Un “fascio” a Strasburgo, è conflitto tra Atene e Tirana

Tra i nuovi parlamentari europei, c’è anche un terrorista neofascista, eletto nella lista di Nuova Democrazia, “Freddy” Beleris, della minoranza greca in Albania.
DIMITRI DELIOLANES
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[ATENE]

Tra i nuovi parlamentari europei, c’è anche un terrorista neofascista, eletto nella lista di Nuova Democrazia, il partito di governo in Grecia.
Il nuovo deputato di destra si chiama Dhionisios Alfred Beleris, più noto come Fredi o Freddy. Ha la cittadinanza greca ma è un albanese e anche sindaco del porto di Himare nell’Albania meridionale. Il sindaco con la doppia cittadinanza è stato eletto a Strasburgo mentre si trova in galera dietro richiesta di Edi Rama, arrestato e condannato con l’accusa di essere diventato sindaco dopo aver corrotto gli elettori. Ma tutti i residenti nell’Albania meridionale, sia la minoranza greca sia la maggioranza albanese, sanno benissimo che lo scontro con Edi Rama riguarda lo sviluppo turistico del litorale. 

Beleris è stato eletto sindaco grazie al voto della minoranza greca nell’Albania meridionale, malgrado avesse già nella sua fedina penale una pesante condanna per aver partecipato all’omicidio di due militari albanesi e al ferimento di altri tre.

Freddy durante il processo in Albania

La storia è di parecchi anni fa. In un altro processo, è stato infatti dimostrato che Beleris faceva parte del commando terroristico greco (probabilmente composto da militari dell’esercito e da membri della minoranza), il quale il 10 aprile 1994 a Peshkopia, poco lontano dal confine con la Grecia, ha attaccato una base militare albanese, uccidendo e ferendo i militari albanesi prima di rubare armi ed esplosivi e scappare in territorio greco. Il giorno dopo il sanguinoso attacco oltre confine è stato reso pubblico solo dal foglio greco di estrema destra Stohos che ha parlato trionfalmente di “guerra di liberazione della minoranza greca contro la barbarie albanese”. A conferma, pochi giorni più tardi, l’attacco è stato rivendicato da un’organizzazione sconosciuta fino a quel momento, denominata MAVI (”Fronte di Liberazione dell’Epiro del Nord”). 

L’anno seguente il misterioso MAVI ha tentato un nuovo attacco contro un’altra caserma albanese ma in questo caso le sentinelle hanno reagito e i terroristi sono scappati in macchina attraversando il confine con la Grecia. Attraversato però il confine sono caduti in un blocco della polizia greca. Dentro l’auto sono state scoperte divise, passamontagna, ma anche armi ed esplosivi sottratti alla base di Peshkopia. I cittadinii greci sono stati incarcerati in Grecia mentre Beleris con altri membri della minoranza greca sono stati consegnati alle autorità albanesi che li hanno condannati per terrorismo e omicidio.

Beleris con il premier greco Mitsotakis

Beleris non ha mai nascosto la sua simpatia per Alba Dorata ed altri gruppi neofascisti greci, da lui definiti “patrioti che lottano per la liberazione della minoranza greca”. Mitsotakis lo ha candidato, anche se Edi Rama aveva preannunciato che anche eletto sarebbe rimasto in prigione, come effettivamente è avvenuto. Per il premier greco era un vano tentativo di frenare la fuga di elettori verso l’estrema destra. Il fantomatico MAVI è probabilmente una creatura dei servizi segreti che hanno strettissimi legami con il sottobosco dell’estrema destra greca. Personalmente sospetto anche qualche collegamento italiano visto che la scritta MAVIS con i caratteri latini è ancora leggibile sui muri vicino all’ambasciata albanese, a Roma. Comunque sia, il misterioso MAVIS non si è fatto piu’ sentire ma un suo presunto membro è stato ucciso dopo aver attaccato a fucilate la polizia albanese in un villaggio della minoranza il 28 ottobre 2018. Storie di irredentismo e di nazionalismo balcanico che il premier greco coltiva con i paesi confinanti con il rischio di trascinare la Grecia in avventure poco raccomandabili.

Un “fascio” a Strasburgo, è conflitto tra Atene e Tirana ultima modifica: 2024-06-26T16:18:43+02:00 da DIMITRI DELIOLANES
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