Politically Correct
Una rubrica di Matteo Angeli
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La peggior legge anti-trans d’America

MATTEO ANGELI

Il Kentucky è uno stato oltremodo rosso, che nel 2020 Donal Trump conquistò con ben 26 punti di vantaggio sul suo avversario. Da qualche giorno questa parte d’America è diventata la nuova frontiera della crociata conservatrice contro le persone LGBTQ+. Nulla ha potuto Andy Beshear, il governatore del Kentucky, un democratico, che aveva posto il veto su una proposta di legge che prende di mira i giovani trans. Mercoledì i legislatori repubblicani, che dominano entrambi i rami del parlamento statale, hanno annullato il suo stop. Una mossa che dà di fatto via libera all’entrata in vigore della contestata norma. Ora solo i tribunali potranno rallentarne o impedirne l’applicazione.

La “Senate Bill 150” nasce come una delle centinaia di proposte di legge anti-LGBTQ+ che i repubblicani stanno introducendo a ogni livello amministrativo in America. Il suo obiettivo iniziale era molto più ristretto rispetto al testo che è stato approvato nei giorni scorsi. Si voleva proibire alle scuole di richiedere o raccomandare agli insegnanti di riferirsi agli studenti trans usando il loro pronome di elezione (quello che fa riferimento al genere in cui s’identificano e non al sesso assegnato alla nascita). Inoltre si proponeva d’introdurre l’obbligo per le scuole d’informare i genitori quando durante una lezione vengono toccati temi legati alla sessualità. 

Il relatore della legge, il repubblicano Max Wise, ha accolto più che di buon grado gli emendamenti dei colleghi repubblicani, che hanno trasformato la “Senate Bill 150” nella peggior legge anti-trans degli Stati Uniti. 

La nuova norma, così come emendata, vieta innanzitutto ogni cura di affermazione di genere per gli adolescenti dello stato. Non sono solo gli interventi chirurgici a essere messi al bando, ma anche le terapie ormonali e ogni tipo di farmaco in grado di posticipare o rallentare la pubertà. Al personale medico del Kentucky viene espressamente vietato di “rimuovere ogni parte del corpo o tessuto sano o non non danneggiato”, se lo scopo è legato alla transizione di genere.

La legge suona come una condanna anche per coloro che stanno seguendo una terapia ormonale  o assumendo un farmaco bloccante della pubertà. Il testo approvato a maggioranza repubblicana intima di “bloccare immediatamente” il trattamento, a meno che fare ciò non “causi un danno” al paziente. In quest’ultimo caso, al personale medico è chiesto di ridurre progressivamente fino a zero il dosaggio.

La “Senate Bill 150” non solo priva i giovani trans e le loro famiglie del loro diritto a intraprendere un percorso di affermazione di genere, ma cancella le loro identità dallo spazio pubblico. Viene espressamente vietato agli studenti trans di utilizzare un bagno diverso dal loro sesso biologico. Un divieto che si aggiunge a quello già menzionato dei pronomi di elezione. 

In maniera ipocrita i promotori della legge ne hanno sostenuto l’introduzione dicendo che essa tutela i genitori e i loro figli. Ma che ne è dei ragazzi trans e delle loro famiglie? Come ha notato il governatore Beshear nel momento in cui ha messo il veto, la nuova norma “toglie ai genitori la libertà di prendere delle decisioni familiari personali” e “potrebbe comportare un aumento dei suicidi tra i giovani del Kentucky”.

Tragica in questo senso è la vicenda di Henry Berg-Brousseau, ventiquattrenne attivista trans dello stato che aveva lottato contro l’introduzione della “Senate Bill 150” e si è suicidato in dicembre. Sua madre è Karen Berg, una senatrice del Kentucky, membro del Partito Democratico. Secondo quanto ripotato dal New York Times, mercoledì la senatrice Berg ha denunciato in aula: “Dire che si tratta di una legge che protegge i bambini è completamente falso… E definirla una legge sui diritti dei genitori è un affronto assolutamente spregevole nei miei confronti”.

La norma del Kentucky non se la prende solo con gli studenti trans, ma vieta che “ogni giovane, indipendentemente dalla classe che frequenta” sia sottoposto a una lezione sull’“identità di genere, l’espressione di genere o l’orientamento sessuale”. È una legge “non dire gay” sul modello di quella adottata per la prima volta in Florida un anno fa. Ma che va molto più in là, perché la legge della Florida bandisce questo tipo d’insegnamento “solo” fino alla terza elementare, mentre quella del Kentucky vieta di fatto di parlare a scuola d’identità di genere o orientamento sessuale fino alla maggiore età. 

È l’ennesima tappa nella crociata anti-LGBTQ+ del Partito Repubblicano, che ha scelto scientemente di cercare di riconquistare l’America soffiando sul fuoco dell’omofobia e della transfobia. Meschinamente i conservatori copiano la strategia del loro leader “il bullo in capo” Donald Trump. Se la prendono con una categoria di giovani già di per sé vittima della discriminazione. La loro è una strategia tutta a suon di colpi bassi, che porta indietro ogni volta un po’ di più le lancette della storia.

La peggior legge anti-trans d’America ultima modifica: 2023-03-31T16:43:23+02:00 da MATTEO ANGELI
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