fin dalla sua creazione, “l’ostrica incinta”, come i berlinesi chiamavano beffardamente questo moderno luogo di culto, è stata per me un rifugio e un luogo di diverse ispirazioni e tale è rimasto fino a oggi.

Quando salgo la grande rampa di scale del bacino d’acqua sotto il tetto curvo, mi sento come una “Large Butterfly”, questo è il nome del potente bronzo dello scultore inglese Henry Moore, che si trova di fronte all’HKW.

Bonaventure Soh Bejeng Ndikung

Questa Casa delle Culture del Mondo ha un nuovo direttore dal 1° gennaio 2023, il Prof. Dr. Bonaventure Soh Bejeng Ndikung.

Dice il biotecnologo, mediatore d’arte, visionario e riconciliatore, nato in Camerun e da tempo residente a Berlino: Berlino ospita cittadini di 190 nazioni e ora devono contribuire a formare una casa delle culture del mondo.

Suona bene. Noi berlinesi siamo invitati a collaborare!

Il mio consiglio:

Come flaneur in Kameruner Strasse, ho avuto modo di conversare con alcune persone, nessuno sapeva dirmi di più sul paese di cui porta il nome la tua via. Il Camerun è un punto vuoto sulla mappa per le persone in Kameruner Straße.

Kameruner Strasse si trova nel più grande distretto coloniale della Germania. Ci sono sessanta condomini nella strada lunga settecento metri. Metà costruita intorno al 1900 in stile borghese, l’altra metà sono edifici nuovi. Alla fine della strada c’è la colonia del Camerun.

Le strade del quartiere africano prendono il nome dai paesi che la Germania aveva conquistato rendendole colonie con la forza.

La ridenominazione è stata oggetto di dibattito per molto tempo. Alcuni vogliono intitolare le strade agli africani che hanno combattuto contro la colonizzazione, altri vogliono mantenere i nomi perché il loro esempio ricordi la storia coloniale tedesca.

2.500 africani vivono nel quartiere, i loro figli in quanto cittadini tedeschi, non vengono più conteggiati separatamente.

Kameruner Straße è UN COSMO. Esplorare questo continente sconosciuto insieme agli abitanti, decifrarlo, rendere visibili nuove connessioni con e tra le persone che lo abitano, può diventare un progetto di grande solarità, può avere un carattere esemplare.

La Kosmos Kameruner Straße è un paese in via di sviluppo? Le persone lì vivono in condizioni postcoloniali?

La Kameruner Straße con le sue persone, attività, strutture di relazione, negozi – come una storia, una mostra direttamente dalla e per la vita. Quartiere spirituale e pratico. Mostrato nella Casa delle culture del mondo – in presenza costante di persone provenienti da Kameruner Straße. Un tale progetto sarebbe il primo nella storia dell’arte.

Le domande rimangono senza risposta: da dove viene il nome della pasticceria Camerun e perché gli americani hanno regalato ai tedeschi questa sala congressi?

Traduzione di Sandra Paoli

Berlino, Camerun ultima modifica: 2023-07-26T16:50:00+02:00 da GERD CONRADT
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