Movida a Venezia, il Comune non si muove

MARTINA ZENNARO
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Il Comitato danni da movida, nato a fine luglio e in crescita a vista d’occhio ogni giorno di più, vuole coordinarsi con gli altri comitati attivi a Venezia, nella speranza, che negli anni sembra svanita, di essere ascoltati dalla nostra amministrazione. L’ordinanza in via di proroga e ristretta alle sole zone che questa amministrazione considera zone calde è una misura non migliorativa per la serenità dei residenti né tiene conto che tutta la città, Lido compreso, è vittima della movida.

Il comitato vuole mobilitarsi per arrivare a un accordo e/o al rispetto dei regolamenti in essere da molti anni e mai rispettati, in una situazione che degenera ogni giorno di più, senza limiti di orario, di regole, di civiltà, nonostante le infinite denunce e segnalazioni alle forze dell’ordine.

Alcuni rappresentanti del Comitato avrebbero avuto in serata un incontro con il Presidente della Municipalità, Marco Borghi, mentre abbiamo rifiutato un incontro con l’assessore Sebastiano Costalonga, ponendo come paletto lo stand by dell’ordinanza sperimentale in scadenza il 27 agosto che il giorno dopo la convocazione dell’incontro abbiamo letto sarà rinnovata di un ulteriore mese. Pertanto l’incontro non avrebbe portato a nessuna soluzione volta a tener conto delle nostre istanze. 

Non possiamo accettare un’ordinanza che non solo non ha risolto il problema del caos notturno e non dà respiro ai veneziani, che alle 2 di notte hanno diritto di dormire, e già da un pezzo, ma che suona come una presa in giro, visto che è applicata solo in alcune zone della città, quelle più calde della vita notturna, da Santa Margherita agli Ormesini, ma non si cura di chi abita in altre zone di Venezia e che subisce ogni sera la molestia di locali che chiudono all’alba, le grida di ubriachi, il degrado.

Abbiamo peraltro suggerito possibili soluzioni. Per esempio, la chiusura a mezzanotte dei plateatici all’aperto, tenendo conto che l’articolo 65 del regolamento di Polizia urbana di Venezia, sul tema del “disturbo della quiete e del riposo”, afferma che è vietato turbare in qualsiasi modo la quiete e il riposo delle persone con rumori, suoni, canti e spettacoli, dalle 23 alle 8.

Le regole quindi ci sono e vanno fatte rispettare.

Venezia di notte diventa una pattumiera. Ce lo dicono le molte adesioni velocemente arrivata alla nostra nuova pagina Facebook, i contatti con i Comitati residenti del Ghetto e dei Bari, fuori dalle strade della movida individuate dall’ordinanza, ma non per questo con meno problemi.

Movida a Venezia, il Comune non si muove ultima modifica: 2023-08-09T17:45:41+02:00 da MARTINA ZENNARO
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