Destra e sinistra, contro Bergoglio, cancellano il pluralismo mediorientale

Il conflitto siriano ha trovato improvvisa risonanza, che coincide con la rimozione di due accadimenti limitrofi, la rivoluzione non violenta del popolo libanese e del popolo iracheno.
scritto da RICCARDO CRISTIANO
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Dopo aver ignorato per otto anni il conflitto siriano, ad eccezione degli orrori dell’Isis dei quali però non si è mai detto chi fossero le vittime, il conflitto siriano ha trovato improvvisa risonanza. Questa risonanza ha coinciso con la rimozione di due accadimenti limitrofi, la rivoluzione non violenta del popolo libanese e del popolo iracheno contro i loro governanti. Come mai? C’è qualcosa che unisce i fatti rimossi: nella realtà siriana rimossa per otto anni, come in quella libanese e in quella irachena rimosse da settimane, c’era un dato non violento evidente, un dato non confessionale, un dato di popolo.

Questi tre fatti, la rivolta non violenta delle piazze siriane, delle piazze libanesi e delle piazze irachene, potevano dunque essere raccontati secondo dei parametri di racconto non da orientalisti, ma analoghi ai nostri: sul banco degli imputati, dai popoli, non c’era l’Islam, ma guerra fredda e tiranni. I popoli del Medio Oriente dunque si ribellavano alla logica della guerra fredda e alla prassi della tirannia, proprio come altri popoli avevano fatto qui in Occidente. Raccontare questo in questo modo avrebbe sepolto un altro racconto, quello orientalista, basato su antagonismo, homo islamicus e homo occidentalis, che di tutta evidenza tradiscono la realtà. Sono astrazioni ideologiche che affascinano i fautori di certi racconti, da destra e da sinistra, ma non interessano e non rispecchiano la realtà dei popoli. Ecco allora che comincia a intravedrsi una luce sinistra, una luce feroce: questa luce piega alle nostre ideologie la realtà che muove i popoli, in questo caso i popoli arabi.

Beirut

L’ideologia antagonista della sinistra ha inventato regimi antagonisti, capaci di massacrare i loro popoli in rivolta, ma siccome il racconto richiede che esista un solo male, l’imperialismo americano, questo racconto doveva rimuovere gli orrori di Aleppo, di Hama, di Homs, di Deir ez-Zoor, di Daraa e ora che gli sciiti iracheni si rivoltano contro le milizie khomeiniste rimuove anche questa rivolta, così come rimuove la rivolta degli sciiti del sud del Libano contro Hezbollah. Per rimuovere questo si deve tacere della contemporanea rivolta contro i signori feudali di cristiani e sunniti tanto in Libano che in Iraq, perché l’ideologia antagonista è onnivora, non può fare eccezioni. Contemporaneamente l’ideologia orientalista, o “civilazionista”, sa che, raccontasse questo, racconterebbe una storia opposta alla sua essenza: il motore che muove “i musulmani” non può essere la libertà, la cittadinanza, è la teologia oppressiva, liberticida.

Siamo così alla contestuale rimozione dei medesimi fatti da parte di due narrazioni faziose e convergenti da destra e da sinistra. Questo dato di fatto è sconvolgente, evidente, e piega tutti gli altri racconti alla propria duplice aberrante logica: orientalisti essenzialisti, convinti cioè che i musulmani abbiano una propria “essenza”, e antagonisti essenzialisti, convinti cioè l’imperialismo americano abbia una propria unicità, cancellano i fatti pur di non vederli e soprattutto di non lasciarli vedere.

Bagdad
Beirut

Sono due ideologie in guerra con la realtà, che ci dice chiaramente come gli sciiti del sud del Libano e i sunniti del nord dell’Iraq siano mossi dalle stesse pulsioni di libertà e cittadinanza e che a combatterli ci sono le milizie dell’impero che si trova a opprimerli, sia quello persiano, quello americano, quello saudita, quello russo o qualsiasi altro. La guerra fredda tra sauditi e iraniani oggi schiaccia i popoli insieme ai nazionalismi totalitari, come quello di Assad, proprio come altri imperialismi e altri nazionalismi malati fecero qui in Europa in altri tempi. Che poi quei nazionalismi si alleino con gli eredi dei nazionalismi totalitari europei dovrebbe sorprendere gli antagonisti. Ma nascondendolo possono tacerlo ed evitare di dirsi sorpresi.

Bagdad

Contro entrambe queste letture ideologiche e devianti si leva un solo discorso, globale e reale, quello di Bergoglio, che dopo aver elaborato la teologia del popolo nell’epoca in cui era arcivescovo di Buenos Aires, ora che è papa elabora sotto i nostri occhi inconsapevoli la teologia dei popoli. Tassello fondamentale di questa nuova teologia è la dichiarazione di Abu Dhabi sulla fratellanza. Non c’è essenzialismo, non c’è Orientalismo, non c’è homo islamicus, non c’è homo occidentalis nella teologia dei popoli di Francesco. Nella dichiarazione che ha saputo scrivere e firmare con l’imam di al-Azhar infatti si legge:

Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi. Per questo si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una certa cultura, come pure di imporre uno stile di civiltà che gli altri non accettano.

Che due figure religiose come Papa Francesco e l’Imam al-Tayyeb siano oggi i veri difensori del pluralismo ci dice quanto epocale sia questa dichiarazione e quanto devastante sia la forza degli antagonisti e degli orientalisti uniti, da sponde opposte, contro i popoli e il pluralismo. 

Nell’immagine d’apertura cariche di polizia a Bagdad

Destra e sinistra, contro Bergoglio, cancellano il pluralismo mediorientale ultima modifica: 2019-10-25T17:28:02+02:00 da RICCARDO CRISTIANO

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