Venezia per le donne iraniane

Alla notizia del conferimento del Nobel per la pace a Narges Moahmmadi, ytali rilancia un’idea/iniziativa del Maestro veneziano Ezio Toffolutti a sostegno della lotta contro il regime di Teheran.
YTALI
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La notizia del conferimento del premio Nobel per la pace 2023 all’attivista iraniana Narges Mohammadi merita di essere valorizzata e rilanciata, ognuno nello svolgimento specifico del proprio ruolo. Noi, come ytali, desideriamo darle rilievo e risonanza facendo nostra un’iniziativa ideata dal Maestro della scenografia e regista teatrale, Ezio Toffolutti: dedicare gli ampi e visibili spazi normalmente occupati dalla pubblicità – per la copertura di cantieri di restauro di chiese e di altri edifici storici – alle donne iraniane in lotta contro il regime oppressivo degli ayatollah e in particolare alle donne martirizzate. Un’idea, quella di Toffolutti, volta anche a valorizzare la forza comunicativa di Venezia, degradata, invece, anche in questa sua funzione, a vetrina trash d’immagini commerciali di basso livello lanciate da edifici di altissimo pregio artistico e architettonico.

Ecco alcune immagini:

Nella foto Mahsa Amini, conosciuta anche come Zina o Jîna Emînî. È arrestata Il 13 settembre 2022 dallla polizia religiosa a Teheran (in vacanza con la sua famiglia) per la mancata osservanza della legge sull’obbligo del velo, hijab. “Colpevole” per averlo indossato in modo troppo allentato, è condotta in una stazione di polizia, dove la ventitreenne muore, il 16 settembre, dopo tre giorni di coma. La sua morte è diventata un simbolo della violenza esercitata contro le donne sotto la Repubblica islamica dell’Iran.

Nika Shakarami, 17 anni, scompare il 20 settembre 2022 dopo aver preso parte alle proteste sul Keshavarz Boulevard. Il suo corpo senza vita è restituito alla sua famiglia il 1° ottobre, dieci giorni dopo la sua scomparsa. Secondo i parenti la ragazza è stata uccisa durante le proteste. Sebbene sia impedito loro di vedere il suo corpo, la madre e la zia di Nika vedono che ha il naso rotto, e ferite alla testa. Nel certificato di morte, la causa di morte è attribuita a “colpi multipli causati da un oggetto duro”. Questo mentre le autorità dichiarano che era caduta da un edificio.

Sarina Esmailzadeh, sedici anni, di Mehrshahr, a Karaj, è uccisa con molteplici colpi di manganello da parte delle forze di sicurezza durante le proteste del 22 settembre. Le autorità hanno mandato in onda le cosiddette confessioni di presunti familiari che dichiarano che la ragazza si sarebbe suicidata.
Venezia per le donne iraniane ultima modifica: 2023-10-06T13:19:22+02:00 da YTALI
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2 commenti

Giancarlo Adorno 6 Ottobre 2023 a 14:54

Ottima idea che da Venezia avra’ un’eco mondiale

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Maria Grazia Taje 6 Ottobre 2023 a 15:14

Ottima iniziativa
La memoria è un’ottima forma di denuncia e di sdegno.

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