Politically Correct
Una rubrica di Matteo Angeli
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basta un bacio

scritto da MATTEO ANGELI

Basta un bacio per innescare la rabbia omofoba. Venerdì 29 luglio a Bogotá una coppia di uomini è stata accerchiata da un gruppo di donne infuriate, che ha minacciato di linciarli. La colpa dei due ragazzi? Essersi baciati nel parco antistante. 
La scena è stata ripresa in un video divenuto presto virale. In esso si vede un raggruppamento di persone intimare alla coppia di andarsene. Si sente una donna gridare: “In questo quartiere non ammettiamo che si faccia sesso nel parco, soprattutto non davanti ai bambini”. Una delle due vittime risponde allora: “Ma quale sesso?”, affermando che lui e il suo compagno si erano solo baciati. Intanto un’altra donna è ripresa mentre agita con furia un bastone, cercando di picchiare i due ragazzi. 

“Due ragazzi gay si sono baciati in un parco. Alla fine uno dei due è stato colpito”, ha dichiarato uno dei testimoni dell’aggressione, alla quale hanno assistito vari membri del vicinato. 

La coppia ha denunciato l’incidente all’ufficio di David Alonzo, direttore del dipartimento per la diversità sessuale di Bogotá, il quale ha confermato che il caso è oggetto di un’indagine. 

Intanto Juan Pablo Jaramillo, noto influencer colombiano, ha organizzato una riposta pacifica all’aggressione. Domenica 31 luglio ha invitato gli abitanti della capitale colombiana a riunirsi nel luogo dell’assalto per un “besatón”, una “maratona del bacio”. “Baciamoci tutti come forma di protesta pacifica”, l’invito dell’influencer. 

Centinaia di persone hanno riempito il parco Salitre, baciandosi, sventolando bandiere, danzando e cantando per celebrare la forza della comunità Lgbt e il diritto dei due ragazzi (anche loro presenti) di baciarsi pubblicamente. 

“I baci sono un gesto di affetto, non un crimine”, “vogliamo poterci baciare senza essere controllati”, c’era scritto su alcuni cartelli esposti durante la manifestazione. 

Non è la prima volta che gli abitanti della capitale colombiana rispondono con un “besatón” alla violenza omofoba. Già nel 2019 si era tenuta una protesta simile in seguito all’aggressione da parte di un bigotto di una coppia gay che si teneva per mano e si abbracciava. 

In materia di diritti Lgbt, la Colombia è uno dei paesi più avanzati dell’America latina. Ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel 2016 e le famiglie omogenitoriali hanno gli stessi diritti di quelle eterosessuali quando si tratta di adozioni. 

Claudia López, che è la prima sindaca donna e lesbica di Bogotá, ha preso la parola su Twitter per denunciare “l’atto omofobo e violento” nel parco. “Lo rifiutiamo con forza!”, “Lotteremo fino a quando l’uguaglianza sarà la norma” ha affermato la Alcaldesa.

Nel frattempo episodi analoghi si moltiplicano sulle spiagge italiane. Il 1° agosto La Stampa denunciava in un articolo intitolato “Chi ha paura di un bacio gay?” la vicenda di due fidanzati gay cacciati da uno stabilimento balneare del litorale pisano, “colpevoli” di essersi baciati sulla spiaggia. “Certe cose non si fanno davanti ai bambini”, avrebbe lamentato la proprietaria del bagno.

Sorte ancora peggiore è toccata in giugno a Tirrenia a due ragazzi, accerchiati da due padri di famiglia che li hanno minacciati dicendo: “Se continui così ti prendo a calci, andate in bagno a fare quello che vi pare, ma qui all’aperto no, fate come dio comanda che ci sono dei bambini”. 

Contro queste manifestazioni d’odio, a quando un “besatón” all’italiana?

basta un bacio ultima modifica: 2022-08-03T11:56:12+02:00 da MATTEO ANGELI