Brugnaro e Covid-19. Parla quando non deve e quando deve non parla

Mentre il presidente Zaia e altri sindaci veneti stanno facendo un instancabile lavoro di organizzazione e di comunicazione, ai cittadini veneziani manca una guida autorevole in un momento delicato.
scritto da ENZO BON
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C’è un suono del silenzio meraviglioso e tragico a Venezia, in questi giorni di Coronavirus; un suono che, almeno per le nostre generazioni, non è mai stato udito. Ma c’è un altro suono del silenzio, altrettanto tragico e ben poco meraviglioso: quello del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che, a differenza dei suoi colleghi primi cittadini, da qualche giorno non si fa sentire.

Dopo la dichiarazione fatta ai microfoni dei giornalisti che gli chiedevano, domenica 23 febbraio, perché non sospendesse il Carnevale, e la cui risposta era stata quella di garantire l’ordine pubblico ed evitare l’esodo di massa (cosa non vera se si fosse sospesa la manifestazione al sabato e non alla domenica); dopo la farneticante esibizione canora nei pressi della sua abitazione, dove assieme alla moglie aveva intonato un motivetto apotropaico contro il coronavirus; dopo l’idea assolutamente “innovativa” di esporre i disegni dei bambini in tema virus e speranze sulle finestre e sulle terrazze della città; dopo qualche filmato pubblicitario sulle pulizie delle strade e dei mezzi pubblici, il nulla, almeno in tema di comunicazione emergenziale alla cittadinanza.

Solo due video: uno datato 13 marzo, girato con un telefonino all’interno della chiesa della Madonna della Salute dove il sindaco, con tanto di fascia tricolore, recita una preghiera di affidamento per la città alla Vergine. Intento buono, certamente, e da non criticare in assoluto, se non fosse che un primo cittadino, oltre che alla intercessione, da tutti sperata, della Madonna, dovrebbe anche affidarsi a comunicare le azioni concrete che si devono porre in atto per debellare una pericolosa epidemia. E magari bastassero le preghiere…

Il video del sindaco Luigi Brugnaro del 15 marzo

L’altro video, almeno a nostra conoscenza, del 15 marzo, girato a casa del sindaco, dove, ridendo divertito, lo stesso rassicura di non essere ammalato come avrebbero affermato alcune voci e sospettando “forse qualcuno ci sperava”, dichiara di aver fiducia e di stare in casa tranquilli a suonare uno strumento, se si ha la fortuna di saperlo fare.

Da allora, a parlare sono i compagni di giunta di Brugnaro: l’assessore al welfare, il giovane Simone Venturini, che il 17 marzo, dal suo ufficio di Mestre, invia un saluto agli ospiti delle Comunità Alloggio del Comune. Visibilmente nervoso, mentre maltratta una biro e una lapis, ritorna sull’idea dei disegni e lavoretti che potrebbero essere fatti in questi giorni particolari dai giovani ospiti. Disegni che poi potranno essere esposti in qualche sede del comune di Venezia.

Il video dell’assessore l’assessore al welfare Simone Venturini

E poi il capolavoro comunicativo per eccellenza: il video che l’assessore alla Mobilità, Renato Boraso, pubblica da casa. In un contesto domestico, con lo sfondo di un vecchio mobile ricoperto dalla sciarpa che il Dalai Lama donò a Boraso durante la sua visita a Venezia nel 2009, con accanto un bambino che resta in imbarazzato silenzio e mostra un disegno con scritto “andrà tutto bene”, un cagnolino un po’ spazientito e la statua della Madonna al centro della scena, appoggiata per terra a mo’ di nanetto da giardino.

Supportato da tale scenografia, Boraso si lancia in un appello ai “cari concittadini di Venezia e di Mestre” cercando di infondere fiducia e coraggio, perché Venezia, dice, ha superato negli anni anche cose peggiori (ad esempio la peste, ndr). E poi la preghiera alla Madonna (con tanto di carezza/appoggio sul capo della statua) e il grazie a tutti quelli che stanno lavorando, non dimenticando però la sciarpa del Dalai Lama che spera porti una grande fortuna alla città. E concludendo con il motto elettorale del sindaco “Ghea podemo far” (ce la possiamo fare, ndr).

Lasciamo ai mass-mediologi interpretare sceneggiatura, simboli, pigiami, tute e ciabatte, cagnolini, madonne e sciarpe. A noi interessa fare un semplice confronto: tra la comunicazione di altri sindaci e quella che, in questo drammatico momento, è portata avanti dal comune di Venezia. Potremmo, ad esempio, e per stare solo nella nostra Regione, prendere a spunto la comunicazione del sindaco di Belluno Jacopo Massaro, che fa il punto quasi giornalmente sulla situazione del Coronavirus nel suo comune, dando utili consigli ai cittadini. E lo fa dal suo studio in municipio, con l’ufficialità e la serietà che spetta alla carica.

Uno dei video realizzati su Facebook dal sindaco di Belluno Jacopo Massaro

Oppure i forti appelli del sindaco di Treviso, Mario Conte, che anche domenica ha redarguito con forza i cittadini che, noncuranti dei divieti, continuano in troppi a passeggiare lungo il Sile e nei luoghi di ritrovo.

L’appello del sindaco di Treviso Mario Conte

Per non parlare poi dei sindaci delle piccole comunità che, davvero in situazioni di estrema difficoltà, si sono sempre presentati ai cittadini con toni propri del momento e con richiami alla responsabilità e non a un generico “state tranquilli che andrà tutto bene”, cosa che tutti, ovviamente, speriamo e che non serve ce lo dica il primo cittadino; o almeno che non ci dica solo quello…

Venezia, in questo momento, come altre città, si sente sola e disperata di fronte a una situazione drammatica mai provata prima. Situazione aggravata, almeno nella città storica, dalle particolari condizioni: moltissimi anziani, alcuni non autosufficienti; negozi di prossimità (pochissimi) e supermercati piccoli, che non permettono con facilità di adottare i criteri di sicurezza imposti; economia a terra, per la scellerata preferenza alla monocultura turistica che questo virus è riuscito a distruggere in quindici giorni. Drammi, insomma, molto molto seri, che la città e i suoi abitanti stanno vivendo per ora compostamente e in silenzio.

Ci sorge quindi spontanea la domanda, riguardo all’assenza della comunicazione del sindaco, lui ciarliero di natura. Perché lascia vuota la nicchia della comunicazione emergenziale ai cittadini o la delega, non sappiamo se volutamente o meno, ai suoi assessori? Per un buon comandante in capo, ce lo insegna la storia, l’essenziale è dare informazioni corrette e puntuali (proprio mentre scrivo, nel suo profilo Facebook il sindaco di Treviso posta le coordinate dei negozi che fanno consegna a domicilio delle merci), infondere fiducia, essere sempre sul campo con la presenza, la voce, l’autorevolezza propria della carica.

Come insegna il governatore Zaia, che in questi giorni sta facendo un instancabile lavoro di organizzazione e di comunicazione, ed è additato quale esempio nazionale di buon governo. Quello, insomma, che manca ai cittadini veneziani, che sempre più si sentono senza un’autorevole e presente guida.

Per adesso, e sperando che qualcosa cambi, noi possiamo solo attendere: che il silenzio del sindaco, finalmente, s’interrompa per dire qualcosa di utile e sensato ai cittadini veneziani, all’Italia e al mondo.

Brugnaro e Covid-19. Parla quando non deve e quando deve non parla ultima modifica: 2020-03-18T20:05:24+01:00 da ENZO BON

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3 commenti

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Danilo Pillon 19 Marzo 2020 a 10:38

Capisco che i giornalisti per vivere devono scrivere, ma fare un articolo sul nulla è proprio la dimostrazione della faziosità di questi signori. Sono intoccabili, arroganti, faziosi, falsi ecc. usano il loro potere a proprio piacimento o al servizio del partito che gli appoggia. Premetto che non mi è particolarmente simpatico Brugnaro, ma se penso ai sindaci degli ultimi 20 anni, emerge sicuramente un ruspante uomo d’affari Veneto con tutti i suoi limiti. Sparargli addosso se non parla e se avesse parlato gli sparavano perché chi non è competente, non deve parlare. Scriva di Venezia, dei veneziani e lasci perdere il sindaco solo perché non è della sua parte politica.

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Giacomo 19 Marzo 2020 a 11:12

Beh secondo me non farebbe poi tanto male che alcuni tacessero invece di ingolfare i canali istituzionali per comunicazioni trite e ritrite… abbiamo il leone Zaia che tiene in mano il bandolo della matassa e credo che non serva un’altro che stia a ripetere ciò che è già detto!!

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Emiliano 19 Marzo 2020 a 22:09

In risposta al post del Sig. PILLON del 19/03/2020
Visto che ne fa una questione di politica, le do uno spunto per documentarsi un po’
Art. 50-comma 5°, del Dlgs 267/2000 Testo Unico degli Enti Locali (conosciuto non l’acronimo di T.U.E.L.):

“5. In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale. Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali.”

La mia domanda è la seguente ed ognuno potrà rispondere liberamente: quali provvedimenti ha adottato il sig. Brugnaro durante questa emergenza sanitaria?

Caro sig. PILLON, un conto è fare commenti di carattere prettamente politico, ed un conto è verificare quanto posto in essere dalla massima autorità locale del Comune di Venezia.

L’articolo che lei si è prodigato così animosamente a definire fazioso, in realtà tira soltanto le somme di quanto fatto dal Sindaco di Venezia… che come abbiamo visto tutti è pari a zero.
Niente di politico, ma semplice matematica.
Un saluto

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