Aleppo. Cari compagni, l’Urss non c’è più. Non si legittima un massacro

scritto da JOSEPH HALEVI

Ho deciso di interrompere tutti i rapporti con organismi e persone “di sinistra” che non trattano la situazione di Aleppo per quella che è: un’operazione di massacro della popolazione civile da parte del regime baathista siriano diretto da Assad. Il regime non è nuovo a questi exploits: 1976 Tell Zaatar (campo profughi palestinese in Libano, si, proprio sui palestinesi si sono scatenati per primi!), 1982 Hama, terza città siriana messa a sacco dalle forze di Hafez Assad (padre) per via di una rivolta imputata ai fratelli musulmani: tredici/quindicimila morti, confermati da Robert Fisk, e migliaia di stupri da parte dell’esercito.

Tuttavia Aleppo è molto peggio: mi ricorda il Biafra del 1968. Allora delle potenze coloniali erano favorevoli alla secessione del Biafra dalla Nigeria. La Nigeria rispose con una politica di genocidio. L’Organizzazione dell’unità africana, URSS e i partiti comunisti – ad eccezione di quello britannico che fu più onesto – appoggiarono il governo nigeriano. In quell’anno scrissi un articolo su Nuova Generazione, organo della FGCI, proprio per esprimere questa linea. Ma era falso affermare, come feci, che si trattava di una guerra civile unicamente fomentata dalla Gran Bretagna. Era bensì un genocidio sistematico verso la popolazione biafrana da parte del governo nigeriano.

Oggi la teologia della geopolitica del’URSS non ha ragion d’essere perché non c’è più la sua fonte principale, l’URSS. Non c’è bisogno di riprodurre virtualmente il defunto schema sovietico secondo cui i regimi nazionalisti arabi sono automaticamente dalla parte della ragione perché alleati dell’URSS e quindi sotto attacco imperialista ecc. ecc.

Su questa base si è passati con estrema leggerezza sopra il massacro di curdi e comunisti in Iraq durante gli anni Sessanta che hanno fatto decine di migliaia di morti e su ulteriori azioni contro i curdi negli anni Ottanta. Il tutto giustificato con l’antimperialismo e via dicendo.

Colpisce come oggi organi e organismi che non hanno nulla a che vedere con la storia del comunismo sovietico se ne riapproprino come se niente fosse con totale senso di irresponsabilità, eccone un ottimo ed esecrabile esempio:

http://contropiano.org/news/internazionale-news/2016/12/14/aleppo-doppio-standard-occidente-087029

Il manifesto che è nato in base ad una critica dell’URSS, che io assolutamente non condividevo, oltre quarant’anni dopo si è comportato nella maniera più fanaticamente sovietico pro-assadiana.

Per una visione ragionevole, si veda (grazie a Cinzia Nachira per la traduzione dal francese):

http://www.rproject.it/?p=6189

Aleppo. Cari compagni, l’Urss non c’è più. Non si legittima un massacro ultima modifica: 2016-12-15T12:05:24+00:00 da JOSEPH HALEVI

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1 commento

Remo Ronchitelli 16 dicembre 2016 a 8:02

Ottimo.

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