Politically Correct
Una rubrica di Matteo Angeli
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uno sbattezzo liberale

scritto da MATTEO ANGELI

Mentre Silvio Berlusconi cerca di tenere Forza Italia compatta sull’opposizione al ddl Zan, la sua ex compagna Francesca Pascale – da tempo pubblicamente impegnata sul fronte delle battaglie Lgbt – ha annunciato in un’intervista a Repubblica di aver iniziato le pratiche per sbattezzarsi. Pascale ha motivato la sua decisione adducendo l’ingerenza del Vaticano di un mese fa, quando la Santa sede ha inviato al governo la famosa nota verbale in cui chiedeva di modificare il disegno di legge, perché limiterebbe le libertà dei suoi fedeli e delle scuole cattoliche. L’ex di Berlusconi è in buona compagnia: secondo l’Unione degli atei e dei cattolici razionalisti, in seguito alle indebite ingerenze vaticane ci sarebbe stato un boom di visite sulla pagina del loro sito dedicata allo sbattezzo.

Da un punto di vista più politico, nell’intervista a Repubblica Pascale s’è espressa a favore dell’adozione del ddl Zan nella sua forma attuale, senza le modifiche richieste dalla destra e da Italia Viva, dicendosi peraltro convinta che almeno metà dell’elettorato di Forza Italia la penserebbe come lei e che Berlusconi e Tajani dovrebbero lasciare libertà di voto ai parlamentari azzurri. Alla Camera sono solo cinque i forzisti che hanno osato contraddire la linea del partito: Elio Vito, Stefania Prestigiacomo, Renata Polverini, Matteo Perego e Giusi Bartolazzi. In Senato per ora è dato per certo solo il voto di Barbara Masini, che, in occasione della sua presa di posizione a favore del ddl, ha fatto pure coming out.

Su questi temi il partito s’è spaccato anche a Strasburgo, quando a inizio luglio il Parlamento europeo ha votato per condannare la recente legge ungherese che vieta la diffusione di materiale educativo sull’identità di genere e la presenza di persone Lgbt negli spot pubblicitari o in prima serata in tv. In quell’occasione, la delegazione ha votato sparpagliata: due a favore della condanna, quattro astenuti e un contrario. “Non avere assunto una netta posizione contraria sulla legge ungherese, per un partito come Forza Italia, che si dichiara liberale ed europeista, è grave. – tuonò allora Elio Vito – Non vorrei che sull’altare della federazione di centrodestra e delle manovre per il Quirinale, Forza Italia, arrivasse spoglia dei suoi valori e della sua tradizione. Eravamo nati liberali”.

Scegliere tra Orbán e von der Leyen è un dilemma che attanaglia ancora parte del centrodestra europeo, nonostante la formazione del leader ungherese abbia lasciato il Partito popolare europeo, la grande casa della destra moderata.

A livello nazionale, salvo le poche voci fuori dal coro, Forza Italia ha scelto senza troppi patemi di convertirsi all’oscurantismo salvinista, in barba all’autoproclamata fede liberale. Scelta eretica, per alcuni particolarmente difficile da digerire dopo l’assurda uscita di ieri del deputato leghista Claudio Borghi che, spazientito dalle telefonate dei giornalisti che gli domandavano se fosse vaccinato contro il Covid, ha twittato: “Perché questi eroi la prossima volta che intervistano un Lgbt non gli chiedono se è sieropositivo e se fa profilassi?”.

“Che vergogna!”, ha gridato il solito Vito, mettendo il partito in guardia dal fare una federazione con la Lega. E gli altri? Non gli si chiede di spingersi fino allo sbattezzo. Basterebbe “solo” un sussulto liberale. 

uno sbattezzo liberale ultima modifica: 2021-07-21T19:29:42+02:00 da MATTEO ANGELI