Politically Correct
Una rubrica di Matteo Angeli
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Meloni, mettiti in gioco

scritto da MATTEO ANGELI

Ciao Giorgia, vieni a giocare con noi? È la provocazione lanciata dai giudici “fissi” di Drag Race Italia, ovvero la drag queen campana Priscilla, l’attrice e presentatrice Chiara Francini e il conduttore e influencer Tommaso Zorzi. I tre sono stati confermati al timone della seconda stagione italiana del fortunato reality nato negli Stati Uniti. L’appuntamento è per il 20 ottobre, quando Drag Race Italia tornerà in onda su Discovery+. Quest’anno il format diventa ancora più ambizioso: le concorrenti saranno dieci e non più otto e le puntate aumenteranno da sei a otto. 

In un’intervista a Vanity Fair, che ha svelato in anteprima il cast della nuova stagione, alla domanda “Un politico che inviterebbe nel programma”, Chiara Francini ha risposto:

Se Giorgia Meloni accettasse, significherebbe che si mette in gioco.

E Priscilla ha rilanciato:

Concordo: vorrei farle vivere l’esperienza drag dal punto di vista umano, perché ascoltasse cosa hanno provato quelle di loro cacciate di casa per il loro orientamento, da genitori ispirati da una politica sulla famiglia tradizionale. Forse non conosce tutto questo o non vuole conoscerlo.

Stesso ragionamento per Tommaso Zorzi:

Porterei nel backstage quella parte di politica un po’ conservatrice, che limita i diritti. Decidere le preferenze sessuali altrui è inaccettabile, un gesto vigliacco e arrogante. E, se mascherato da morale cattolica, mi sembra una bestemmia: non sei Dio. Io credo nel karma e se agissi come loro avrei strizza svegliandomi al mattino.

Drag Race Italia è la “sorellina” italiana di un vero e proprio fenomeno dell’intrattenimento televisivo, che negli Stati Uniti ha portato la cultura drag dai club underground ai salotti della middle class americana. Spopolando. 

RuPaul’s Drag Race è un’emissione che nasce negli Stati Uniti, nel 2009. Qui il conduttore principale è RuPaul Andre Charles, drag queen, cantante e attore che cominciò a farsi conoscere sulle scene dei club newyorchesi negli anni Novanta – al punto da guadagnarsi l’appellativo di “Regina di Manhattan” – e diventato oggi massima icona dello show business americano. Accompagnato da un panel di giudici fissi e da altri che sono invece “ospiti” –  perché variano da puntata a puntata – RuPaul va alla ricerca della “America’s next drag superstar”, la nuova regina americana del drag. È un concorso che vede fronteggiarsi un drappello di drag queen, che diminuisce di numero di puntata in puntata. Esse si sfidano a passi di danza, prove canore e servizi fotografici. Devono dimostrare le loro doti artistiche e teatrali in vari campi, dalla recitazione, al trucco, fino alla realizzazione degli spesso elaboratissimi abiti che indossano. E ovviamente, cruciale è la loro capacità di far ridere il pubblico a casa.

Quella delle drag queen è una vera e propria arte, nata quando la comunità LGBTQ+ era ancora costretta a nascondersi. È anche per questo che, al di là delle risate, il format veicola un messaggio profondo. Il programma alterna performance artistiche a momenti intimi, in cui le concorrenti si raccontano, spiegando al pubblico le avversità alle quali sono state confrontate. È quindi un modo per far conoscere e normalizzare la diversità.

Negli Stati Uniti – e non solo – lo show ha innescato una vera e propria mania tra i telespettatori. 772mila americani si sono connessi per guardare la finale nel 2021 (quest’anno erano invece 697mila). Il programma ha fatto incetta di Emmy Awards. Per ora il format è già stato esportato in Australia, Nuova Zelanda, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Francia, Germania, Italia, Messico, Paesi Bassi, Filippine, Spagna, Svezia, Tailandia e Regno Unito. 

Tra le celebrità che negli Stati Uniti hanno calcolato il palcoscenico dello show in quanto “guest judge”, giudice ospite, ci sono pure star del calibro di Lady Gaga, Nicki Minaj, Cameron Diaz e Naomi Campbell. Si tratta di un esercizio al quale si sono sottoposte con piacere anche due delle donne più importanti della politica americana, Nancy Pelosi e Alexandria Ocasio-Cortez. 

In questo contesto, Drag Race Italia è un po’ un anomalia. Rispetto agli altri stati in cui il programma va in onda, il nostro paese è più arretrato sulle questioni LGBTQ+ e perciò il format ha potenzialmente più difficoltà ad attecchire. Ma, proprio per questo, per il pubblico italiano la trasmissione è anche un’occasione per mettersi in gioco. Per liberarsi, con una risata, dei propri pregiudizi. Per trattare in maniera leggera temi che non lo sono. Meloni accetterà di partecipare al programma? È improbabile, nonostante la prospettiva sia suggestiva. In ogni caso, non è del tutto irrealistico immaginare la leader di Fratelli d’Italia, nel segreto del suo salotto, incollata allo schermo a guardare la stagione due. Forse la Drag Race mania contagierà anche lei. Speriamo. 

A sinistra, Alexandria Ocasio-Cortez, giudice ospite di RuPaul’s Drag Race nel 2020

ORGOGLIO ARCOBALENO

di Matteo Angeli

2022 – ytali editore

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Meloni, mettiti in gioco ultima modifica: 2022-10-01T12:55:56+02:00 da MATTEO ANGELI