Biden, il rischio di non essere più maggioranza tra le minoranze

Inflazione, promesse non mantenute e politica estera mettono a rischio il sostegno per il presidente tra neri e latinos. Malgrado lo spettro di Trump
MARCO MICHIELI
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Secondo un sondaggio condotto da USA Today e dalla Suffolk University su un campione di mille intervistati, l’ex presidente Trump sarebbe in vantaggio sul presidente Biden tra gli elettori latinos e giovani. Dal sondaggio Biden otterrebbe il 34 per cento di sostegno tra gli elettori latinos intervistati, rispetto al 39 per cento di Trump, in forte calo dal 2020, quando il 65 per cento aveva votato per il democratico).

Il presidente perde anche consenso tra gli elettori Afroamericani intervistati: solo il 63 per cento sarebbe disposto a votare per Biden contro l’87 per cento del 2020. Anche il sostegno da parte degli elettori più giovani è diminuito. Nel 2020, Biden superava Trump di 24 punti tra gli under 35 ma oggi il repubblicano è in testa tra gli elettori intervistati con il 37 per cento rispetto al 33 per cento di Biden.

Anche se il sondaggio è stato criticato per la dimensione ridotta del campione, mette tuttavia in evidenza una tendenza sottolineata da altri sondaggisti: la coalizione che ha aiutato Biden a vincere nel 2020 non è scontata e rischia di mettere a rischio le possibilità di vittoria del democratico.

Già qualche settimana fa il guru dei sondaggi Nate Cohn aveva scritto dalla colonne del New York Times che Biden si stava trasformando in Trump per quanto riguarda la sua base: sono gli elettori vecchi e bianchi che sembrano più solidi nel loro sostegno al presidente. Secondo il sondaggio che accompagnava i commenti di Cohn, Biden oggi sarebbe sconfitto da Trump in tutti e sei stati indecisi – Arizona, Georgia, Michigan, Nevada, Pennsylvania e Wisconsin -, tutti vinti dai dem l’ultima volta. Il sondaggio rilevava che in questi Stati il sostegno a Biden tra gli elettori non bianchi è sceso di 33 punti rispetto al 2020 e che più uno Stato è diversificato nella composizione della sua popolazione, peggiore è il risultato di Biden. Il sostegno dell’ex presidente Trump, inoltre, tra gli elettori neri di questi Stati sarebbe salito a 22 punti, un risultato definito dal Times come qualcosa di mai visto “nella politica presidenziale per un repubblicano in tempi moderni”. Anche il vantaggio di Biden tra gli ispanici di questi Stati sarebbe limitato e lontano dai 30 punti e più che di solito dividono il consenso dem e repubblicano in questo gruppo di elettori.

Una tendenza confermata anche da altre inchieste. Secondo un sondaggio di CBS News/YouGov gli elettori latinos sono molto più propensi a dire che le loro finanze migliorerebbero sotto Trump rispetto a Biden; e la maggior parte degli elettori neri non si aspetta che le loro finanze cambino se Biden dovesse vincere ancora.

Le ragioni di questa perdita di consenso sarebbero da attribuire alla difficoltà di tenere unita una coalizione composita e della mancata realizzazione delle molteplici promesse – una legislazione federale sui diritti di voto, la riforma della polizia, percorsi chiari verso la cittadinanza per gli immigrati – nessuna delle quali è stata realizzata, neanche quando i democratici controllavano il Congresso.

Gli elettori latinos più attenti all’economia che all’immigrazione

Secondo Axios, i democratici starebbero lentamente perdendo terreno rispetto ai latinos nelle zone rurali perché hanno modellato la loro agenda attorno agli elettori bianchi e latini con istruzione universitaria. Secondo vari reportage del sito di informazione, per esempio, allevatori e agricoltori latinos nel nord del New Mexico considerano le posizioni dei democratici sulla protezione delle specie in via di estinzione come un duro colpo al diritto di pascolo degli allevatori. Una posizione che spingerebbe oggi molti di loro a votare per i repubblicani, meno aggressivi riguardo alle normative forestali. 

Inoltre, l’industria del petrolio e del gas rimane vitale per il benessere economico di questo gruppo elettorale e la transizione verso le energie rinnovabili, uno degli obiettivi di Biden, rischia di danneggiare i lavoratori latinos che in alcuni Stati rappresentano la spina dorsale della forza lavoro del settore.

Più in generale gli elettori latinos sarebbero molto scettici riguardo ai programmi di assistenza e più conservatori da un punto di vista sociale, lontani quindi dall’ala progressista e giovane dei dem. Secondo gli analisti dem e repubblicani intervistati da Axios, mentre i democratici parlano di cambiamento climatico non considero che molti latinos lavorano in posti di lavoro redditizi nei giacimenti petroliferi del New Mexico e del Texas occidentale; mentre parlano di diversità, estromettono i latinos moderati; mentre parlano di immigrazione, non considerano che questo gruppo elettorale pone i problemi economici in testa alle loro preoccupazioni, mentre l’immigrazione è in quinta o sesta posizione.

Un’analisi condivisa anche dal Los Angeles Time. Secondo il quotidiano californiano l’elettorato latino-americano si sta allontanando dalla narrazione dell’immigrato in difficoltà favorita dai democratici e si sta orientando verso un’identità da “worker” che rispecchia le sue controparti non latine.

Un cambiamento che ha ripercussioni anche sul gigante dei media ispanofoni: Univision. La rete, alla quale storicamente si è affidato il Partito Democratico per veicolare il suo messaggio e contribuire all’affluenza alle urne tra i latinos, si sta adeguando nei contenuti, come è accaduto recentemente quando ha deciso di mandare in onda una lunga, controversa e amichevole intervista con l’ex presidente Trump. Una scelta dettata dalla necessità di recuperare spettatori, ora che il rallentamento dei tassi di immigrazione e l’esplosione del numero di latinoamericani nati negli Stati Uniti e principalmente anglofoni ne minacciano l’egemonia in questo blocco elettorale.

Secondo il Pew Research Center, nel 2022 il 72 per cento dei latini di età pari o superiore ai 5 anni parlava inglese in modo competente, rispetto al 65 per cento del 2010. Gli immigrati inoltre costituiscono oggi una quota in calo della popolazione latina nel 2021, il 32 per cento rispetto al 37 per cento del 2010. Nello stesso periodo, le nascite di latinos negli Stati Uniti hanno superato l’immigrazione dall’America Latina. La popolazione latina nata negli Stati Uniti è cresciuta di 10,7 milioni di unità, mentre quella immigrata è cresciuta di appena 1,1 milioni, con un rapporto di oltre 10 a 1.

Anche se Trump nel 2016 era apparso come il candidato anti-latinos, nel 2020 ha aumentato la sua quota di voti in questo gruppo elettorale fino a un sorprendente 38 per cento. E per il 2024 i repubblicani lavorano in maniera aggressiva per aumentare questa quota.

La delusione tra gli elettori afroamericani, tra promesse non mantenute e le preoccupazioni per il conflitto tra Israele-Palestina

Il sostegno degli elettori Afroamericani ha aiutato il presidente Joe Biden ad assicurarsi la nomination democratica e la presidenza nel 2020. Ma oggi questo sostegno sembra essere in difficoltà come testimoniano varie inchieste. Un sondaggio Ipsos/Washington Post ha rilevato ad esempio che solo il 34 per cento degli elettori Afroamericani afferma che le politiche di Biden li abbiano aiutati, mentre il 14 per cento afferma che abbiano danneggiato la comunità nera e quasi la metà (49 per cento) afferma che queste politiche non hanno fatto la differenza.

Come per i latinos, gran parte del problema è economico, in particolare l’aumento dell’inflazione, con l’impennata dei prezzi del gas, dei generi alimentari e degli alloggi. Ma la delusione va oltre le preoccupazioni per l’aumento dei costi.

Gli afroamericani si sono presentati in gran numero nel 2018 e nel 2020. Tuttavia, nel 2022, alle elezioni di metà mandato, c’è stato un vistoso calo della aprtecipazione elettrale degli elettori afroamericani. Secondo Van Jones, storico opinionista di Cnn, lo scarso entusiasmo per il presidente in carica dipende dalla sensazione diffusa che i Democratici abbiano fatto troppe promesse ma poche siano state realizzate: dalla tutela del diritto di voto all’ importante riforma della polizia, ai potenziali risarcimenti per la schiavitù. Nessuna di queste questioni è stata affrontata con successo. Anzi le varie riforme tentate si sono schiantate al Congresso. Una situazione che potrebbe volgere al peggio, secondo Jones. Infatti, 

“[…] nel frattempo, alcuni vedono la rapida azione dei Democratici nel versare miliardi in Ucraina, nel proteggere gli asiatici americani dai crimini d’odio e nel codificare la libertà di matrimonio – e vorrebbero che l’amministrazione mostrasse la stessa urgenza ed efficacia nell’affrontare le questioni che hanno un impatto diretto sulla comunità nera”.

Se il sostegno all’Ucraina non rappresenta un vantaggio in questo gruppo elettorale, anche un’altra questione di politica estera sembra mettere in difficoltà Biden con questo gruppo di elettori: il conflitto in Medio Oriente. Sebbene non vi siano dati sulla posizione specifica degli elettori Afroamericani sul conflitto, i sondaggi mostrano che gli elettori Afroamericani sono meno propensi ad appoggiare il sostegno pubblico di Biden al governo israeliano nella sua azione militare a Gaza come rappresaglia per l’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Un numero crescente di Afroamericani vede la lotta palestinese in Cisgiordania e a Gaza come parte della propria lotta per l’uguaglianza razziale e i diritti civili. Nel 2014, le proteste a Ferguson, nel Missouri, scoppiate dopo l’uccisione da parte della polizia di Michael Brown, un adolescente nero, dando vita al nascente movimento Black Lives Matter, hanno ricevuto sostegno dai palestinesi della Cisgiordania occupata che twittavano consigli su come gestire gli effetti dei lacrimogeni. Nel 2020, l’omicidio di George Floyd da parte di un agente di polizia bianco, ha avuto risonanza in Cisgiordania, dove i palestinesi hanno fatto paragoni con le loro esperienze di brutalità sotto l’occupazione, e un enorme murale di Floyd è apparso sull’imponente barriera di separazione di Israele.

Ma questa vicinanza alla causa palestinese non riguarda solo il movimento Black Lives Matter. Il gruppo Black Christian Faith Leaders for Ceasefire ha pubblicato un annuncio a tutta pagina sul New York Times, chiedendo al presidente Joe Biden di “un immediato cessate il fuoco bilaterale in Medio Oriente per il bene della nostra comune umanità e della nostra sicurezza collettiva”. Più di novecento leader cristiani afroamericani, in rappresentanza delle chiese di tutto il Paese, hanno appoggiato la lettera. Prima della pubblicazione dell’annuncio, i firmatari della lettera si sono incontrati con i funzionari della Casa Bianca e con il Congressional Black Caucus per discutere le loro preoccupazioni riguardo alla guerra tra Israele e Gaza, in particolare la crisi umanitaria a Gaza. 

Secondo The Guardian, si tratta di una situazione difficile per Biden. Perdere il sostegno delle chiese nere potrebbe rivelarsi un problema. Storicamente, le chiese Afroamericane sono state determinanti nell’eleggere i candidati democratici. Ad esempio, il Black Church PAC, che ha firmato la lettera insieme a Leaders for Ceasefire, è stato fondamentale per mobilitare gli elettori neri e religiosi, ospitando eventi virtuali, sms-a-thon, campagne di registrazione degli elettori e workshop di organizzazione digitale, e ha organizzato un tour in autobus in cui ha ospitato eventi pop-up per coinvolgere ulteriormente gli elettori. Il gruppo ha raggiunto più di 30.000 persone, ha fatto quasi 45.000 telefonate e ha formato più di 2.500 leader del clero per la protezione delle elezioni. 

Non significa ovviamente che questo gruppo di elettori voterà per l’ex presidente Donald Trump, se sarà il candidato repubblicano l’anno prossimo (l’ultimo sondaggio di NBC News vede il 69 per cento degli elettori neri sostenere Biden e il 20 per cento Trump). Il problema è quello della mobilitazione e della partecipazione al voto. Gli elettori Afroamericani, come i Latinos, potrebbero non partecipare come negli anni precedenti al voto o votare per candidati terzi, con effetti devastanti per Biden negli stati decisivi – Georgia, Michigan, North Carolina, Pennsylvania, Wisconsin, Arizona e Nevada – una combinazione dei quali è necessaria a Biden per restare alla Casa Bianca.

Biden, il rischio di non essere più maggioranza tra le minoranze ultima modifica: 2024-01-09T20:27:59+01:00 da MARCO MICHIELI
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