Ali Larijani

REDAZIONE
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Un raid è stato condotto da Israele nella notte contro Ali Larijani, il capo del Consiglio di sicurezza iraniano. Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane, secondo cui al momento non è chiaro se Larijani sia rimasto ucciso o ferito.

La sua presenza pubblica era discreta dopo gli anni in cui occupava incarichi di primo piano. Una parabola politica, la sua, offre un paradigma delle dinamiche interne della Repubblica Islamica, dove il potere spesso si sposta dai ruoli formali alle strutture informali e agli organismi consultivi che plasmano le decisioni strategiche. Ali Larijani incarna questo passaggio: non più sulla scena principale, ma ancora profondamente inserito nei meccanismi decisionali del sistema.

Nato nel 1957 a Najaf all’interno della influente famiglia Larijani, egli appartiene a un’élite politico‑religiosa che ha ricoperto posizioni di rilievo nella magistratura, nella diplomazia, nell’accademia e nelle istituzioni strategiche della Repubblica Islamica. Questo retroterra familiare rappresenta una delle chiavi per comprendere la sua resilienza politica e la sua capacità di muoversi in contesti complessi. L’appartenenza a un ambiente clericale e istituzionale consolidato, unita a un percorso formativo che va dalla matematica alla filosofia occidentale, ha contribuito a definire la sua immagine di politico analitico, metodico e capace di coniugare fedeltà ideologica e pragmatismo.

La sua ascesa è stata graduale ma costante. Alla guida dell’emittente nazionale IRIB per un decennio, Larijani ha avuto la possibilità di influenzare il discorso pubblico in un periodo di profonde trasformazioni politiche interne. Successivamente, da segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale e negoziatore del dossier nucleare, ha adottato un approccio più razionale e negoziale rispetto a quello dell’allora presidente Ahmadinejad, con cui non a caso sono emerse divergenze che hanno portato alle sue dimissioni. La lunga esperienza come presidente del Parlamento, dal 2008 al 2020, ha consolidato la sua immagine di mediatore tra le diverse correnti del conservatorismo iraniano, capace di dialogare con i tecnocrati moderati senza mai allontanarsi dalle linee fondamentali del sistema.

La svolta più rilevante degli ultimi anni è stata la sua esclusione dalla corsa presidenziale del 2021, una decisione inattesa e letta dagli osservatori come un segnale dei nuovi equilibri interni, favorevoli alle correnti più rigide del conservatorismo. Tuttavia, questa esclusione non ha comportato un suo allontanamento dal potere. Al contrario, Larijani continua a svolgere un ruolo significativo attraverso il Consiglio per il Discernimento dell’Interesse del Sistema, uno degli organismi più importanti nell’architettura istituzionale iraniana, dedicato alla risoluzione di controversie e alla consulenza strategica ai vertici dello Stato.

In questa nuova fase, la sua funzione può essere definita come quella di un “riserva strategica”: un politico esperto, con una conoscenza profonda delle istituzioni e delle dinamiche di potere, che rimane disponibile in caso di esigenze future o di eventuali ricalibrazioni politiche. In un contesto segnato da pressioni economiche, tensioni sociali e sfide internazionali, la figura di Larijani rappresenta una possibile opzione per un cambio di tono o una fase di maggiore pragmatismo, qualora la leadership decidesse di adottare una linea meno rigida.

Il suo percorso conferma un tratto caratteristico della politica iraniana: l’importanza delle reti informali, dell’esperienza accumulata e della fedeltà al sistema, più che della mera competizione elettorale. Larijani non è più un protagonista quotidiano della vita politica, ma il suo capitale politico resta intatto. Egli continua a essere una figura consultata, rispettata e potenzialmente pronta a rientrare in scena qualora le circostanze lo richiedano. In questo senso, il suo profilo rappresenta un esempio emblematico della continuità interna alla Repubblica Islamica, dove il potere non si perde: cambia semplicemente forma e posizione, senza mai disperdersi davvero.

Ali Larijani ultima modifica: 2026-03-17T09:35:00+01:00 da REDAZIONE
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