La dimensione umana dello Studio Aalto in mostra a Roma

La mostra “AALTO – Aino Alvar Elissa. La dimensione umana del progetto”, da poco inaugurata al MAXXI di Roma presenta undici progetti realizzati dallo studio Aalto nell’arco dell’intera attività professionale.
LUNA MOLTEDO
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L’oggetto standardizzato non deve essere un prodotto finito, al contrario deve essere prodotto in modo che l’uomo, con le sue valenze individuali, sia in grado di completarlo. 

È quanto affermava nel 1935 Alvar Aalto una delle menti più creative del XX secolo. Ed è questo il fil rouge della mostra “AALTO – Aino Alvar Elissa. La dimensione umana del progetto”, da poco inaugurata al MAXXI di Roma, che presenta undici progetti realizzati dallo studio Aalto nell’arco dell’intera attività professionale, in un allestimento sperimentale che contribuisce a offrire al visitatore differenti chiavi di lettura per comprendere il lavoro dello studio. 

Nella visione degli Aalto architettura, arte e design sono parti inscindibili di un unicum. 

Edifici che sono diventati icone, influenzando architetti di tutto il mondo, e oggetti di design che, anche grazie all’attenzione dello Studio per la produzione in serie a basso costo, sono entrati nelle case di molte persone e sono ancora oggi in produzione. Hanno anticipato i tempi. Le linee di molte sedie e poltrone di uso comune che oggi sembrano con un design scontato in realtà sono state ideate settantanni fa.

Considerato il più importante architetto finlandese del XX secolo, Alvar Aalto è stato anche designer e urbanista di fama mondiale, indicato tra i maestri del Movimento Moderno. Di una generazione più giovane rispetto a Le Corbusier e Mies van der Rohe, è l’indiscusso leader dell’architettura organica europea.

L’interessante mostra del MAXXI, a cura di Space Caviar, presenta una selezione di undici progetti che abbracciano cinque decenni e sottolineano l’incrollabile impegno dello Studio Aalto nel porre l’esperienza umana al centro delle considerazioni architettoniche e di design. Questa pratica è un fil rouge che unisce progetti molto diversi tra loro in termini di scala – dai circoli operai ai municipi, da abitazioni unifamiliari a interi complessi residenziali. In tutti questi progetti, gli Aalto esprimono una singolare concezione del Movimento Moderno come pratica di progettazione armonizzata con un profondo impegno verso il benessere dell’individuo e una relazione simbiotica con il mondo naturale.

Tra i contributi più iconici dello studio di Alvar Aalto esposti nella Galleria KME del museo romano spicca la Casa sperimentale sull’isola di Muuratsalo in Finlandia, una residenza estiva concepita con diverse tipologie di mattoni e ceramiche. Spazio anche alla Casa del popolo di Jyväskylä, uno dei lavori più celebri del team, al celeberrimo Sanatorio di Paimio che ha consacrato lo studio alla fama internazionale, e all’iconica Villa Mairea a Noormarkku, tra le architetture simbolo del XX secolo. Molte sedie e poltrone che oggi sembrano con un design scontato in realtà sono state ideate settantanni fa con delle linee ultramoderne. È peculiare il loro modo di concepire l’architettura e il design, basato sulla massima attenzione verso le persone.

Fondato in Finlandia nel 1923, lo Studio Aalto nasce in un periodo di rapido cambiamento. Aino, la prima moglie di Alvar, anche lei architetta, è fondamentale nella formazione della filosofia progettuale dello studio nei suoi primi anni, partecipando alla realizzazione di importanti progetti, come il Sanatorio di Paimio, che propongono un approccio al design incentrato sull’essere umano. Nel 1952, in seguito alla prematura scomparsa di Aino avvenuta nel 1949, Alvar sposa Elissa; inizia così un nuovo e fertile periodo di collaborazione creativa all’interno dello studio, caratterizzato da livelli di apertura internazionale senza precedenti nella storia dell’architettura finlandese. È molto bello il racconto che fa il MAXXI della progettualità degli Aalto, un pensiero in cui edifici e design vivono in perfetta armonia con la natura e l’uomo che li abita.

“La vera architettura esiste solo quando pone al centro l’essere umano”: è anche da questa rivoluzionaria riflessione antropocentrica della progettazione che trae ispirazione la nuova esposizione allestita negli spazi del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo visitabile fino al 26 maggio. 

La dimensione umana dello Studio Aalto in mostra a Roma ultima modifica: 2024-01-09T19:58:58+01:00 da LUNA MOLTEDO
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