“Magari c’è un treno”, di Paolo Agrati

scritto da GUIDO MOLTEDO

Certe opinioni andrebbero ignorate
pensavo, come le erbacce cresciute
ai bordi delle strade di campagna.

Sono trecentomila mi disse
lo sbirro quell’alba in Liguria
perché stai dormendo sulla spiaggia.

Le pare che con in saccoccia
trecentomila lire, idiota
avrei dormito qui sulla spiaggia?

Ora il mattino impiglia agli stivali
sporcati dal freddo della scighera.
E’ il tempo dei regali di Natale

di contare i rabberci nel cappotto.
Di stringere la mano al vicino
il cialtrone del piano di sotto.

(Mio padre adorava il presepe
con gli uomini di gesso, chissà se
mi pensa, dove si trova adesso).

E’ tempo di cercare un arcobaleno
mi hanno detto che ce n’è sempre uno
da qualche parte. Pensavo magari
c’è un treno, domani sul presto, che parte.

“Magari c’è un treno”, di Paolo Agrati

“Magari c’è un treno”, di Paolo Agrati ultima modifica: 2016-12-22T00:46:41+00:00 da GUIDO MOLTEDO

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO: