Mostra 81. Cosa bolle in pentola

L’ottantunesima edizione di Biennale Cinema è pronta a prendere avvio. Un’edizione importante, che ha già destato non poca curiosità, soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti in atto in casa Biennale. Il 2024 segna il debutto del nuovo presidente, Pietrangelo Buttafuoco,
GIUDITTA CAPPONI
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Mancano esattamente due settimane all’annuncio ufficiale della nuova selezione della Mostra internazionale d’Arte cinematografica 2024. L’ottantunesima edizione di Biennale Cinema, che si terrà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre, è pronta a prendere avvio. Un’edizione importante, che ha già destato non poca curiosità, soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti in atto in casa Biennale. Il 2024 segna il debutto del nuovo presidente, Pietrangelo Buttafuoco, che, fin da subito, si trova a dover fare i conti con le nomine dei nuovi direttori artistici per tutte le sezioni espositive. Lo stesso Alberto Barbera, ormai caposaldo e pilastro sempre più importante e stabile, era in scadenza di contratto. Una situazione alquanto scivolosa per il neo-presidente, che ha portato a moltissime speculazioni sul successore, rivelatesi del tutto inutili dato l’annuncio del rinnovo di Barbera (fino al 2026) arrivato a maggio. Ora Il critico torinese è pronto a dirigere la sua quindicesima Mostra.

Come ogni anno, la corsa a pronostici e scommesse per indovinare i titoli in selezione è già partita da qualche mese, ma alla luce dei primi comunicati ufficiali e con l’avvicinarsi della stagione cinematografica autunnale, il quadro sembra farsi più chiaro. Già annunciati sono i due Leoni alla Carriera, all’attrice statunitense Sigourney Weaver, famosa per film come Alien di Ridley Scott, e al regista australiano Peter Weir, autore di veri e propri film cult come The Truman Show. È stato, inoltre, reso noto il titolo che aprirà l’edizione, Beetlejuice Beetlejuice, séguito del precedente film quasi omonimo del 1988, sempre diretto da Tim Burton. Una scelta inattesa e singolare. Non certo un’opera d’autore, ma comunque qualcosa di molto molto popular, quasi definibile un blockbuster, intorno a cui si è alzata una grossa coltre di curiosità ma anche di dubbio riguardo l’effettivo livello del film. C’è da dire che Burton, forse complice la relazione con Monica Bellucci, è stato visto molto spesso in giro per il Bel Paese negli ultimi anni. Da nord a sud ha presenziato a tutte le più importanti cerimonie e appuntamenti cinematografici italiani. L’unico a cui mancava, dal 2007, è proprio il Festival di Venezia, dove si è laureato come più giovane regista di sempre a rivedere il Leone alla Carriera. Un inizio col botto, potremmo dire.

Una scena da Joker: Folie à Deux di Todd Phillips,

Beetlejuice Beetlejuice sembra poter essere solo il primo di una lunga serie di “filmoni americani” entrati in selezione. Tra i più accreditati e quasi certi ci sono senza dubbio Joker: Folie à Deux di Todd Phillips, anche questo un séguito ma di uno storico Leone d’Oro che ha cambiato, forse per sempre, il rapporto tra le major di Hollywood e i festival europei, e Queer diretto la Luca Guadagnino. Grande amico del festival, lo scorso anno aveva già in mano l’apertura, a cui ha dovuto però rinunciare a causa dello sciopero dei sindacati hollywoodiani. Due film molto diversi tra loro ma allo stesso tempo ricchi di grandissime star acchiappa publico. Sempre parlando di star, Brad Pitt e George Clooney potrebbero tornare al Lido con il loro nuovo film Wolfs – Lupi Solitari, una produzione americana che, dal trailer, sembra però avere tinte d’autore che richiamano i film thriller anni Settanta. Wolfs, a nostro parere, non ha abbia molte chance di entrare in selezione, ma se così fosse prepariamoci a un’ondata di fan sfegatati alla ricerca di un selfie. Meno papabili sembrano essere il Gladiatore 2 di Ridley Scott e Mickey 17 di Bong John Ho, probabilmente non ancora ultimati.

Brad Pitt alla Mostra di Venezia, 2022

Sul versante autoriale è quasi certa la partecipazione di Julian Schnabel con il suo In the Hand of Dante, girato in parte a Venezia, ma anche di autori come la greca Athina Rachel Tsangari con il film Harvest, il messicano Michel Franco con Dreams, il filippino Lav Diaz – che ha in post produzione ben due film – e l’australiano David Michôd con Wizards!, tutti registi che hanno già presentato film nelle edizioni passate. Per quanto riguarda l’Italia, fino a poche settimane fa si pensava che la delegazione non sarebbe stata corposa come quella degli ultimi anni, ma le ultime notizie sembrano rasserenare anche sotto questo aspetto. Oltre al già citato Guadagnino, potremmo trovare Gabriele Salvatores con Napoli-New York, Toni Servillo con Iddu, Michele Placido con Eterno Visionario, Andrea Segre con La Grande Ambizione e molti altri.

Insomma un’edizione adatta a tutti gusti, che sembra pronta a regalarci film d’autore in Concorso e grandi blockbuster Fuori Concorso, senza dimenticare le sezioni minori come Orizzonti e la piccola perla Orizzonti Extra (ex Sconfini) per il premio del pubblico, ma anche gli eventi paralleli di Settimana della Critica e Giornate degli autori. La appena annunciata giuria del Concorso, presieduta dall’attrice francese Isabelle Huppert, vedrà collaborare importanti registi internazionali come James Gray e Andrew Haigh, con grandi cineasti europei come la polacca Agnieszka Holland.

Non resta che aspettare l’inizio della Mostra numero 81, il 28 agosto. Promette di essere alquanto scoppiettante.

Mostra 81. Cosa bolle in pentola ultima modifica: 2024-07-10T16:10:38+02:00 da GIUDITTA CAPPONI
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