#Farepace. A Venezia

Ospitiamo nella nostra città, che per tanto tempo è stata protagonista di pace, artisti delle diverse “parti”, facciamo incontrare i Musei, ospitiamo i teatri e la musica. Riapriamo le frontiere della mente mentre quelle dei territori sono sbarrate.
MAURIZIO CECCONI
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È ora e tempo.
È evidente che la guerra tra Russia e Ucraina non potrà avere un vincitore.
Non si potrà sconfiggere la Russia militarmente perchè è una potenza nucleare.
Non si potrà sconfiggere l’Ucraina perchè ciò significherebbe la sconfitta dell’Occidente altrettanto potenza nucleare.
Ed è evidente che la strategia di Israele di eliminare ogni pericolo ai suoi confini è altrettanto illusoria.

La guerra scatenata genererà solo odio e memoria per il popolo palestinese.
Così come è inaccettabile pensare ad una messa in discussione dell’esistenza stessa di Israele.

E allora?

Centinaia di migliaia se non milioni di morti, di feriti, di persone che soffrono, di sfollati…
E l’odio tra i popoli che aumenta a dismisura frutto della morte e della disperazione.
E un convincimento che entra nella testa delle persone: che la guerra è uno strumento normale per risolvere le divergenze e affermare le proprie scelte.

Intanto fuori dagli scenari di guerra il silenzio su come ritrovare la pace.
E non si può più nemmeno ragionare sulle cause dei conflitti perchè le armi fanno superare ogni riflessione e spostano di continuo l’obiettivo più in là, generando l’inutilità del passato.

Claire Desiardins, Made Up My Mind

Venezia è una città che per tanto tempo è stata protagonista di pace.

E la cultura non può che essere quel sottile filo che porta con i gesti, la storia, le parole, il pensiero, le idee a parlarsi, a stabilire un contatto.
E allora diamo fiato a questa possibilità.

Ospitiamo nella nostra città artisti delle diverse “parti”, facciamo incontrare i Musei, ospitiamo i teatri e la musica.
Riapriamo le frontiere della mente mentre quelle dei territori sono sbarrate.

Non faccio proposte concrete solo perché so quanto esse vadano costruite con prudenza, moderazione e capacità di mediazione.
Ma vi sono, possono esservi.
Bisogna passare dal silenzio alla parola, dalla rabbia all’ascolto, dalla paura al coraggio.
Ed è il coraggio di pace di cui c’è bisogno.
Di cui Venezia può essere umilmente protagonista.

Immagine di copertina: arcobaleno di Justyn Warner, Unsplash

#Farepace. A Venezia ultima modifica: 2024-09-29T16:32:11+02:00 da MAURIZIO CECCONI
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3 commenti

Ernesto L. Francalanci 29 Settembre 2024 a 16:59

Se mi comunichi il tuo account mi permetto di farti inviare dal comune amico Pier Luigi Olivi una mia indiretta risposta al tuo appello morale

Reply
Alfredo Saggioro 29 Settembre 2024 a 17:04

Anche se potrebbe sembrare una proposta utopica, credo che ci sia una verità difficilmente confutabile che solo la cultura può far fare un salto di qualità ai pensieri e al sentire delle persone. Venezia sarebbe un ottimo palcoscenico e incominciare ad allargare questa idea per farla diventare una “permanente” nel museo della città, potrebbe contribuire a far germogliare propositi di Pace, non solo all’est o in medio oriente, ma ovunque nel mondo. Un ONU per la cultura della pace nel mondo.

Reply
Piero Gallo 30 Settembre 2024 a 8:07

Farenaith 451.
Verso tutto il quotidiano che inquina
Sconfiggere la subcultura

Reply

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