Migrazioni, dati alla mano

Uno spunto per giudicare i fenomeni migratori lasciando da parte l’irrazionalità. Un report della World Bank.
CAMILLA GHIGGI
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Si stima che il 2,3 per cento della popolazione vive al di fuori del proprio paese d’origine, un dato che è l’esito di una molteplicità di fattori, tra i quali il cambiamento climatico, le guerre e l’aspirazione a salari che consentano una vita dignitosa.
La percentuale è in termini assoluti ancora di scarso rilievo, anche se in crescita, eppure suscita ansie e allarme in ampi strati dell’opinione pubblica dei diversi paesi dell’Occidente, in evidente contrasto con quanto si apprende dalle ricerche scientifiche che, invece, mettono in luce gli aspetti positivi della migrazione.

Partendo dai dati del World Development Report 2023: Migrants, Refugees, and Societies, e così arrivando a formulare un elaborato quadro della situazione, il “Match and Motive Matrix”, due economisti della Banca Mondiale, Quiy-Toan Do e Çalgar Özed, affrontano il tema della migrazione nei termini in cui si pone oggi.
Il progetto consta di un grafico, dove s’intrecciano le caratteristiche e le capacità dei migranti, i bisogni dei paesi destinatari, e le motivazioni che sono all’origine degli spostamenti.

Secondo quanto si legge sul sito della Banca mondiale,

La Matrice offre ai decisori politici uno strumento potente, integrando in un unico grafico molte questioni chiave legate alla migrazione. “

Il report analizza, attraverso il grafico, le situazioni in cui i benefici arrecati al mercato del paese d’arrivo superano i costi che comporta l’integrazione, sottolineando come, in questi casi, i paesi destinatari si debbano impegnare in politiche per agevolare l’accesso al lavoro per i migranti, riconoscendone le potenzialità e l’apporto alle società e ai paesi di arrivo.

Quando, invece, i costi superano i benefici, secondo i due studiosi, la migrazione andrebbe disincentivata, e, nel caso di uno sviluppo anomalo di quella irregolare, responsabilità e costi derivanti dalla presenza di rifugiati andrebbero condivisi con la comunità internazionale.

Il progetto mostra quindi, in sintesi, come le politiche legate alla migrazione dovrebbero essere oggetto di un’analisi razionale di costi e benefici, e non frutto di un casuale, seppur generoso, slancio dettato dalla disperazione e da scarsa lucidità.

Nell’articolo si sottolinea inoltre, che

Un ampio corpus di ricerche documenta i fattori tradizionali che spingono alla migrazione, come le grandi disparità salariali tra i Paesi, ma rimangono significative incertezze. 

Il “World Development Report 2023” fa luce su tre aspetti, nuovi rispetto a quanto già evidenziato dagli studi passati, che avranno un ruolo cardine nelle dinamiche di migrazione: i cambiamenti demografici, i cambiamenti climatici, e i conflitti, analoghi alle guerre in corso in Ucraina e Medio Oriente.

Riguardo la demografia, i tassi di fertilità si stanno abbassando, mentre l’aspettativa di vita si alza, non solo nei paesi ad alto reddito, ma anche in quelli a medio reddito, che da paesi d’origine dei flussi migratori si stanno trasformando in paesi di approdo, in seguito alla scarsità di adulti in età lavorativa, rispetto a quanto richiesto dal mercato. Una scarsità che può essere, e sarà sempre più, compensata da chi arriva dai paesi a basso reddito, dove l’età media continua a essere bassa.

Tasso di fertilità (numero di figli per donna)

Per quanto concerne i cambiamenti climatici, è un campo di ricerca che richiede indagini più accurate. Basti pensare al quaranta per cento della popolazione mondiale che vive in paesi vulnerabili proprio a causa del climate change.

Quiy-Toan Do e Çalgar Özed sottolineano come queste variabili di mobilità siano spesso connesse tra loro e le criticità che ne conseguono si sviluppino negli stessi paesi che subiscono fenomeni avversi contemporanei, conseguenze di dati demografici in discesa, povertà e difficoltà apportate dai cambiamenti climatici.

Secondo i due studiosi un’efficace cooperazione internazionale offrirebbe politiche e strumenti idonei per affrontare la molteplicità e la contemporaneità di questi seri fenomeni senza precedenti nel loro intreccio e interazione che incombono sul pianeta e sull’umanità intera.

a Pil pro capite; b Tasso di fertilità totale; c Fragilità statuale; d. vulnerabilità climatica
Migrazioni, dati alla mano ultima modifica: 2024-02-09T19:44:52+01:00 da CAMILLA GHIGGI
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