Emine Sevgi Özdamar. Grand Tour italiano

La scrittrice turca, autrice di opere in lingua tedesca e vincitrice del prestigioso premio Büchner, torna nel Belpaese.
SANDRA PAOLI
Condividi
PDF

L’Italia è il più bel paese d’Europa – è quello di cui desidero imparare la lingua. È l’Italia che ha dato i natali a Caravaggio, a Federico Fellini, a Giulietta Masina, a Pier Paolo Pasolini, a Marcello Mastroianni, a Cesare Pavese, ad Antonio Gramsci, a Silvana Mangano e ad Anna Magnani – artisti che tanto amo e di cui mi vorrei occupare da vicino. [da un colloquio con Emine Sevgi Özdamar]

Possiamo immaginare che il suo sarebbe un percorso di apprendimento originale, come originale è stato il suo approccio con la lingua tedesca. Dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza in Turchia, dove nacque nel 1946, Emine Sevgi Özdamar decise di andare a Berlino a lavorare in fabbrica, come “Gastarbeiterin”, lavoratrice ospite. Fu allora che ebbe i primi contatti con una lingua per lei nuova, che imparò grazie alle canzoni, ai titoli dei giornali, osservando e ascoltando ciò che vedeva e sentiva intorno a lei. Perfezionò la sua conoscenza del tedesco anche frequentando un corso. Dopo quel corso non fu più necessario lavorare come operaia, ma divenne interprete.

Questa sua prima permanenza a Berlino, finalizzata a guadagnare il denaro che le avrebbe permesso di frequentare l’Accademia di arti drammatiche a Istanbul, le permise di avvicinarsi alla cultura tedesca, alla letteratura e al teatro.

Una volta tornata nella città sul Bosforo riuscì a intraprendere gli studi che aveva tanto voluto, senza trascurare l’interesse per la politica, che la portò a partecipare alle proteste degli anni Sessanta e Settanta. All’Accademia di arti drammatiche di Istanbul affinò sempre più la sua capacità di osservazione e il suo acume, ma erano tempi, quelli, in cui la libertà di espressione veniva stroncata dal pugno duro dei militari. È del 1971 il colpo di stato militare, detto anche “il golpe del memorandum”.  Fu negli anni seguenti che decise di tornare in Europa.

La difficile situazione politica la portò a compiere la scelta dolorosa di lasciare il proprio paese e i propri cari, ma non le impedì di continuare a coltivare la sua passione per il teatro, in particolare per il teatro di Bertolt Brecht. A Berlino Est fu accolta da uno dei suoi più importanti collaboratori, Benno Besson. Divenne così assistente alla Volksbühne. Per un periodo abitò a Berlino Ovest e si recò ogni giorno oltre il Muro. Poi ottenne il visto che le permise di stabilirsi vicino al luogo di lavoro.

Essere parte di quel teatro le fu di grande aiuto per ritrovare l’ottimismo che aveva smarrito in Turchia. E le permise di approfondire la sua conoscenza della lingua tedesca, ancora una volta in modo originale. Apprendeva le parole osservando come gli attori le interpretavano, anche con il linguaggio del corpo. Non trascurò nemmeno quelle espressioni proprie della lingua della Germania Democratica, usate solo al di là della cortina di ferro.

Lasciò poi Berlino, ma continuò la sua collaborazione con Besson in Francia e in Belgio. Più tardi lavorò al teatro di Bochum. E cominciò lei stessa a scrivere. La sua prima pièce fu Karagöz in Alamania. Schwarzauge in Deutschland, Occhi neri in Germania, la storia di un Gastarbeiter turco che lei stessa mise poi in scena come regista a Francoforte. In questa sua opera decise consapevolmente di usare uno “Sprachdadaismus”, una lingua che non deve necessariamente essere compresa, ma che si addice alla storia di Karagöz.

Nelle opere successive, come nel romanzo Das Leben ist eine Karawanserei. Hat zwei Türen. Aus einer kam ich rein. Aus der anderen ging ich raus, nella raccolta di racconti Mutterzunge, (La lingua di mia madre), nel romanzo Die Brücke vom Goldenen Horn (Il Ponte del Corno d’oro), nel romanzo-diario Seltsame Sterne starren zur Erde, nella raccolta Der Hof im Spiegel e nella pièce Perikızı. Ein Traumspiel (Perikızı. Un Sogno), così come nell’ultimo romanzo Ein von Schatten begrenzter Raum la lingua dà prova del valore dell’artista. In questi testi multiprospettici è ricca, versatile, creativa. Si trovano riflessioni sull’uso della lingua madre in un paese straniero, espressioni tedesche mutuate dal turco, parole composte da termini tedeschi che non sono mai stati abbinati prima, giochi di parole, termini che scaturiscono da associazioni di idee, …

Non a caso, nel 2022 “l’Accademia tedesca di lingua e letteratura rende omaggio a un’autrice eccezionale alla quale la lingua e la letteratura tedesca devono nuovi orizzonti, temi e un suono altamente poetico.”

Le cinque tappe del viaggio italiano

Il suo primo appuntamento è il 18 aprile in Alto Adige, a Lana., dove dialogherà in lingua tedesca con Christine Vescoli sul suo ultimo romanzo Ein von Schatten begrenzter Raum.

Il 19 aprile sarà ospite dell’università di Trento. Parteciperà al ciclo di incontri del Seminario internazionale sul romanzo In altre parole, in altri luoghi: romanzo, lingua e utopia. Il dibattito, in tedesco e in italiano, sarà incentrato sulla sua ultima opera, di cui parlerà con Massimiliano De Villa e Sandra Paoli.

Il 21 aprile sarà nella capitale, nell’appartamento in cui Goethe visse dal 1786 al 1788, l’attuale museo tedesco “Casa di Goethe”. Al centro della lettura e conversazione con Sandra Paoli, moderata da Gregor Lersch, sarà ancora una volta il suo opus magnum Ein von Schatten begrenzter Raum. L’evento si svolgerà in lingua tedesca con traduzione simultanea in lingua italiana.

A Napoli, il 23 aprile, la scrittrice leggerà brani tratti dal suo ultimo romanzo, Ein von Schatten begrenzter Raum e dialogherà, in lingua tedesca e italiana, prima all’Università l’Orientale e poi al Goethe-Institut, con Valentina Di Rosa e Silvia Palermo.

Infine, all’Università di Salerno, il 24 aprile, sarà protagonista di uno degli incontri letterari Scrivere e tradurre.

Emine Sevgi Özdamar. Grand Tour italiano ultima modifica: 2024-04-18T21:50:34+02:00 da SANDRA PAOLI
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento