Politically Correct
Una rubrica di Matteo Angeli
Condividi
PDF

il diritto all’aborto divide l’America

scritto da MATTEO ANGELI

Il Texas fa a pezzi il diritto delle donne di disporre del proprio corpo. Da mercoledì, nel secondo stato più grande d’America, è entrata in vigore la Senate Bill 8. Questa legge vieta l’interruzione di gravidanza dopo sei settimane di gestazione, compresi i casi in cui la donna è vittima d’incesto o stupro. Unica eccezione: un’emergenza medica certificata da un dottore.

La norma è nota anche come heartbeat bill, “legge del battito cardiaco”, perché proibisce l’aborto dal momento in cui il personale sanitario identifica un’attività “cardiaca” nell’embrione, solitamente a partire dalle sei settimane. In realtà, a questo punto della gravidanza non esiste ancora un organo cardiaco vero e proprio. In ogni caso, in tal modo, si rende impossibile la maggior parte degli aborti. Prima delle sei settimane di gravidanza infatti, la donna spesso non sa di essere incinta e, per di più, è difficile riscontrare malformazioni fetali. 

Il governatore repubblicano Greg Abbott aveva firmato la legge già in maggio. Il definitivo via libera è arrivato nella notte di mercoledì. La corte suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta di fermare l’entrata in vigore della heartbeat bill. Cinque membri – compresi i tre nominati da Donald Trump – hanno votato contro il ricorso d’urgenza delle organizzazioni che chiedevano di bloccare la legge, quattro a favore. Questi ultimi sono i tre giudici di nomina democratica e il presidente della corte, John Roberts, scelto nel 2005 da George W. Bush. 

Comincia ora la caccia alle streghe. La nuova norma prevede difatti che qualunque privato cittadino possa denunciare i medici che praticano l’aborto, ma anche ogni altra persona che assiste una donna nell’ottenere l’interruzione della gravidanza. Personale sanitario, consultori, familiari, amici: tutti potrebbero potenzialmente essere denunciati. 

Le Senate Bill 8 è un attacco frontale a un diritto che negli Stati Uniti esiste da ormai cinquant’anni. Nel 1973, una sentenza della corte suprema, la Roe v. Wade, ha reso legale l’aborto a livello federale. Tuttavia, non c’è un’unica legge che ne regoli le modalità su tutto il territorio. Ogni stato ha le proprie regole e ultimamente, i repubblicani stanno cercando con veemente insistenza di ridimensionare questo diritto. 

L’aborto è da sempre un tema centrale nella politica statunitense, che tocca le convinzioni profonde degli elettori e sul quale si giocano molte campagne elettorali. Ora i repubblicani vedono una finestra d’opportunità per ribaltare lo status quo. In Arkansas, Florida, Kentucky, Louisiana, Oklahoma e Ohio, South Carolina, South Dakota, gli esponenti politici conservatori pensano a replicare la legge texana. Il 2021 è già un anno record, in negativo. Diciannove stati americani hanno finora introdotto novantasette restrizioni alla pratica dell’aborto.

I democratici di Joe Biden cercano disperatamente di contenere l’onda anti-abortista. Le opzioni a loro disposizioni sono però risicate. Nancy Pelosi, la leader alla Camera dei rappresentanti ha annunciato che la maggioranza democratica voterà tra qualche settimana a favore di una legge che proteggerà a livello federale il diritto delle donne ad abortire. 

Puntando poi il dito contro il comportamento della corte suprema riguardo alla decisione sul Texas, i democratici ne hanno approfittato per rilanciare una vecchia proposta: espandere la corte da nove a tredici seggi. Questo permetterebbe a Biden di nominare quattro giudici liberal e ristabilire l’equilibrio politico nel massimo tribunale federale. 

Il problema però sono gli equilibri al Senato, dove i democratici hanno cinquanta esponenti e la maggioranza solo grazie al voto della vicepresidente Kamala Harris. Troppo poco per evitare la pratica del filibuster, l’ostruzionismo che consente alla minoranza di evitare l’approvazione di una legge. Ci vorrebbero almeno sessanta voti. Questi numeri sono soggetti a cambiare l’anno prossimo con le elezioni di medio termine, con le quali verranno rinnovati trentaquattro seggi al Senato. C’è da aspettarselo, la campagna si farà anche sul diritto all’aborto. 

il diritto all’aborto divide l’America ultima modifica: 2021-09-05T17:17:35+02:00 da MATTEO ANGELI