Il mistificatore

Con accanto Marine Le Pen e Éric Ciotti, il candidato primo ministro del Rassemblement national, Jordan Bardella, ha presentato a una settimana dal primo turno il programma elettorale. Sicurezza, immigrazione, potere d’acquisto, identità francese, maggiore autorità sono le parole d’ordine su cui il RN sta conducendo la campagna elettorale.
MARCO MICHIELI
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[PARIGI]

En trois mots, nous sommes prêts (“In tre parole: noi siamo pronti”). Ha riassunto così Jordan Bardella il programma del Rassemblement national (RN). Con accanto Marine Le Pen e Éric Ciotti, presidente espulso e poi riammesso dalla giustizia del partito post gollista Les Républicains (LR), il candidato primo ministro del partito di estrema destra ha presentato a una settimana dal primo turno il programma elettorale. Sicurezza, immigrazione, potere d’acquisto, identità francese, maggiore autorità sono le parole d’ordine su cui il RN sta conducendo la campagna elettorale.

Vediamo le misure principali.

Il candidato primo ministro ha indicato un percorso in più fasi. La fase iniziale, la più urgente dice, prevede delle misure sociali e delle nuove politiche per l’immigrazione e nel campo della sicurezza. La seconda fase dei provvedimenti partirà con la discussione sulla legge di bilancio in autunno e riguarderà in particolare le misure fiscali. Un processo di riforma, aggiunge il programma, che 

Benché avvenga fino al 2027 in coabitazione, utilizzeremo tutte le leve politiche e istituzionali che la costituzione fornisce al governo e alla sua maggioranza per mettere in opera la volontà de popolo francese.

È sull’immigrazione che si concentra l’attenzione, antico cavallo di battaglia del Front national e oggi di RN. Tra le misure più rilevanti – e preoccupanti, secondo al stampa francese – Bardella propone di sopprimere lo ius soli alla francese. Attualmente qualsiasi bambino nato in Francia da genitori stranieri acquista la cittadinanza francese al raggiungimento della maggiore età se, a tale data, ha la residenza in Francia e se ha avuto la residenza abituale in Francia per un periodo continuativo o discontinuo di almeno cinque anni dall’età di undici anni (diversamente da quello statunitense che consente l’acquisto di cittadinanza per il solo fatto di essere nati sul suolo americano). Bardella propone l’eliminazione dell’ automatismo visto che 

Si moltiplicano sul nostro territorio le prove della nostra incapacità di integrare e assimilare.

Il presidente di RN vuole anche ristabilire il crimine di “soggiorno irregolare” (quello che in Italia viene chiamato “reato di clandestinità”); sopprimere tutte le deroghe che impediscono le espulsioni degli immigrati; restringere i criteri per i ricongiungimenti familiari; aprire dei negoziati con i partner europei per consentire  la libera circolazione solo ai cittadini europei; limitare gli aiuti sociali ai soli francesi e condizionarne l’accesso per gli stranieri a cinque anni di lavoro in Francia.

Tra le misure sul lungo termine anche l’instaurazione della priorità nazionale. Una volta l’idea era nota come “preferenza nazionale” ma i fondamenti sono gli stessi: escludere gli stranieri dall’assistenza sociale e dall’edilizia pubblica, con un duplice effetto, a detta dell’estrema destra, di risparmio per lo Stato e di riduzione del deficit e, soprattutto, partenza massiccia di migranti che lascerebbero una Francia meno attraente. Misura incostituzionale che infatti il RN propone di realizzare attraverso un referendum costituzionale.

Altra misura, che ha sollevato numerose polemiche, il divieto per i binazionali, cittadini con doppia nazionalità, di accedere a posizioni sensibili. 

Molte di queste misure richiedono una revisione della Costituzione ed è per questa ragione che Bardella vuole “convincere il presidente della repubblica“ a organizzare un referendum per modificare la costituzione e rendere queste norme 

Intoccabili da parte della giurisprudenza europea o internazionale.

Sull’Unione europea Bardella rifiuta qualsiasi trasferimento di competenze nei settori della difesa e della diplomazia; propone l’uscita dal mercato europeo dell’elettricità; vuole rinegoziare il contributo francese all’Unione.

Sulle questioni internazionali, Bardella ha invece assicurato che il suo governo sarà 

Estremamente vigilante di fronte alle ingerenze russe. […] La Russia contesta oggi gli interessi francesi in aree di influenza storica in Africa, sul Mar Nero e nei territori d’oltreoceano come le isole Comore.

Ha anche accusato la Russia – nei confronti della quale il partito di Le Pen è stata sempre vicina nel passato – di organizzare la crisi migratoria che tocca l’isola di Mayotte.

Il sostegno all’Ucraina continuerà ma Bardella ha ribadito di essere contrario all’invio di truppe francesi e di materiale militare e missili che possano colpire direttamente le città russe. Nessuna uscita dalla NATO come aveva promesso nel 2022 Marine Le Pen.

Su Israele, Bardella ha espresso il pieno sostegno al governo Netanyahu e si è detto contrario al riconoscimento di uno stato palestinese che sarebbe, secondo il candidato primo ministro, uno stato terrorista.

Un programma quello di RN che punta molto sulla politica identitaria per “preservare il popolo francese dall’onda migratoria”:

L’assimilazione degli stranieri è diventata impossibile e ha condotto al comunitarismo e al separatismo.

Al fine di “preservare la civiltà francese” e di continuare un “percorso di rinuncia e declino”, Bardella auspica una legislazione specifica che prenda di mira le “ideologie islamiste”, la “minaccia totalitaria reale dei nostri tempi”. Il programma rinvia tuttavia a un secondo tempo, dopo il 2027, anno di elezioni presidenziali, la messa al bando del velo islamico. Scompare anche la promessa del 2022 sul divieto di abbattimento rituale 

Sulla linea dell’identità anche le proposte per garantire che l’ottanta per cento delle mense scolastiche “mangino francese“. Bardella intende anche proibire l’importazione di prodotti che non rispondono agli standard francesi. 

Sulla sicurezza il candidato primo ministro prevede sul lungo periodo l’introduzione di una presunzione di legittima difesa per le forze dell’ordine. Nel programma si lega poi la questione della sicurezza alla questione dei giovani. Bardella prevede quindi la sospensione degli assegni familiari per i genitori di minori recidivi per “porre fine alla scusa della minorità” per proteggere i minori dalla giustizia. RN intende poi riformare una parte della giustizia minorile per ridurre la maggiore età per reati penali a sedici anni:

Introdurremo pene – ha dichiarato – detentive brevi, da applicare immediatamente, attraverso l’uso diffuso di centri educativi chiusi dedicati ai minori.

I giovani sono al centro dell’attenzione del candidato primo ministro anche il campo dell’istruzione, settore nel quale Bardella vuole realizzare un big bang all’insegna del ripristino dell’autorità: obbligo delle divise, divieto di portare il cellulare, uso obbligatorio del “Lei”. Per gli studenti “che disturbano o molestano” sono previsti centri specializzati. Per Bardella al ripristino dell’autorità deve seguire il ricentramento degli insegnamenti attorno alla scienza, la lingua francese e la storia. 

Sono numerose anche le misure economiche e fiscali previste. Bardella vuole ridurre l’IVA sui prodotti energetici; abrogare la riforma delle pensioni; sopprimere le imposte sul patrimonio diretto per le famiglie modeste e le classi più abbienti.

Bardella non ha tuttavia definito quali saranno le modalità di finanziamento per il suo programma di governo. Sì è limitato a dire che sarà chiesta una revisione dei conti del paese per verificare come l’attuale maggioranza ha speso i soldi. 

Il programma è stato duramente criticato sia per la parte economica che mancherebbe di finanziamenti sia per la parte relativa all’immigrazione che risulterebbe in molte sue proposte incostituzionale.

Patrick Martin, presidente del Medef, la Confindustria francese, ha definito il programma di RN (e del Nuovo Fronte Popolare) come dannoso per l’economia.

In un articolo su Le Point, l’ex capo economista del FMI, Olivier Blanchard, e il premio Nobel per l’economia, Jean Tirole, hanno duramente criticato il programma di RN, parlando di “soldi magici”, di un paese immaginato come ripiegato su se stesso, dove il tema della crescita è completamente dimenticato:

Un programma economico che è un albero di Natale, senza logica o coerenza

Ha aggiunto Blanchard su X.

Sul blog economico Telos, due economisti, Gilbert Cette e Éric Chaney hanno definito i rischi economici e finanziari del programma di RN (e della coalizione di sinistra). I due criticano alcune misure come la riduzione delle tasse sui prodotti energetici, tra cui la benzina, misura che richiederebbe il consenso a livello europeo e che avrebbe un impatto sulle finanze pubbliche di più di venti miliardi di euro all’anno, con un impatto notevole su emissioni di gas a effetto serra. Impatto simile per la nazionalizzazione delle autostrade e la riduzione del quindici per cento del pedaggio.

Sui giovani le proposte sono ancora peggio, secondo i due economisti:

Per Simon-Pierre Sengayrac della Fondazione Jean Jaurès, vicina ai socialisti, il programma economico e finanziario prevede di eliminare delle imposizioni fiscali e di aggiungere nuove spese che non sarebbero finanziate.

Dure critiche anche sulla misura che vorrebbe proibire ai cittadini francesi con doppia nazionalità l’accesso a “posti sensibili”. Secondo il sito di fact-checking legale Les Surligneurs, la misura sarebbe senza precedenti nel diritto francese. Per Bardella si tratterebbe di prendere di mira alcune nazionalità che potrebbero manifestare un conflitto di lealtà e ha citato il caso di cittadini franco-russi. 

Su BFMTV anche la costituzionalista Anne-Charlène Bezzina ha ricordato che il diritto francese – e anche quello europeo – ha già previsto questa situazione:

Tutti i nostri cosiddetti posti di lavoro ‘sovrani’, e la Corte di giustizia dell’Unione europea è d’accordo, sono riservati ai francesi. Anche un cittadino di altri paesi dell’Unione europea non può accedere a questi posti di lavoro perché sono riservati ai francesi per ragioni strategiche.

Ha ricordato inoltre che nel processo di reclutamento per queste posizioni, i candidati devono sottoporsi ad indagini sui conflitti di interessi personali e professionali, sottolineando anche i legami che esistono con gli Stati su cui si basa la binazionalità.

Il mistificatore ultima modifica: 2024-06-27T18:23:50+02:00 da MARCO MICHIELI
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