Zinga e la resistibile ascesa di Salvini

Le elezioni primarie del Pd sono state molto seguite dalla stampa internazionale. Tra i commenti interessante quello del direttore di Libération Laurent Joffrin che qui proponiamo ai nostri lettori
scritto da ytali

È un piccolo raggio di sole, come quello che si potrebbe vedere dal fondo del Vesuvio, dove si trova la sinistra italiana. Il Partito democratico, l’ex Partito comunista italiano, diventato un partito di sinistra classico, ha messo alla sua testa Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio. Niente di veramente sensazionale di per sé, per questa antica formazione che è più vicina alla rupe Tarpea che al Campidoglio. Ma questo leader regionale con una reputazione di bravo gestore è stato designato al termine di un’elezione primaria aperta; s’aspettavano circa un milione di elettori, oltre 1,7 milioni si sono presentati ai gazebo, mostrando una mobilitazione inaspettata.

Zingaretti vi vede il segno di una ripresa, “quando c’è chi stappa lo champagne se raggiunge trentamila voti su Internet”, riferendosi ai voti online organizzati dal Movimento cinque stelle, e che il triste giullare Beppe Grillo presenta come nec plus ultra della nuova democrazia. Zingaretti non fa presa sui social network, diventati il canale d’espressione privilegiato per il vice premier di estrema destra Matteo Salvini, e che trasmette più eruttazioni che idee.

Zingaretti s’è presentato con una “linea di sinistra”, in opposizione alla deriva decisamente liberale presa dal Pd sotto la guida dell’ex leader Matteo Renzi. Fa un discorso sociale ed ecologico che influisce sull’opinione, specialmente nelle aree diseredate dove il M5S ha fatto il volo prima di subire un calo drastico nelle ultime elezioni locali. La sua elezione coincide praticamente con la manifestazione contro il razzismo – e contro Salvini – svoltasi sabato scorso a Milano e che ha riunito oltre 200.000 persone.

In altre parole, sono i primi segni – tenui ma reali – di un sussulto della società civile e della sinistra contro il dominio ancora solido di Salvini e Di Maio, gli uomini forti del governo italiano.

La strada è ancora lunga e il nuovo leader della sinistra dovrà fare il suo debutto alle elezioni europee, dove il compito non sarà facile. Ma ovviamente, qualcosa in Italia resiste alle follie xenofobe e populiste-sovraniste. Come la resistibile ascesa di Arturo Ui, raccontata da Brecht, può esserla anche quella di Arturo Salvini.

La résistible domination d’Arturo Salvini

Zinga e la resistibile ascesa di Salvini ultima modifica: 2019-03-04T21:50:13+02:00 da ytali

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