“Chìnati, Ti devo sussurrare all’orecchio qualcosa”, di Josif Brodskij

scritto da Studio MAB21

Chìnati, Ti devo sussurrare all’orecchio qualcosa:
per tutto io sono grato, per un osso
di pollo come per lo stridio delle forbici che già un vuoto
ritagliano per me, perché quel vuoto è Tuo.
Non importa se è nero. E non importa
se in esso non c’è mano, e non c’è viso, né il suo ovale.
La cosa quanto più è invisibile, tanto più è certo
che sulla terra è esistita una volta,
e quindi tanto più essa è dovunque.
Sei stato il primo a cui è accaduto, vero?
E può tenersi a un chiodo solamente
ciò che in due parti  uguali non si può dividere.
Io sono stato a Roma. Inondato di luce. Come
può soltanto sognare un frammento! Una dracma
d’oro è rimasta sopra la mia rètina.
Basta per tutta la lunghezza della tenebra.

“Chìnati, Ti devo sussurrare all’orecchio qualcosa”, di Josif Brodskij

“Chìnati, Ti devo sussurrare all’orecchio qualcosa”, di Josif Brodskij ultima modifica: 2017-09-06T12:02:05+00:00 da Studio MAB21