Politically Correct
Una rubrica di Matteo Angeli
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self-id

scritto da MATTEO ANGELI

Self-id, o autodeterminazione di genere, indica la possibilità per le persone transgender di ottenere il riconoscimento legale del proprio genere, senza diagnosi mediche o interventi chirurgici. L’assunto di base è che la disforia di genere – cioè il malessere percepito da un individuo che non si riconosce nel sesso assegnato alla nascita – non è una malattia mentale, come anche riconosciuto dall’Oms nel 2018. 

La Spagna s’appresta a diventare il primo grande paese europeo a introdurre l’autodeterminazione di genere. A fine giugno, infatti, il consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge per “l’uguaglianza reale ed effettiva delle persone trans e per la garanzia dei diritti delle persone Lgbt”, noto più semplicemente come “ley trans”. È una grande vittoria di Unidas Podemos, junior partner del governo spagnolo, e della ministra dell’uguaglianza Irene Montero, che hanno fortemente voluto questa norma. 

Ci vorranno però ancora dei mesi per arrivare all’ok finale: la proposta dovrà passare da un’audizione pubblica, un’altra approvazione del governo e il voto della camera bassa del parlamento. Ma lo scoglio maggiore – la ritrosia di alcuni esponenti del partito socialista, azionista di maggioranza dell’esecutivo – è stata superato. 

Con la nuova legge, le persone trans dai quattordici anni in su potranno cambiare sesso facendo semplicemente richiesta all’anagrafe, senza bisogno di una valutazione psicologica o di un trattamento ormonale. Su pressione dei socialisti, è stato stabilito che, per essere approvata, la richiesta dovrà essere ripetuta dopo tre mesi. Inoltre, chi vorrà tornare indietro dovrà attendere almeno sei mesi. 

Non tutti sono soddisfatti. Alcune associazioni trans fanno pressione per un testo più ambizioso. Secondo la proposta attuale, infatti, c’è la possibilità di veder riconosciuto legalmente solo il sesso femminile e quello maschile. Restano quindi escluse le persone gender fluid e non binarie. E chi non è cittadino spagnolo. Per di più, i giovani tra quattordici e quindici anni avranno bisogno del consenso dei genitori per avanzare la richiesta. 

Mentre la Spagna è sul punto compiere questo importante passo avanti, il paese è stato sconvolto dall’omicidio di Samuel Luiz, uomo omosessuale di ventiquattro anni, massacrato a inizio luglio da tredici persone a La Coruña, in Galizia, nel nord-ovest della Spagna. Il tragico assassinio ha sconvolto la nazione e scatenato una serie di proteste in varie città tra le quali La Coruña, Madrid, Barcellona, Valencia e Bilbao.

In Spagna come altrove, la destra cavalca e fomenta l’odio Lgbt. Vox, il terzo partito più rappresentato in parlamento, ha dato battaglia al disegno di legge, accusandolo di essere “anti-umano” e bloccando una proposta iniziale che avrebbe permesso l’autodeterminazione di genere senza limiti di età. In maniera simile a ciò che sta accadendo in Italia, anche a sinistra c’è chi frena. Ad esempio, la socialista Carmen Calvo, fino a poco tempo fa vice-primo ministro, aveva espresso dubbi, dicendosi preoccupata che “il genere possa essere scelto esprimendo una semplice volontà o desiderio”. 

Lo scontro divide le società europee al loro interno e i vari stati membri, al punto che, parlando della recente legge anti-Lgbt ungherese, il primo ministro olandese Mark Rutte è arrivato a mettere in discussione l’appartenenza di Budapest all’Unione: “Si tratta di una questione fondamentale. Se cediamo, non siamo niente di più che un blocco commerciale e una moneta unica”. La battaglia è lungi dall’esser conclusa. 

self-id ultima modifica: 2021-07-24T13:47:03+02:00 da MATTEO ANGELI