Politically Correct
Una rubrica di Matteo Angeli
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Figli del reato

MATTEO ANGELI

In Italia l’omogenitorialità è il nuovo fronte della guerra ai diritti LGBTQ+. Il governo ha preso come pretesto una sentenza della corte di cassazione a sezioni unite, la numero 38162 del 30 dicembre scorso. Secondo questa decisione, un sindaco non può trascrivere direttamente l’atto di nascita dei bambini nati all’estero attraverso la gestazione per altri. Il genitore intenzionale – cioè quello non biologico – deve invece chiedere il riconoscimento attraverso l’adozione in casi particolari. Può quindi essere identificato in quanto padre solo mediante l’approvazione di un giudice. 

Il 19 gennaio scorso, il ministero dell’Interno, guidato da Matteo Piantedosi, ha emesso una circolare diretta ai prefetti, attirando la loro attenzione sullo stop della Cassazione e invitandoli a “fare analoga comunicazione ai Sigg.ri Sindaci, al fine di assicurare una puntuale ed uniforme osservanza degli indirizzi giurisprudenziali espressi dalle Sezioni Unite negli adempimenti dei competenti uffici”.

In marzo il prefetto di Milano, Renato Saccone, ha applicato la circolare andando oltre il suo obiettivo dichiarato. Ha chiesto a Beppe Sala, sindaco di Milano, di sospendere la registrazione dei certificati anagrafici con due genitori dello stesso sesso, non solo per i bambini nati con gestazione per altri al di fuori del nostro paese, ma anche nei casi dei figli di due madri nati in Italia attraverso fecondazione eterologa, che richiede cioè l’utilizzo di gameti (nel caso specifico spermatozoi) donati da individui esterni alla coppia.

In questi mesi, in diverse città italiane un tribunale ha annullato il riconoscimento dei figli di coppie gay. In quest’escalation, giovedì 15 luglio la procura di Padova ha impugnato gli atti di nascita di ben trentatré figli di coppie di due madri, ovvero tutti quelli registrati dal 2017 a oggi dal sindaco Sergio Giordani. La procura punta il dito contro il fatto che in Italia la fecondazione eterologa è consentita solo alle coppie eterosessuali, conviventi o sposate. In questo modo il prefetto di Padova chiede al tribunale di rettificare i certificati di nascita di questi bambini, togliendo l’indicazione della madre non biologica come secondo genitore. 

Con tutti i problemi che ne conseguiranno: il genitore intenzionale avrà bisogno di una pila di deleghe per accompagnare il figlio a scuola, dal medico, in vacanza e saranno necessarie una serie di scritture private, a partire da quelle per nominarlo tutore nel caso in cui l’altro genitore venga a mancare.

Eugenia Maria Roccella, la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, fa spallucce di fronte alle conseguenze drammatiche legate alla retroattività di questa iniziativa. Ha dichiarato che la soluzione per le famiglie che rischiano di vedere uno o entrambi i genitori cancellati dall’atto di nascita è “seguire la procedura adottiva”, ovvero quella che viene definita “stepchild adoption”. Si tratta dell’adozione consentita in casi particolari al genitore non biologico. Un percorso lungo, complicato, umiliante e oneroso. 

Due su tre fattispecie di famiglie omogenitoriali italiane saranno d’ora in poi obbligate a ricorrere alla stepchild adoption: due padri di figli nati con gestazione per altri all’estero e due madri di figli nati in Italia, mediante fecondazione eterologa fatta all’estero. I sindaci dovrebbero invece poter continuare a trascrivere all’anagrafe i figli nati all’estero da una coppia di donne, mediante fecondazione eterologa. Si tratta di un caso relativamente raro, sul quale però la Cassazione si è pronunciata più volte, dicendo che questi atti di nascita stranieri devono essere trascritti. 

Commentando la decisione della procura di Padova la storica leader del radicalismo liberale Emma Bonino ha parlato di “un clima di persecuzione contro le famiglie arcobaleno”. L’azione delle procure è influenzata dalla maggioranza di governo. “Basta mettere in fila tutto quello che sta succedendo”, dice Bonino, con riferimento alla recente decisione del parlamento di cominciare l’iter per rendere la gestazione per altri un reato universale, cioè perseguibile anche se praticata all’estero.

“È una norma palesemente in contrasto con il codice penale e con gli obblighi di diritto internazionale. Di sicuro è un atto politico odioso nei confronti di bambine e bambini che si sentiranno definiti dallo Stato come figli di un reato universale. Una volta c’erano i figli del peccato e ora i figli del reato”, è la condanna della fondatrice di +Europa.

Il governo per vincere la guerra della propaganda non ha nemmeno bisogno di portare in porto la legge contro la gestazione per altri – che peraltro è già illegale in Italia. Il semplice martellare con queste proposte ha per la destra italiana un duplice vantaggio. Da un lato, soddisfa le pulsioni della parte più conservatrice del proprio elettorato. Dall’altro confonde le opposizioni, irrimediabilmente divise su un tema così sensibile. 

Figli del reato ultima modifica: 2023-06-28T22:18:46+02:00 da MATTEO ANGELI
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