Un progetto paese. Do you remember l’Ulivo?

ADRIANA VIGNERI
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Gianni Cuperlo: “Bene le battaglie sociali, ma non bastano. Serve un progetto di paese come fece l’Ulivo” (La Stampa, 24 luglio).

Chi si ricorda il progetto paese dell’Ulivo? Ci ricordiamo il contesto di allora, l’entusiasmo e le attese, le tante persone nuove coinvolte, ma… il progetto? Cuperlo ha inteso dire: un progetto paese, non necessariamente quello proposto da Prodi allora. Ma io mi chiedo: come sarebbe accolto oggi quel progetto?

Ne propongo una rapida rilettura, in attesa di riflessioni più approfondite.

Prodi (e il Pd) vollero una democrazia maggioritaria, ora ampiamente criticata, specie nella cultura di sinistra. Consideravano un bene che gli elettori scegliessero non soltanto chi mandare in Parlamento ma anche chi avrebbe governato, ed hanno esteso questo sistema anche alle regioni.

Scelsero il voto uninominale nei collegi del Mattarellum (con la conseguente soppressione della possibilità di scelta del candidato da parte dell’elettore – il candidato del collegio era già scritto nella scheda elettorale). 

Vollero l’uscita dello Stato dall’economia gestita in prima persona dallo Stato proprietario, a favore di uno Stato arbitro, regolatore e strumento di correzione delle eccessive disparità di ordine economico e sociale.

Prodi difese le autonomie, dalla Banca d’Italia alle imprese pubbliche, al sistema bancario, alla RAI, fino alle strutture culturali e sportive.

Lo Stato leggero è l’elemento fondamentale di ogni politica economica moderna ed omogenea con quella degli altri paesi europei.

Uno Stato leggero ma attento alle regole.

È però anche uno Stato che organizza ed affina le proprie funzioni di arbitro e che quindi determina le regole della concorrenza in tutti i settori, specialmente nei pubblici servizi, siano essi già in gestione privata o siano ancora governati dal settore pubblico

Ma 

la ferma difesa del mercato e della concorrenza (con la parallela scelta della privatizzazione) non può far dimenticare l’obbligo dello Stato di mitigare le diseguaglianze nella distribuzione del reddito tipiche di un sistema di mercato.

Sistema di mercato ma insieme strutture pubbliche forti e intelligenti.

Che ne pensa il Pd di oggi di queste questioni e prese di posizione, che concorrono a determinare un sistema di paese? Non vogliamo insinuare che le ha rinnegate, soltanto dire: non si sa. Oddio, ogni tanto qualche cosa s’intuisce, non esattamente nella direzione di cui sopra.  Vero che nel frattempo è scoppiata la globalizzazione. Che l’impresa pubblica in alcuni campi può essere indispensabile. Basterebbe sapere.

Ed è questo il problema.

Un progetto paese. Do you remember l’Ulivo? ultima modifica: 2023-07-29T20:53:01+02:00 da ADRIANA VIGNERI
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