Politically Correct
Una rubrica di Matteo Angeli
Condividi
PDF

corrida della vergogna

scritto da MATTEO ANGELI

Corrida, adieu! È l’appello di trentasei parlamentari francesi (la maggior parte membri della maggioranza di governo) comparso domenica scorsa sul settimanale Journal du dimanche. Primi firmatari dell’editoriale sono due veterinari, Loïc Dombreval, deputato, e Arnaud Bazin, senatore. L’iniziativa riapre un antico dibattito, in un momento in cui, in Francia, la condizione animale è sotto i riflettori della politica e dell’opinione pubblica. 

Oltralpe, il benessere animale sta compiendo passi avanti concreti. A partire dal 2022, saranno vietate le orrende pratiche della triturazione dei pulcini maschi ancora vivi e della castrazione senza anestesia dei maialini. Inoltre, a fine gennaio, l’assemblea nazionale ha votato una proposta di legge contro il maltrattamento degli animali, che arriverà in senato dopo la pausa estiva. Tra le misure in discussione: la fine dello sfruttamento degli animali selvatici nei circhi e la chiusura dei delfinari. Il testo però, non menziona l’abolizione della corrida, che resta tabù, nonostante essa sia un caso emblematico delle violenze che l’uomo infligge agli animali. 

“È inaccettabile che questi spettacoli si tengano ancora, in totale impunità, in alcune regioni francesi, in nome di una presunta tradizione locale… La corrida è una pratica barbara e non è degna del paese civilizzato di cui noi siamo i rappresentanti”, lamentano gli esponenti politici firmatari dell’appello. In Francia, gli atti di crudeltà contro gli animali sono sanzionati con una pena di due anni di reclusione e 30mila euro di multa. Tuttavia, la corrida fa eccezione, in quanto “tradizione locale ininterrotta”. 

Nel 2000, la corte di appello di Tolosa ha delimitato questa pratica a una zona ben precisa del sud della Francia, nelle regioni a forte tradizione taurina. Si tratta di un business importante, da quaranta milioni di euro l’anno, al punto che nel 2012 il consiglio costituzionale si è preso la briga di ribadire che esso sarebbe conforme alla costituzione francese. 

Un’ipocrisia, secondo i trentasei parlamentari anti-corrida, in contrasto con gli sforzi della Francia “per recuperare il ritardo accumulato dopo anni di disprezzo per la condizione animale”. E contraria al sentire della stragrande maggioranza dei francesi. Secondo un sondaggio commissionato dalla Fondazione Brigitte Bardot nel 2019, il 74 per cento dei francesi sarebbe infatti favorevole a vietare la corrida, e l’82 per cento di loro sarebbe d’accordo a condannare ogni atto di violenza verso gli animali su tutto il territorio nazionale, senza eccezioni per la corrida. 

“La Francia deve rimettere in discussione questo diritto acquisito alla sofferenza animale”, si legge nell’appello. Cile, Argentina, Cuba e Uruguay lo hanno già fatto. E in Europa, c’è l’esempio della Catalogna, che nel 2010 ha avuto il coraggio di votare contro tale pratica. 

“Chiediamo il divieto degli spettacoli che mettono in scena la tortura e l’uccisione degli animali, senza alcuna eccezione”, scrivono i parlamentari, i quali, consci del tempo che una tale modifica del codice penale potrebbe comportare, aggiungono : “Domandiamo che sia vietato fin da subito l’acceso alle arene dei minori”. Un suggerimento ai colleghi senatori, che in settembre troveranno sui loro banchi la proposta di legge contro il maltrattamento degli animali. 

Resta tuttavia molto improbabile che una decisione in materia sia presa prima delle elezioni presidenziali del prossimo aprile. L’obiettivo sembra piuttosto essere d’inserire questo dibattito nell’imminente campagna elettorale e fare reagire l’opinione pubblica. I deputati macronisti sanno bene che arriva un momento in cui certe tradizioni non sono più in sintonia con la loro epoca. Come appunto la corrida, ormai fuori tempo massimo. 

corrida della vergogna ultima modifica: 2021-08-08T14:44:28+02:00 da MATTEO ANGELI