È stata inaugurata il 2 ottobre 2026 al Museo delle Arti Contemporanee di Venezia a Ca’ Pesaro una personale di Gianmaria Potenza. Amato figlio di Venezia, vi ha frequentato la Scuola d’arte nella quale si è distinto subito – partecipando come migliore allievo dell’Istituto alle Biennali del 1952 e del 1954.
Ecco che la città di Venezia si è mobilitata con una mostra in due ampie e luminose stanze al secondo piano del meraviglioso palazzo sul Canal Grande per celebrare il novantesimo compleanno del Maestro.
Un artista a trecentosessanta gradi che si è sempre ispirato alla bellezza, ai colori, alle atmosfere della sua città – Venezia – declinata nel bello della luce e dei cromatismi che punteggiano l’assetto urbano e che il Maestro ha sempre assunto a paradigma della sua ispirazione.


Addentrandoci al secondo piano di Ca’ Pesaro dalla finestra con veduta sulla città si gode la luce in due sale pregne di atmosfere. E si coglie come l’arte contemporanea si possa sposare con la città d’acqua – i suoi colori, la sua ammaliante bellezza.
Ecco che in queste due sale si dispiega l’arte di Gianmaria Potenza: nella prima sala due “Venezie”, una blu, l’altra verde, un’occasione unica per vedere opere di collezioni private provenienti dall’Austria, a sottolineare il profilo internazionale della committenza dell’artista veneziano. Due pannelli con un gioco di finestre e balconi e polifore (a cavallo tra Trecento e Seicento) tratteggiate su pannelli, pur scuri, ma luminosi.

Sempre nella prima sala un arazzo e pezzi unici di grande respiro, bianchi, colorati a mosaico. E il bronzo, una materia della quale l’artista è un grande interprete.” Ingranaggio” o “sole” per non parlare di “astrolabio” al piano terra oppure “grattaceli” nel cortile di ingresso del Palazzo.
Pezzi eleganti dove c’è un rapporto tra luce forme e uso dei materiali che li rende unici.
Al piano terra vi è un’opera singolare, ideata e creata una ventina d’anni fa: “Biblioteca”. Per la generosità del Maestro Gianmaria Potenza l’opera andrà ad arricchire il patrimonio permanente del Museo di Ca’ Pesaro e quindi della città e dei cittadini.
Si tratta dunque di un allestimento che attraversa le generazioni e che quindi rimarrà negli annali della città di Venezia nel nome di un artista veneziano che ha attinto dallo “genius loci civitatis Venetiae“ gran parte della sua ispirazione.


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