Memoria. La rimozione dello sterminio dei rom

Anche quest’anno, alla cerimonia civica per il Giorno della Memoria svoltasi al Teatro La Fenice, non si è ascoltato alcun cenno sul genocidio dei rom e dei sinti (Barò Porrajmos).
CARMELO COCO
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In questi ultimi tempi, dopo un lungo vuoto storiografico, sono emerse numerose fonti documentali sulla persecuzione nazista e fascista dei Rom e dei Sinti d’Europa che non dovrebbero dare adito a dubbi e/o a falsificazioni strumentali. Di fatto, invece, un costante e avvilente silenzio istituzionale continua a non dar voce e giustizia al genocidio del popolo romanì, vittima delle ciniche e razziste ordinanze del Terzo Reich e del famigerato “decreto Auschwitz”, che Himmler promulgò nel 1942, volto alla deportazione nei campi di sterminio di tutti i rom per la “soluzione finale”.

In Italia la pervicace criminalizzazione degli zingari da parte del regime fascista fu rivolta ai rom e ai sinti locali e a quelli delle regioni di confine o annesse al Regno d’Italia. Gli zingari venivano internati nei campi di concentramento del Centro-Sud o al confino o in borghi isolati, da cui dopo l’8 settembre seguirono lo stesso destino di rom e sinti europei. Nei campi di sterminio ne morirono più di mezzo milione.

Il 2 agosto del 1944 oltre quattromila Rom e Sinti furono sterminati nelle camere a gas dello Zigeunerlager, la sezione di Birkenau riservata alle famiglie rom e sinte. [foto da UNAR]

L’oblio del Porrajmos non ha quindi senso.

È con rammarico che anche quest’anno, alla cerimonia civica per il Giorno della Memoria svoltasi al Teatro La Fenice, non ho potuto ascoltare alcun cenno sul genocidio dei rom e dei sinti (Barò Porrajmos). Certamente l’attenzione dei relatori si è focalizzata sulla Shoah e sugli odierni drammatici fatti di guerra del Vicino Oriente con le virulente strumentalizzazioni fatte dalle opposte fazioni, ma persistere nel silenzio sul Porrajmos è una rinnovata sofferenza per gli eredi dei rom sopravvissuti che svuota il significato più profondo della stessa giornata della memoria.

La tragedia della Shoah è ebraica, ma è un dato storico il fatto che i capi nazisti sollecitassero l’aggancio di uno o più convogli di zingari ai treni dei deportati ebrei verso i campi di sterminio.

Al tavolo cittadino del coordinamento per il Giorno della Memoria partecipa da anni l’Associazione Rom Kalderash, di cui l’autore è vicepresidente, e il Club per l’UNESCO di Venezia.
Le due Associazioni, nell’ambito dei numerosi eventi programmati, presenteranno il libro dell’antropologa Paola Trevisan, La persecuzione dei Rom e dei Sinti nell’Italia fascista, il 1 febbraio alle 16.30 al Collegium Tarsicii in Frezzeria.

Memoria. La rimozione dello sterminio dei rom ultima modifica: 2024-01-22T10:45:19+01:00 da CARMELO COCO
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