Olimpia Biasi. La più totale libertà e felicità di esprimersi

ADRIANA VIGNERI
Condividi
PDF

Qui di seguito trovate il percorso di Olimpia Biasi, pittrice, artista, che sempre più spesso appare nei giornali nazionali con le sue immagini ispirate alla natura, nella più totale libertà e felicità di esprimersi. La grande artigiana è diventata un’artista.  

Inizio con il farvi vedere uno dei pavimenti che ha costruito nella sua grande casa, padronale e campagnola insieme, che mi incanta ogni volta che sono lì. Il piacere di giocare con i materiali, con i colori, che si comunica agli altri, che in nulla hanno contribuito, ma sono chiamati a partecipare a quel gioco.

Un grande tappeto davanti al camino della cucina, come si capisce dal bordo scuro che lo delimita.

Voi direte: si, ma è facile apprezzare un lavoro così, più difficile confrontarsi con disegni, i dipinti ad olio, con i quali Olimpia si è misurata nello stesso periodo in cui rifaceva i pavimenti di casa da sé, e oltre nel tempo. Dai quadri ad olio ai grandi teleri dipinti, fino alla liberazione totale, alla spregiudicatezza nell’impiego dei materiali con cui si esprime: la natura portata sulla tela, sulle garze trasparenti. Io non credo sia difficile, anzi, penso proprio che il suo linguaggio sia fatto per essere accolto da molti se non da tutti.

Nel quadro che vedete c’è già l’ispirazione nella natura. Ben presto viene un “cielo calpestabile” esposto alla 54ma Biennale di Venezia. Vengono i grandi teleri dipinti.

E poi le garze, intessute con i più vari materiali, ma soprattutto foglie, rami, insetti dipinti. Dall’artigiana è uscita l’artista, con un suo personale linguaggio, con nuovi materiali seducenti.

I teleri e gli erbari.

Fino al recentissimo riuso degli scarti dei tessuti, degli abiti dismessi: mai proposta di riuso, di invenzione, fu fatta a persona più adatta ad accoglierla e realizzarla.

Ne è uscito il grande arazzo che è stato esposto al teatro Goldoni di Venezia, e lo sarà poi in altri teatri del Veneto. Potete averne un’idea qui sotto [e nell’immagine di copertina]

Lo ha chiamato: Come un manto per le lucciole.

L’emozione per la natura, piante ed animali, l’emozione per la creazione, l’invenzione, la manualità. Come di fronte a certa musica il nostro corpo pretende di muoversi, così di fronte ai suoi lavori anche le nostre mani non possono restare ferme, vorrebbero produrre, inventare, creare. Condividere.

Non so se questo rapido excursus sia servito a darvi un’idea del linguaggio di Olimpia Biasi. Mi premeva soprattutto farvi vedere come è nata l’Olimpia Biasi di oggi.

È stato scritto che Olimpia intrattiene un profondo dialogo con la natura. La osserva, la studia, la ri-immagina, la ri-crea (Annamaria Orsini). Certo è che ci propone un percorso di salvezza, con le sue interpretazioni del mondo vegetale, con la restituzione di colore e bellezza ai nostri relitti.

Un rapido excursus per darvi un’idea del linguaggio di Olimpia Biasi. Soprattutto per farvi vedere come è nata l’Olimpia Biasi di oggi.

Olimpia Biasi. La più totale libertà e felicità di esprimersi ultima modifica: 2024-04-11T16:20:27+02:00 da ADRIANA VIGNERI
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento