La Venezia che alza la voce contro il rumore

In pochi mesi il Comitato danni da movida è riuscito a mettere al centro dell’agenda politica cittadina il tema dell‘inquinamento acustico provocato da locali aperti fino a tarda notte.
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Tempo di bilanci, anche se solo per metà anno, del Comitato Danni da Movida.

Siamo nati a luglio, dopo alcuni contatti tra persone che da tanto tempo vivevano il disagio di avere sotto casa un locale aperto fino a notte. Disagio e impotenza, perché a fronte di segnalazioni a Comune e Polizia Locale la situazione non cambiava,

racconta la presidente del Comitato Martina Zennaro.

Martina Zennaro

Un primo elemento incoraggiante, nei mesi precedenti, era stata la famosa sentenza di Brescia che aveva condannato il Comune a risarcire alcuni residenti perché non li aveva tutelati dal disturbo arrecato dal rumore e dagli schiamazzi dei locali.

Il nome “danni” deriva da lì: ora per i cittadini c’è anche la possibilità di percorrere la via legale per ottenere la tutela, o quantomeno un risarcimento danni a fronte del mancato riposo con le conseguenze sulla salute che questo comporta.

Ma oltre a prendere in considerazione la strada della causa collettiva, il Comitato ha subito intrapreso anche la strada delle segnalazioni delle situazioni più problematiche e poi quella della “moral suasion” facendo pressione sull’amministrazione comunale per affrontare e risolvere davvero il problema.

Dall’account fb di Sara Arco, Delegata al Turismo della Municipalità di Venezia, Murano e Burano, impegnata sul fronte della qualità della vita urbana.

Fin da subito – racconta la presidente – abbiamo contestato l’adozione dell’ordinanza emessa in estate dal Comune perché limitata ad alcune zone e perché la riteniamo non efficace. Si consentiva ai locali di stare aperti fino alle 2, ma come si fa a garantire che nelle ore dalle 23 alla chiusura non vi sia più rumore? La musica non viene spenta (almeno non da tutti), si continua a servire le bibite in strada e gli avventori, sempre più brilli, rumoreggiano sotto le finestre di chi vorrebbe dormire e magari il giorno dopo deve andare a lavorare oppure a scuola.

Il gruppo in questi mesi è cresciuto nei numeri con oltre cinquecento iscritti alla pagina Fb e cento soci attivi nel Comitato, che si è costituito ufficialmente a ottobre e si è ora dotato di Pec per inviare le segnalazioni ufficiali alle autorità.

Intanto in questi mesi il tema è stato approfondito dalla Municipalità di Venezia con audizioni e assemblee che hanno portato all’approvazione di una mozione. Mentre una volta scaduta l’ordinanza è stato avviato un percorso di confronto con il Comune, grazie anche all’interessamento del presidente del Comitato nazionale No Degrado e Malamovida Fabrizio Coniglio: dopo l’incontro del Direttivo con l’assessore al Commercio Sebastiano Costalonga, ora si attende di conoscere le proposte che il Comune intende mettere sul tavolo.

Noi ribadiamo che le norme presenti nel Regolamento comunale sono già esaustive, ma purtroppo – sottolinea Martina Zennaro – non vengono applicate. Servono sicuramente più controlli da parte della Polizia Locale, che spesso su chiamata risponde di non avere pattuglie disponibili. Anche in questo periodo invernale situazioni di disagio nelle diverse zone della città ci sono, ma quasi mai vengono sanzionate. Per questo abbiamo chiesto ai nostri soci di segnalarci le problematiche esistenti, che poi gireremo con Pec ufficiale agli organi competenti.

Questi mesi invernali in cui oggettivamente c’è meno movimento dovranno servire a gettare le basi di una nuova stagione di vivibilità – a tutte le ore del giorno e della notte – in città. Anche nelle zone più calde della Movida.

Il Comitato si è poi attivato per contattare varie associazioni e movimenti presenti a Venezia, perché i problemi legati a spopolamento, overtourism e sfruttamento della città, sono tutti collegati.

Abbiamo preso contatti anche con associazioni giovanili perché – spiega la presidente – vorremmo promuovere un divertimento sano, in luoghi adatti e non solo dedito al consumo di alcol. E vogliamo anche precisare che non siamo contro i locali a prescindere: a tutti noi piace stare in compagnia seduti al tavolino di un bar. Ma siamo contro chi non rispetta le regole. Per questo stiamo raccogliendo le segnalazioni positive sui locali virtuosi: crediamo che questi meritino di essere sostenuti e premiati visto che lavorano rispettando le regole e oltre tutto subiscono la concorrenza sleale di chi quelle regole non le rispetta.

Immagine di copertina: Martina Zennaro interviene a una riunione della Municipalità di Venezia, Murano, Burano.

La Venezia che alza la voce contro il rumore ultima modifica: 2023-12-18T16:04:11+01:00 da YTALI
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