“Al tizio del piano di sopra”, di Charles Simic

scritto da GUIDO MOLTEDO

Capo di tutti i capi dell’universo.

Signor so-tutto, burattinaio intrigante,

e qualsiasi altra cosa tu sappia fare.

Avanti, smazza i tuoi zero questa notte.

Intingi nell’inchiostro code di comete.

Graffetta la notte con luci di stelle.

 

Meglio per te sarebbe leggere nei fondi di caffè,

o sfogliare l’Almanacco dell’Agricoltore.

Ma no! Ti piace darti arie,

e coltivare la tua rinomata serenità

mentre siedi alla grande scrivania

con niente di niente nel vassoio

della corrispondenza in arrivo o in partenza,

e tutta quell’eternità disseminata intorno.

 

non ti fa accapponare la pelle

sentirli supplicare in ginocchio,

farfugliando tenere parole come se tu

fossi una bambola gonfiabile a grandezza naturale?

Di’ loro di rimettersi in sesto e andare a letto.

Basta fingerti troppo occupato per notarlo.

 

Le tue mani sono vuote e così i tuoi occhi.

Niente su cui apporre la tua firma,

anche se tu sapessi quale nome darti,

o credessi a quelli che continuo a inventare

mentre per te scarabocchio quest’appunto nel buio.

“Al tizio del piano di sopra”, di Charles Simic

“Al tizio del piano di sopra”, di Charles Simic ultima modifica: 2016-12-18T05:44:17+00:00 da GUIDO MOLTEDO