La Fontana Tedesca di Istanbul. Guglielmo II e il sogno d’Oriente

Donata da Guglielmo II al sultano Abdul Hamid II per la visita del 1898, a piazza Sultanahmet, davanti al Mausoleo di Sultan Ahmet I, una fontana neobizantina con una targa in tedesco racconta l'incontro tra due imperi.
JENNY CAPPELLIN
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La brezza del mattino, i rumori di una città che si risveglia, i passi veloci di noi turisti che ci affrettiamo, curiosi di scoprire una storia millenaria che si sviluppa tra due mondi, Oriente e Occidente, in un crogiuolo di culture.
Istanbul, cuore pulsante della Turchia, si svela ai nostri occhi come un arazzo vivente, dove il richiamo del muezzin si fonde con il trambusto dei traghetti sul Bosforo, in un eterno e affascinante dialogo tra passato e futuro.

La guida ci aspetta all’estremità settentrionale dell’antico Ippodromo a piazza Sultanahmet, davanti a un monumento che porta una scritta in lingua germanica:

WILHELM II DEUTSCHER KAISER STIFTETE DIESEN BRUNNEN IN DANKBARER ERINNERUNG AN SEINEN BESUCH BEI SEINER MAIESTAET DEM KAISER DER OSMANEN ABDUL HAMID II IM HERBST DES IAHRES 1898. [Guglielmo II, Imperatore Tedesco, istituì questa fontana in grata memoria della sua visita a Sua Maestà l’Imperatore degli Ottomani, Abdul Hamid II, nell’autunno dell’anno 1898]. 

La guida in un primo momento non si sofferma a descrivere la fontana, quasi non riesca a reggere il confronto rispetto ad opere maggiori presenti nelle immediate vicinanze, come la Moschea Blu o la celebre Santa Sofia. Gli stessi occhi di noi turisti vanno alla ricerca delle famose attrazioni. Ma le numerose persone che si raccolgono attorno a questa struttura, presa forse per abitudine come punto d’incontro, riportano i nostri sguardi sulla targa in lingua tedesca stimolando la nostra curiosità: perché una fontana germanica in centro ad Istanbul?  

Alman Çeşmesi, Sultanahmet, Istanbul

La fontana, in turco Alman Çeşmesi, si trova davanti al Mausoleo di Sultan Ahmet I. Fu donata dall’imperatore Wilhelm II, Guglielmo II, al sultano ottomano Abdul Hamid II, in occasione della sua visita a Istanbul nell’autunno del 1898. I pezzi vennero costruiti in terra germanica e poi inviati uno ad uno nella capitale d’Oriente. 

La struttura certamente colpisce: il basamento di marmo presenta su sette lati un erogatore d’acqua in ottone con una vasca sottostante, sul lato sud-ovest otto gradini invitano il turista a osservare le imponenti colonne di porfido e la cupola ricoperta di ottone decorata finemente al suo interno con splendidi mosaici dorati. Ci perdiamo ad ammirare quei pezzetti dorati che ci portano con la fantasia in tempi lontani e ci fanno assaggiare la magia di questa città. Lo stile è chiaramente neobizantino e ben si armonizza con l’ambiente circostante. Se non ci fosse quella scritta in tedesco non ci verrebbe certamente da pensare ai paesi tedeschi, lo dobbiamo ammettere.

Ma cosa portò il Kaiser Wilhelm II verso oriente?

I motivi sono diversi. Non solo la curiosità e l’attrazione per terre lontane, ma forti interessi geopolitici e progetti economici. Primo tra tutti l’ambizione di costruire una linea ferroviaria, la Baghdadbahn, che unisse Berlino a Baghdad, con l’obiettivo di rompere la supremazia britannica e cercare un nuovo spazio commerciale che avrebbe ulteriormente accelerato la crescita economica tedesca. 

Si iniziò a costruire la ferrovia nel 1903, con un grande finanziatore come la Deutsche Bank, ma venne terminata solo nel 1940, quando ormai l’assetto europeo era cambiato e i grandi imperi erano scomparsi. L’obiettivo di Guglielmo II, ovvero quello di portare in Germania nuove materie prime e trovare un nuovo sbocco nel mercato del Golfo Persico, non per ultimo il petrolio, non era stato quindi raggiunto, ma in compenso i contatti culturali tra occidente e oriente si svilupparono, pensiamo ad esempio agli scavi archeologici finanziati dalla Germania che portano alla luce la meravigliosa porta di Ishtar. 

I rapporti tra i due imperi si rafforzano e creano una spina nel fianco per gli stati rivali europei, ponendo le basi per quella rete di alleanze che avrebbe poi segnato il destino della Prima Guerra Mondiale.

La politica bilanciata di Otto von Bismarck, fatta di alleanze e trattati che servivano a mantenere la pace in Europa, venne infatti  sostituita dalla Weltpolitik di Guglielmo II che mirava a creare una Germania forte sia sul campo militare che industriale, pronta a mettersi contro le maggiori potenze europee. Il nuovo imperatore voleva uno stato tedesco che esercitasse una maggiore influenza a livello globale: sostenne infatti la ricerca di un posto al sole (ein Platz an der Sonne) tramite la conquista di colonie e territori d’oltremare in Africa ed Asia, e la costruzione di una flotta navale militarmente importante, la Kaiserliche Marine, che poteva sfidare il dominio dei mari britannico. L’amicizia con l’Impero Ottomano doveva aprire le porte verso l’Oriente, con l’intento di acquisire influenza nell’area petrolifera della Mesopotamia. Servivano sempre più materie prime, utili per la crescente industria tedesca. L’intento era inoltre aumentare il proprio potere a livello geopolitico.

Il panfilo Hohenzollern a Venezia in una stampa della Photochrom Print Collection- Detroit Publishing Company, 1905

Il 2 novembre 1889 l’imperatore arriva ad Istanbul sul panfilo SMY (Seiner Majestät Yacht) Hohenzollern e viene accolto dal sultano al palazzo Dolmabahçe (dove, anni più tardi visse e morì il padre della Turchia moderna, Kemal Atatürk). Dolmabahçe si trova nel quartiere di Beşiktaş ed è il più grande palazzo della Turchia. Il nome richiama l’immenso giardino (bahçe) che c’era in questo luogo ed è il segno tangibile della potenza dell’Impero Ottomano: si resta infatti incantati dalla sua bianca imponenza che sembra allungarsi nelle acque dello stretto del Bosforo. La visita di Guglielmo II, come le successive, viene immortalata nei dipinti del maestro Fausto Zonaro, originario di Padova divenuto pittore ufficiale della corte. Nel 1898 avviene il secondo viaggio che porta l’imperatore a visitare anche Gerusalemme e la Siria, a quel tempo territori ottomani. Durante la visita è siglato l’accordo che affida a imprese tedesche la costruzione della ferrovia Istanbul – Baghdad- Hejaz. È interessante sapere che Guglielmo II fu il primo monarca straniero a visitare la Sublime Porta e per questa visita il sultano fece ampliare il padiglione di Şale, facente parte del complesso del palazzo di Yıldız (Yıldız Sarayı): la seconda e la terza sezione dell’edificio furono aggiunte per accogliere il Kaiser in occasione della sua prima e seconda visita. 

La fontana sigillò l’amicizia tra i due imperatori e il 27 gennaio 1901 con una imponente cerimonia fu inaugurata in piazza Sultanahmet: era il giorno del compleanno di Wilhelm II.

Il monumento oggi cattura lo sguardo di noi turisti, incantati da quel sincretismo di stili e avvolti dai suoni e dai profumi della città. Istanbul nasconde segreti in ogni vicolo, e ogni palazzo racconta la storia di un impero che fu a lungo temuto dall’Europa, ma che da sempre esercita un fascino irresistibile sull’Occidente.

La Fontana Tedesca di Istanbul. Guglielmo II e il sogno d’Oriente ultima modifica: 2026-10-02T20:22:16+02:00 da JENNY CAPPELLIN
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