Il Maestro italiano e il castello iconico di Berlino

L’architetto vicentino Franco Stella, ospite al Lido della rassegna “La Germania e la cultura tedesca a Venezia”, illustra il suo lavoro di restauro del Berliner Schloss.
BARBARA MARENGO
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La Germania e la cultura tedesca a Venezia è il tema della rassegna che da aprile a ottobre anima la stagione del Lido di Venezia nell’ambito di “Lido incontra”, progetto ideato dalla Pro Loco di Lido e Pellestrina con manifestazioni legate a letteratura, musica, cinema, storia, diritto, architettura, arte e cucina: un ventaglio di manifestazioni volte a mettere in luce e a raccontare i rapporti culturali, artistici, commerciali, intercorsi nei centenari contatti tra la Repubblica di Venezia e il mondo tedesco. Le tre edizioni precedenti hanno riguardato la cultura ebraica, (2016) armena (2018) e francese (2022). (*)

Su proposta del Centro Tedesco di Studi Veneziani, che ha sede nel palazzo Barbarigo della Terrazza, è stato presentato presso l’Hotel Hungaria del Lido di Venezia il volume Berliner Schloss-Humboldt Forum (Wasmuth & Zohlen Verlag) alla presenza dell’architetto Franco Stella, autore del  volume e del complesso restauro dell’antico edificio cuore di Berlino e di Clemens Kusch, architetto veneziano che ha collaborato alla ricostruzione.

In tre lingue (italiano, tedesco, inglese) il libro presenta la documentazione e la filosofia del complesso restauro dell’antico edificio, castello-palazzo dalla storia centenaria: ricostruire l’Antico ed armonizzarlo con il Nuovo è stata la sfida affrontata e vinta dall’architetto Stella, in terra tedesca, affiancato da una poderosa squadra di tecnici ed esperti.

Il Berliner Schloss, Castello di Berlino, è testimone ed esempio di storia ricca e antica: cuore urbanistico della città, unisce il viale Unter der Linden alla Porta di Brandeburgo, e fino alla caduta del muro – che dal 1961 ha diviso la città di Berlino – si trovava nella parte Est che apparteneva alla Repubblica Democratica Tedesca. 

Costruito per volere degli Elettori del Brandeburgo a partire dal 1443, affacciato sul fiume Sprea, il castello controllava il flusso di commerci e sudditi. Tardogotico quindi, più volte ampliato fino alla forma barocca ideata dall’architetto Andreas Schlüter a fine XVII secolo, ispirata a Palazzo Madama di Roma, toccò il massimo splendore anche negli interni, e a metà Ottocento fu abbellito da una grande cupola ispirata a quella della veneziana Basilica della Salute del Longhena. Bombardato e incendiato durante il secondo conflitto mondiale, fu abbattuto nel 1950 e un grande spazio vuoto fu riempito solo nel 1976 dal Palast der Republik, sede del parlamento della DDR. Dopo la caduta del muro nel 1989, il palazzo contaminato da amianto fu demolito nei primi anni 2000.

L’enorme landa desolata fu oggetto di molti dibattiti finchè un privato con una fondazione ha indetto una raccolta di fondi per la ricostruzione su decisione del Parlamento Tedesco, con un concorso con il vincolo della ricostruzione storica di tre delle facciate,

spiega Clemens Kusch.

Nel 2008 il concorso indetto dallo Stato tedesco per la ricostruzione “dov’era e com’era” del castello fu vinto dall’architetto Franco Stella, all’unanimità. Nel 2020 è stato inaugurato il nuovo Humboldt Forum con funzioni di polo museale pubblico e di incontri culturali e sociali.

“Progetto di importanza straordinaria realizzato nei tempi previsti, dal 2013 al 2020, con un budget di circa settecento milioni di euro“, afferma  Kusch, che ribadisce come la destinazione dei trentamila metri quadri dello Scholss fossero destinati a ospitare il Museo di Arte extraeuropea, oltre ad alcune facoltà dell’Università Humboldt. 

Partendo dall’affermazione che “la ricostruzione è sempre legittima”, Franco Stella ha illustrato il suo progetto inserito nella storia e nell’identità di Berlino attraverso la storia stessa. Il grande viale “Sotto i tigli” Unter del Linden ritrova la sua identità storica unendo il grande castello alla Porta di Brandeburgo, con i palazzi settecenteschi e ottocenteschi che facevano ala al percorso ed erano abitati dai dignitari e funzionari della corte dei sovrani prussiani.

“Il nuovo castello di Berlino è nello stesso contesto del precedente edificio”,  circondato dalle costruzioni antiche come l’Altenmuseum, il Duomo, l’arsenale militare: ”attorno al vecchio ed al nuovo castello si ricostruisce la piazza dei quattro poteri, religioso, culturale, militare e politico, il castello è stato da sempre il regista della città”. Così Stella illustra la filosofia del restauro.

Una ricostruzione iniziata dal nulla, su un grande spazio vuoto, “da zero, con pochi frammenti recuperati“, afferma l’architetto, in un contesto già ricostruito  dove il solo edificio mancante era il castello. 

I luoghi e i palazzi principali di Berlino erano riferiti al castello, con l’Unter der Linden  nato come sentiero dei cavalieri nel Seicento che portava i sovrani a caccia nel Tiergarten, e l’Isola dei musei nel giardino del castello dove i sovrani prussiani vollero cinque famosi musei. La porta di Brandeburgo è considerata dal re e dai suoi architetti come propilei al castello, porta d’ingresso monumentale,

con la progettazione di Karl Schinkel (1781-1841), architetto prussiano che dettò l’assetto urbanistico di Berlino in stile neoclassico.

Le fasi del complesso restauro illustrano la ricostruzione totale del castello con il recupero dei volumi perduti riproposti dov’erano, con le tre facciate antiche e la quarta decisamente moderna. Le modalità di ricostruzione sono ispirate alla Basilica Palladiana di Vicenza: ”Palladio trasforma il Palazzo della Ragione con le sue aperture gotiche e le logge, la sua copertura a carena e le botteghe romaniche senza cambiarlo”.

“Ricostruzione come preesistenza”: filosofia di Stella, che nel libro presenta una serie di fotografie d’interni con scale e gallerie, terrazze ed auditorium che oggi ospitano luoghi di incontro e di svago, di cultura e di memoria. La “Piazza grande”, centro pulsante, con le sue cinque porte e le sue corti, di umanità e di scambi, insomma di vita.

(*) Quest’anno la Pro Loco di Lido e Pellestrina è affiancata da enti e istituzioni che danno il loro patrocinio alle iniziative: Comune di Venezia, Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Associazione culturale italo tedesca, Global Campus of Human Rights, Consorzio Venezia e il suo Lido, Municipalità, Vela, BarchettaBlu e Centro Tedesco di Studi Veneziani.

Il Maestro italiano e il castello iconico di Berlino ultima modifica: 2024-06-14T13:19:15+02:00 da BARBARA MARENGO
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